Nel 2004 nasce lo studio di sviluppo “Mistwalker” guidato da Hironobu Sakaguchi (Padre della classica serie di Final Fantasy), accompagnato dal famoso compositore Nobuo Uematsu, e dagli ex membri del team Sacnoth (Shadow Hearts).
Con l'unione di questi esperti del settore JRPG, nasce un progetto dedicato alla creazione di due titoli esclusivi per Xbox 360, Blue Dragon e Lost Odyssey, successivamente il classico The Last Story esclusiva di Nintendo Wii.
Oggi voglio recensire il secondo gioco uscito per Xbox 360, cioè Lost Odyssey che rimane ancora oggi abbastanza sconosciuto, e ricordato solo dai pochi che lo hanno giocato e vissuto.
Lost Odyssey inizia con il botto, catapultandoci immediatamente sul campo di battaglia.
Vestendo i panni di Kaim Argonar, un mercenario immortale, ci faremo strada in mezzo a soldati nemici e strane macchine da guerra.
Lo scontro nasce da un conflitto tra due nazioni, la potente repubblica di Uhra contro la bellicosa Nazione di Khent.
Quello che vivremo insieme a Kaim, sarà lo scontro decisivo della guerra, che comprenderà scene dinamiche alternate a combattimenti a turni, dove il giocatore dovrà far prevalere il combattente immortale.
Con la conclusione della guerra, Kaim dovrà fare ritorno alla città di Uhra, per fare rapporto del resoconto della battaglia, da qui partirà tutta la storia di Lost Odyssey.
Senza aggiungere altro, passerò a parlare degli altri elementi del gioco, poiché la trama è un elemento importante, che ritengo vada vissuta e scoperta di persona.
Come basi del Gameplay, Lost Odyssey riprende elementi da molti classici del genere JRPG, ma principalmente dai giochi nati dalle esperienze precedenti alla formazione di Mistwalker.
Infatti si potrebbe dire che Lost Odyssey sia il vero Final Fantasy XI, dato che oltre ad essere molto simile ad un classico Final Fantasy, è anche un gioco creato dallo stesso padre della serie, insieme anche al compositore storico che da vita alla colonna sonora.
Mescola inoltre atmosfere e meccaniche proprie della saga di Shadow Hearts (JRPGs che rimandano all'immaginario di Lovecraft), creando un ibrido interessante.
Dopo le battaglie iniziali infatti, possiamo esplorare “l'altopiano di Wohl”, se siamo fan della serie di Final Fantasy noteremo subito molte somiglianze con essa.
Durante la navigazione, abbiamo a disposizione una minimappa, con percorsi per lo più lineari e piccole deviazioni arricchite da forzieri e oggetti nascosti, per finire incontri casuali e sfere di salvataggio.
Tutto questo ricorda molto lo stile di esplorazione del classico Final Fantasy X, difatti sotto questo aspetto i due giochi sono identitici.
Per quanto riguarda i combattimenti invece, troviamo un sistema ibrido tra Final Fantasy X e Shadow Hearts.
Ogni personaggio ha a disposizione un slot di equipaggiamento per un anello, che serve ad attivare un attacco quick-time event, dove il giocