martedì 16 settembre 2025

Recensione RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army

 

RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army

Tempo di parlare di una remaster che nessuno si aspettava e che ha fatto un lavoro egregio nel riproporre un classico dimenticato ora che la Atlus è più famosa che mai.

Attorno agli anni 2009/2010 infatti nelle community di jrpg i giocatori più edgy non facevano che consigliare le varie saghe Atlus come l'alternativa che nessuno in occidente conosceva di Final Fantasy o Dragon Quest (un po quello che in questi anni sta succedendo invece con la Nihon Falcom).

Tra i vari Persona e Shin Megami Tensei che tanto oscuri non erano c'era invece la saga di Devil Summoner, di cui due capitoli per PS2 (il secondo inedito in Europa) sono dedicati al giovane evocatore detective Raidou Kuzunoha.

 

SEGA credeva talmente poco in Raidou che nonostante fosse presente come personaggio crossover in Shin Megami Tensei III: Nocturne (con un ruolo anche molto importante) nella versione americana e europea del gioco venne sostituito da Dante di Devil May Cry (creando il famoso meme “featuring Dante...”); fortunatamente nella versione remaster di Nocturne abbiamo di nuovo Raidou in tutto il suo splendore.

 

RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army

In Devil Summoner: Raidou Kuzunoha vs the Soulless Army o come è stato rinominato nella remaster semplicemente RAIDOU, vestiremo i panni di uno studente ed evocatore demoniaco che ha appena ereditato il titolo di Raidou Kuzunoha, ovvero una carica ufficiale riconosciuta dallo stato e dalle istituzioni giapponesi che si occupa di risolvere i problemi legati al mondo del paranormale.

 

Il nostro protagonista si trasferisce nella Tokyo dell' ucronico ventesimo anno dell'era Taishō, dove collaborando con il detective privato Narumi investiga sulla scomparsa della figlia ereditiera di una nobile casata, caso che sembra collegato a un gigantesco complotto che mira a sconvolgere le fondamenta del governo giapponese.


Il gioco si divide in due fasi, la prima è quella investigativa dove Raidou accompagnato da uno dei demoni del suo seguito (che solo lui può vedere) si muove per le strade e gli edifici di Tokyo risolvendo casi secondari e avanzando nella storia principale utilizzando le abilità delle varie tipologie di demoni per trovare oggetti o indizi.

L'altra parte di gioco è quella più Jrpg, dove attraversando i vari dungeon disseminati di demoni via via sempre più potenti rafforzeremo la squadra del nostro protagonista sigillando nuove creature nei cilindri di evocazione.


RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army

Il combattimento è tipicamente action RPG ma in una piccola arena chiusa, una volta incontrato un nemico veniamo teletrasportati in un perimetro circoscritto in cui si svolgerà lo scontro, mentre Raidou oltre a combattere in prima persona con spada e pistola, può contare sull'aiuto di due demoni alla volta che possono essere sostituiti con quelli in riserva, i nemici arriveranno ad ondate.

Negli scontri se Raidou ha cilindri liberi e un livello sufficiente può sigillare nuovi demoni per rinfoltire la squadra, questo senza le tremende trattative di altri giochi Atlus dello stesso universo dove dando la risposta sbagliata si rischia oltre a perdere il demone anche di rimetterci oggetti e soldi; in questo gioco dando la risposta giusta si ottiene comunque un utile buff perenne alle statistiche.


In combattimento useremo direttamente solo Raidou che però potrà impartire ordini ai suoi demoni facendogli lanciare specifiche magie o abilità, oppure cambiarli o richiamarli temporaneamente nei cilindri per aiutarli a evitare attacchi ad area nemici.

Infatti mentre useremo Raidou in pieno stile Devil May Cry / Bayonetta, usando combo formate da attacchi leggeri e pesanti, saltando e rotolando da tutte le parti cercando di schivare gli attacchi avversari con il giusto timing, i nostri demoni attaccheranno senza pietà il bersaglio corrente senza poter contare sulle schivate; utilizzeranno comunque gli attacchi più efficaci in loro possesso sfruttando le debolezze elementali avversarie.

RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army

Bisogna anche parlare della meccanica principale su cui si basano i giochi di questo universo Atlus, la Fusione Demoniaca, come in Persona e in SMT anche Raidou può fondere i suoi demoni tra loro per ottenere nuove creature di livello più alto, partendo da Pixie e Folletti per arrivare ad Arcidemoni e Divinità Pagane.

In questo processo di fusione i nuovi demoni erediteranno parte di abilità e tecniche dei mostri che li hanno generati, saranno dunque molto più forti e utili i demoni che alleviamo da tempo di quelli appena catturati.

 

RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army

Sarà comunque necessario fondere spesso i demoni in quanto hanno un numero limitato di tecniche che possono imparare nella loro forma attuale e una volta imparate tutte riceveranno solo piccoli aumenti di statistica ad ogni passaggio di livello; tuttavia in questo gioco sono stati introdotti anche i tomi che come le MT dei Pokemon possono insegnare nuove abilità e magie ai demoni. 

Potremo anche salvare i progressi dei nostri demoni in un registro in modo da poterli rievocare all'ultimo stato registrato pagando una cifra in denaro, in questo modo potremo usare come materiale da fusione un nostro demone senza troppi rimorsi perchè sarà possibile recuperarlo subito dopo.

I demoni hanno hanno anche una barra della "Fedeltà" che potremo riempire utilizzandoli in battaglia o tramite degli oggetti specifici, questa una volta completata farà in modo che lascino a Raidou dei regali occasionali. 

Nella stessa stanza in cui avviene la fusione, Raidou potrà anche potenziare la sua spada per avere stili di combattimento più veloci o più dirompenti.


 

Le musiche, il doppiaggio e gli effetti sonori sono di qualità impeccabile, un altro degli aspetti che Atlus non sbaglia mai, le tracce del gioco saranno sempre evocative passando da pezzi a tema investigativo ad altri che richiamano oscuri riti.


Parlando invece delle novità della versione remaster, iniziamo dicendo che all'inizio della partita a differenza dell'originale potremmo scegliere tra diverse difficoltà di gioco, inoltre una delle prime cose che salterà all'occhio di un vecchio giocatore è che gli sfondi pre-renderizzati sono stati sostituiti con un ottimo full 3D che ricrea benissimo l'ambientazione.

Il combattimento è stato reso molto più fluido e dinamico, l'arena è più vasta e predisposta per scontri coreografici.

Gli incontri casuali sono ora gestibili, vedremo un'anteprima di uno dei demoni che saranno presenti nell'eventuale scontro girovagare nella mappa e potremo decidere se affrontarlo o evitarlo.

I modelli 3D dei demoni sono stati aggiornati utilizzando la libreria più recente Atlus attingendo dai titoli di ultima generazione (tuttavia in questo titolo alcune creature hanno subito piccoli interventi di censura) e il roster è stato ampliato rispetto al gioco originale aumentando il numero di mostri di quasi il doppio.

 

RAIDOU Remastered: The Mystery of the Soulless Army

Per concludere ho trovato la versione remaster di Devil Summoner: Raidou Kuzunoha vs the Soulless Army come il perfetto connubio tra JRPG tradizionale ( di genere monster tamer in questo caso) e un action RPG, senza tralasciare una trama interessante e incalzante con un ottimo protagonista molto carismatico e comprimari di spessore (merito anche dei bellissimi design di Kaneko), un gioco che veramente lascia la sua impronta; speriamo in una remaster anche del secondo titolo.

WarioPunk

GRAFICA 90/100

Dopo aver visto la Tokyo di Persona 5 non avevo dubbi sulle capacità dei designer di Atlus che si occupano delle ambientazioni 3D, in RAIDOU fanno un lavoro ancora più meritevole in quanto essendo un gioco ambientato nella prima metà del 900 c'è anche un lavoro di ricerca storica molto interessante sopratttutto per noi occidentali.

SONORO 90/100

Le tracce della colonna sonora sono varie ed evocative, inserite sempre al momento giusto, riuscendo a ricreare all'occorrenza sia l'atmosfera investigativa che quella "demoniaca". Bellissimo ill tema di Raidou.

GAMEPLAY 90/100

Sia considerando la parte investigativa che quella puramente Jrpg il gioco è perfettamente riuscito a tutto tondo, senza risultare noioso nella prima grazie anche al movimento rapido tra le locazioni e con una veste molto dinamica e moderna nella seconda, dove le quality of live hanno limato gli aspetti "vecchia scuola" rendendo tutto più scorrevole.

La Fusione Demoniaca è meno frustrante che in Nocturne e più simile ad un Persona 5, anche se in Raidou è ancora più semplice conservare e tramandare più tecniche e abilità possibile rendendo meno frustrante anche la parte monster tamer.

STORIA 90/100

Anche se durante la storia principale ci sono un paio di capitoli più brevi un po meno interessanti, nel complesso la trama di RAIDOU è molto ben riuscita e riesce a mantenere l'interesse del giocatore dall'inizio alla fine, molto meno oscura di uno Shin Megami Tensei e molto meno Anime di un Persona trova il giusto connubio per avere una sua identità. 

LONGEVITÀ 85/100

Il gioco dura il giusto per il suo genere, un'avventura più lunga avrebbe semplicemente presentato più missioni secondarie meno ispirate e ridondanti, per chi vuole di più da questo gioco c'è la possibilità del New Game + che include anche contenuti non sbloccabili alla prima partita. 

VOTO FINALE 90

Probabilmente una delle migliori remaster che abbia mai giocato, anche con Shin Megami Tensei III: Nocturne era stato fatto un ottimo lavoro, ma in questo caso oltre ad un upgrade generale sia il sistema di battaglia che le locazioni 3D sono state reinventate per essere più moderne e godibili senza mancare di rispetto all'originale dando ad un classico dimenticato una nuova veste splendente.

 

Hotel Wario recensione Raidou Remastered Soulless Army

 

 

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giovedì 11 settembre 2025

Recensione Baten Kaitos: Origins Remastered

 

Baten Kaitos Origins

Dopo aver parlato della prima metà di Baten Kaitos I & II HD Remaster, passiamo al secondo gioco di questa compilation, il sequel/prequel Baten Kaitos Origins.

Mentre in Giappone è uscito con il titolo di Baten Kaitos 2, in America (per anni è rimasto inedito per noi europei) venne chiamato Origins per chiarire da subito il fatto che si trattava di un prequel, il gioco è ambientato infatti venti anni prima degli eventi di Eternal Wings, curiosità vuole che sia anche l'ultimo gioco di Monolith prima di essere acquistata da Nintendo (che infatti fu il publisher di questo gioco al posto di Namco).

Anche Origins, in questa remaster, è privo del suo doppiaggio inglese (sentendo le opinioni di chi giocò all'originale era leggermente superiore a quello di Eternal Wings), inoltre dato che a suo tempo non uscì nel vecchio continente contiene i testi solo in inglese; questa cosa creerà un po di confusione se si ha giocato a Eternal Wings in italiano perchè alcuni termini chiave della storia erano stati riadattati con qualche piccola licenza.

 

Baten Kaitos Origins

 

Il protagonista di questa storia è Sagi, un ragazzo cresciuto in un orfanotrofio che si è arruolato nell'esercito imperiale di Alfard per contribuire al mantenimento della struttura che lo ha cresciuto, tuttavia il giovane Sagi fa subito carriera ed entra nella Dark Service; il corpo segreto di elite fondato dal ministro Baelheit.

La promozione di Sagi è principalmente merito del suo automa da combattimento Guillo, che a differenza degli altri usati dall'impero possiede il libero arbitrio e sembra frutto di una tecnologia ormai perduta.

I due protagonisti saranno coinvolti in un evento inaspettato che li costringerà a visitare (per noi rivisitare) le isole volanti del mondo di Baten Kaitos, ma non saranno soli perchè a loro si unirà un terzo personaggio.

Ancora una volta noi giocatori vestiremo i panni di uno spirito, come Kalas infatti anche Sagi è uno Spiriter e può creare legami con queste entità mitiche, durante il gioco Sagi si rivolgerà spesso a noi chiedendo la nostra opinione e come nel gioco precedente le nostre risposte andranno a incidere su una statistica segreta che può sbloccare anche cutscene segrete.

 

Baten Kaitos Origins

Una delle differenze principali tra i due titoli è appunto che il party sarà sempre composto dagli stessi tre personaggi, una scelta ottima per lo sviluppo di questi ultimi, che saranno sempre presenti e avranno sempre voce in capitolo durante lo svolgersi della storia; ma che a mio parere renderà meno interessante il combattimento.

Prima di parlare del combattimento, ancora una volta basato sulle carte, parliamo di come è stato migliorato in generale il sistema dei Magnus.

I Magnus, le carte in cui si possono imprigionare oggetti, cibi, armi, emozioni... per poi essere liberati all'occorrenza, sono uno degli elementi principali di questo universo e in Origins non solo la loro esistenza viene spiegata meglio che in Eternal Wings ma diventano protagonisti di molti più aspetti del gameplay.

Innanzitutto Sagi parte già con un numero elevato di Magnus vuoti e ne riceverà sempre di più durante il gioco per un totale di ventiquattro, contro gli otto massimi di Kalas nel gioco precedente, questo ridurrà di molto il backtracking per ottenere Magnus da far invecchiare (se non avete letto la recensione recedente, i Magnus con il passare del tempo di gioco possono cambiare forma ad esempio il latte diventa yogurt) ma permette anche di gestire più quest secondarie contemporaneamente.

I Magnus che si utilizzano fuori dalla battaglia ora hanno anche altri due utilizzi, possono essere mixati tra loro per ottenere nuovi Magnus (possiamo sperimentare alla cieca o utilizzare ricette che possiamo trovare durante il gioco) oppure possono essere utilizzati in alcuni negozi per potenziare armi e armature per aumentarne le statistiche o donargli proprietà elementali.

I Magnus utilizzabili in combattimento invece possono essere scambiati per ottenere nuovi Magnus rari o non ancora disponibili nei negozi tramite degli NPC presenti in quasi ogni città con un minigioco di trattative.

 

Baten Kaitos Origins

Ora passiamo a quella che per me è una nota dolente, il nuovo sistema di combattimento.

Il combattimento in Origins è molto più frenetico che nel suo predecessore ed è basato su un unico mazzo condiviso da tutti e tre i personaggi, il mazzo di 50 Magnus da cui andremo a pescare infatti contiene sia carte personali utilizzabili solo dallo specifico personaggio (abilità e potenziamenti) sia dei nuovi Magnus attacco generici chiamati I, II e III che vanno a fare da motore per le combo di tutti.

La fase id attacco di un personaggio in Origins può iniziare utilizzando un equipaggiamento (arma o armatura con numero di utilizzi limitato e che sostituisce quello già equipaggiato se presente) per poi passare alla serie di attacchi in sequenza crescente, se possibile partendo dall'attacco nominato I, perchè non è possibile scendere di grado successivamente ed il numero di attacchi aumenta la barra LV che permette di usare i Magnus attacco speciale del personaggio in uso.

Inoltre con gli LV carichi se si hanno le giuste carte in mano sarà possibile collegare gli attacchi speciali di un personaggio in riserva con quello attivo creando combo molto lunghe e potenti.

I Magnus curativi e di supporto non sono più cumulabili e utilizzati in sequenza, una volta scelto quel determinato Magnus avviene il turno del personaggio.

Anche in difesa non dovremmo più cumulare più Magnus armatura possibile durante le combo nemiche, l'unico nostro scudo può essere un equipaggiamento difensivo già equipaggiato in un turno precedente.

 

Baten Kaitos Origins

Infine le tre grandi migliorie dal punto di vista del gameplay, la prima e forse più importante la possibilità di scartare carte dalla mano per ripescarne altrettante (numero che incrementa nel corso del gioco), nel gioco precedente infatti era facilissimo ritrovarsi con delle mani inutilizzabili e si poteva “sprecare” solo una Magnus alla volta perchè il turno in questo modo finiva immediatamente.

Le altre novità riguardano la fine degli scontri, ora i personaggi livellano automaticamente una volta raggiunta la quantità di punti esperienza richiesti senza dover passare dal Tempio e finalmente otteniamo soldi da ogni scontro (basta fotografie).

Nonostante le tante migliorie di contorno però non sono un fan del combattimento di questo titolo, troppo frenetico per i miei gusti, preferivo avere un mazzo per personaggio e gestire a mio piacimento i ruoli di supporto.

Se vi piace la difficoltà sappiate che i boss in Origins sono molto più spietati, sarà necessario allenare i riflessi e creare strategie veloci con carte che si riciclano in fretta, in alcuni casi anche creare deck alternativi per il boss specifico.

Parlando della parte esplorativa, visiteremo molti luoghi già visti in Eternal Wings (ma venti anni prima) più diverse nuove locazioni che riprendono lo stile grafico pittorico e favolesco dell'universo di Baten Kaitos, sarà possibile anche visitare un'arena dove affrontare diverse combinazioni di match, sfide gauntlet e riaffrontare i boss più forti della storia.

 

Baten Kaitos Origins

Il comparto sonoro, tralasciando il doppiaggio giapponese che non posso giudicare, è quasi totalmente riciclato dal gioco precedente, con tracce sì di qualità ma ancora una volta riproposte in maniera eccessiva.

Ci sono ancora alcuni momenti tediosi nel corso della trama, tuttavia una novità che aiuta molto il gioco è la possibilità di “sprintare” utilizzando le Ali del Cuore, questo oltre ad attraversare le città più velocemente ci aiuterà anche a schivare i mostri nei dungeon, tuttavia non va abusato perchè se svuotiamo l'indicatore delle Ali, Sagi dovrà fermarsi a riprendere fiato e verrà raggiunto dia mostri.

Origins brilla sicuramente sotto due aspetti, la trama e lo sviluppo dei personaggi.

La storia principale di Origins è molto interessante e molto più diretta di Eternal Wings dove i nostri protagonisti non sono mai molto convincenti, l'obbiettivo di Sagi e amici è chiaro, gli antagonisti funzionano e i colpi di scena non mancano.

I tre personaggi principali sono fantastici, sono tutti amabili e hanno i loro momenti per brillare all'interno della storia e anche molti personaggi che conosceremo venti anni dopo in Eternal Wings vengono sviluppati molto meglio in Origins dando tutt'altro spessore alla loro versione futura.

 

Baten Kaitos Origins
 

Leggo in rete che molti dicono di giocare prima ad Eternal Wings perchè Origins è nato in un secondo momento e non è stato pensato già durante lo sviluppo del suo predecessore (a differenza ad esempio dei DLC di Xenoblade 2 e 3) ma mi sento di consigliare a tutti di giocare prima ad Origins perchè sono veramente tanti gli aspetti della storia di Eternal Wings che ne hanno da guadagnare.

WarioPunk

GRAFICA 85/100

Ritroviamo lo stesso immaginario del gioco precedente con anche nuove locazioni sempre molto belle e suggestive.

SONORO 70/100

Stessa colonna sonora di qualità ma con pochi pezzi nuovi e troppe tracce riproposte.

GAMEPLAY 80/100

Il voto rimane stabile con Eternal Wings perchè quello che toglierei per il sistema di battaglia lo riguadagna per i miglioramenti nella gestione dei Magnus e nell'esplorazione.

STORIA 80/100

La trama è molto più diretta e intrigante, tanti aspetti fondamentali come le origini dei Magnus, Le Ali del Cuore e la Guerra degli Dei vengono finalmente approfonditi.

Il party ha una chimica perfetta e i personaggi di Eternal Wings che compaiono anche in Origins guadagnano tutt'altro spessore.

LONGEVITÀ 90/100

Anche Origins dura tra le 30 e le 50 ore a seconda delle quest secondarie che decidiamo di intraprendere, sicuramente l'arena è la più appagante e si può considerare come parte della storia stessa.

VOTO FINALE 85

Come gioco ho preferito Origins a Eternal Wings perchè la trama e lo sviluppo dei personaggi sono per me gli aspetti fondamentali di un Jrpg, Guillo è probabilmente il miglior personaggio “automa” del genere. Se non fosse che il combattimento proprio non mi è piaciuto e più volte durante la partita ho dovuto usare degli escamotage per battere dei boss ostici, direi che è nettamente superiore a Eternal Wings; invece trovo che la cosa migliore sia considerarli come due parti dello stesso prodotto e come detto in precedenza consiglio di giocare prima Origins.

 

Hotel Wario recensione Baten Kaitos HD Remaster

 

Recensione Baten Kaitos: Eternal Wings and the Lost Ocean Remastered



Baten Kaitos Eternal Wings and the lost Ocean

 

Personalmente trovo che uno dei più grandi punti di forza della Nintendo Switch sia l'enorme numero di remaster e porting di qualità di titoli dell'epoca d'oro PS1/PS2 e GameCube.

Nonostante alcuni titoli noti siano assenti (es: Skies of Arcadia), per i fan dei JRPG queste riedizioni rappresentano una sorta di rivisitazione neoclassica del genere.

Baten Kaitos I & II HD Remaster, contiene il primo titolo “Baten Kaitos: Eternal Wings and the Lost Ocean” e il secondo “Baten Kaitos Origins”.

Mentre Origins è un prequel inedito nel vecchio continente Eternal Wings era stato distribuito anche in Europa e contiene i testi in varie lingue compreso l'italiano.

Una differenza notevole dalla loro edizione originale è la mancanza del doppiaggio in lingua inglese che, nonostante fosse poco apprezzato dai giocatori dell'epoca, avrei personalmente preferito al doppiaggio giapponese, in quanto non essendo pratico di questa lingua ostacola il mio coinvolgimento.

Queste remaster offrono oltre a vari ritocchi grafici anche delle funzioni moderne già viste in altre riedizioni dei titoli SquareEnix: delle “quality of life” che sembrano quasi cheats, come la possibilità di saltare gli scontri o rendere le battaglie automatiche (tanto varrebbe non giocare a un JRPG).

Eternal Wings dal punto di vista delle idee è un gioco molto innovativo. Oltre a presentare un'ambientazione composta da isole volanti (un assaggio di quello che sarà Xenoblade 2) il suo sistema di combattimento e molti elementi della storia si basano su carte da gioco chiamate “Magnus” utilizzate quotidianamente dalla popolazione delle isole per contenere e trasportare oggetti, cibi, armi (in Origins persino emozioni).

 

Baten Kaitos Eternal Wings and the lost Ocean

 

Oltre ai Magnus che verranno usati fuori dal combattimento per trasportare gli oggetti di missione necessari a risolvere i puzzle nei dungeon o quest secondarie, i nostri personaggi avranno a disposizione un mazzo di Magnus da personalizzare e usare in combattimento. Questo contiene il loro equipaggiamento, le loro abilità, magie, reliquie e altri oggetti davvero singolari da usare in battaglia come uova, semi, frutta, o addirittura quadri. Un altro aspetto particolare è l'utilizzo dello scorrere del tempo da parte degli sviluppatori per fare “evolvere” i Magnus.

Infatti, nonostante siano all'interno di una carta, gli oggetti non sono immuni allo scorrere del tempo: in un'ora di gameplay la frutta potrebbe marcire o le uova potrebbero schiudersi o il latte diventare yogurt. Questo cambiamento modifica le caratteristiche dei Magnus che possono diventare più potenti o più deboli.

Un aspetto di gameplay interessante dei Magnus è la possibilità di crearne di nuovi utilizzando delle specifiche combo in battaglia (SP Combo). Ad esempio lanciando nello stesso turno il vino e la magia del fuoco nascerà il nuovo Magnus “vino riscaldato”.

Il combattimento infine si suddivide in turni di attacco e difesa. Dovremo giocare carte offensive (armi, magie, oggetti che causano stati alterati) o difensive (cure, buff alle statistiche) nel turno del nostro personaggio, e usare carte difensive di risposta (armature, elmi, scudi) quando veniamo attaccati nel turno del nemico.

Queste lunghe catene di carte, che non faranno che aumentare salendo di livello, svuoteranno il mazzo dei nostri personaggi (anche la mano di carte dei personaggi è influenzata dal livello) che verrà rimescolato facendoci perdere un turno (questa cosa vale anche per i nemici).

 

Baten Kaitos Eternal Wings and the lost Ocean

 

L'aspetto più singolare di Baten Kaitos è senz'altro la sua ambientazione. Il gioco si svolge su cinque isole che presero il volo mille anni fa in seguito alla Guerra degli Dei. La maggior parte degli abitanti di queste isole può far spuntare dalla schiena un paio di ali chiamate Ali del Cuore, eredità dei loro antenati, con cui possono volare per brevi tragitti.

Il nostro protagonista, Kalas, è particolare in quanto ha una sola ala biologica e una artificiale, un regalo di suo nonno. Seguendo la sua sete di vendetta, Kalas conoscerà gli altri membri del party e viaggiando con loro per le varie isole cercherà di ostacolare le brame di potere dell'Imperatore Geldoblame.

Come giocatore, vestiremo i panni di uno spirito incorporeo che comunicherà direttamente con Kalas, quest'ultimo si rivolgerà spesso a noi per tutto il corso della storia facendoci domande sul come procedere o chiedendoci la nostra opinione, le nostre risposte non porteranno solo a dei dialoghi diversi con Kalas ma andranno a influenzare anche una statistica segreta importante per la chimica dei combattimenti.

 

Baten Kaitos Eternal Wings and the lost Ocean

 

Purtroppo per quanto mi riguarda non c'è molto altro da dire. La storia di Baten Kaitos non decolla mai veramente e non riesce a dare abbastanza spazio ai personaggi secondari. Questo fino ad un certo punto della storia, in cui viene tirato fuori dal cilindro quello che probabilmente è uno dei migliori plot twist della storia del genere, che purtroppo avrà una risoluzione troppo di comodo che porterà ad un ultimo atto molto stanco che si trascinerà fino a un finale dal sapore agrodolce.

I personaggi del party ricevono per fortuna un po' di costruzione nelle loro quest secondarie. Queste sono accessibili solo nell'ultima parte del gioco, ma mettono una pezza a mancanze narrative che sarebbero state altrimenti imperdonabili, soprattutto considerando che parliamo delle persone responsabili di titoli come Xenogears e Xenoblade Chronicles.

 

Baten Kaitos Eternal Wings and the lost Ocean

 

Inoltre Baten Kaitos Origins, essendo un prequel avvalora moltissimo alcuni membri del party e persino alcuni antagonisti dando tutto un altro spessore a Eternal Wings, infatti personalmente consiglierei di giocare prima Origins.

Anche la storia d'amore tra i due personaggi principali è molto forzata e raffazzonata, unilaterale per tre quarti di gioco per poi diventare centrale senza la dovuta costruzione e motivazione, Final Fantasy VIII e Final Fantasy X rimangono i maestri nello sviluppo di una storia d'amore che sia il fulcro dell'intero gioco.

L'immaginario delle isole che visiteremo durante i nostri viaggi è trasognante, Baten Kaitos offre dei paesaggi da sogno che ricordano dei dipinti: dalle splendide giungle e foreste agli scenari completamente surreali dell'isola di Mira, per poi passare al brutalismo steampunk di Mintaka. Anche il vestiario degli abitanti, gli arredamenti, gli usi e costumi sono molto vari e fantasiosi, da questo punto di vista il gioco fa un lavoro impeccabile e memorabile.

Anche le musiche sono molto belle e ben studiate, anche se per un gioco così lungo sono davvero poche e tendono a ripetersi. Anche tracce molto orecchiabili rischiano di diventare un tormento (vero Anuenue?). Alcune di queste, come se non bastasse, le ritroveremo persino in Origins.

I Dungeon sono hit and miss. Alcuni sono caratterizzati da puzzle frustranti, altri sono più di passaggio. Sono tutti comunque molto belli da vedere ed esplorare.

Ottime le quest secondarie in stile collect-a-thon. Sia l'albero genealogico, che gli animali che le costellazioni sono molto appaganti da completare.

Una nota negativa è il sistema economico del gioco. L'unico modo per fare veramente soldi nel corso della partita è fotografare mostri e boss per poi vendere le foto ai negozianti (dopo che passato un po di tempo si è sviluppata), questo richiede l'utilizzo del Magnus macchina fotografica durante un azione di attacco in battaglia. Il problema però è che alla fine dello scontro possiamo tenere un solo oggetto del bottino tra magnus lasciati dal mostro, foto e magnus generati dalle SP Combo. Questa scelta scellerata costringe spesso ad optare per un oggetto raro piuttosto che la foto. Questo costringe a dover ricombattere lo stesso mostro per fotografarlo nuovamente per poter guadagnare soldi e sbloccare il relativo achievement.

 

Baten Kaitos Eternal Wings and the lost Ocean

Inoltre sono presenti alcune scelte di gameplay molto discutibili, come backtracking forzato e boss da affrontare più volte consecutive senza una vera motivazione o addirittura variazioni di strategia in alcuni casi, scelte che spezzano molto il ritmo.

Essendo un gioco pubblicato dalla allora Namco sono anche presenti diversi easter egg molto divertenti a tema Pac-Man.

Per concludere, ho trovato “Baten Kaitos Eternal Wings” un JRPG discreto, con ottime idee ma con molte lacune dal punto di vista della storia e dello sviluppo dei personaggi.

L'esatto contrario di Baten Kaitos Origins, dove ho odiato il combattimento ma ho adorato storia e personaggi. Entrambi i giochi hanno comunque dalla loro un immaginario splendido.

Se la parte che preferite di un JRPG è quella narrativa, vi consiglio di giocare prima Origins per poi passare ad Eternal Wings. Sia la storia che l'ambientazione ne avranno molto da guadagnare.

WarioPunk

GRAFICA 85/100

L'immaginario del gioco è bellissimo, quasi pittorico, i modelli 3D sono di alta qualità e anche i Magnus hanno una varietà enorme di icone diverse.

SONORO 75/100

Non posso giudicare il doppiaggio giapponese non conoscendo la lingua e il famoso doppiaggio inglese non è presente in questa versione, il voto si basa sulla colonna sonora che pur essendo di qualità presenta pochi pezzi ripetuti fino allo sfinimento (anche nel secondo gioco).

GAMEPLAY 80/100

Come JRPG dei suoi tempi si difende bene anche ai giorni nostri. Il sistema dei Magnus è una ventata di aria fresca che nel suo insieme funziona anche per un gioco così lungo. Alcuni dungeons non sono proprio il massimo e ci sono varie scelte di gameplay frustranti.

STORIA 70/100

Manca una vera direzione per gran parte del gioco, i sentimenti dei protagonisti sono esplorati solo raramente mentre i comprimari sono relegati a pochi momenti opzionali, nonostante un colpo di scena geniale la storia non decolla mai.

LONGEVITÀ 90/100

Personalmente sono contrario ai JRPG che durano 100 e passa ore, trovo che il giusto compromesso perchè la storia rimanga coinvolgente sia tra le 35 e massimo le 50 ore. Baten Kaitos rientra in questa categoria dedicandosi solo alla storia principale. Tuttavia ci sono molti achievement disponibili come la possibilità di fotografare tutti i mostri, collezionare tutti i Magnus o sbloccare tutte le SP Combo, quindi c'è pane anche per i denti dei perfezionisti più incalliti (buona fortuna senza una guida)

VOTO FINALE 80

Sicuramente non uno dei migliori JRPG di tutti i tempi, nonostante alcuni passi falsi nella narrazione e nel gameplay, uno stile grafico eccezionale e meccaniche nuove e funzionali riescono a dar lustro a Baten Kaitos che merita sicuramente di essere ricordato e rigiocato ancora oggi.

Questa recensione è stata pubblicata anche sul numero 51 di RetroMagazine World 

 

Hotel Wario recensione Baten Kaitos HD Remaster

 

 

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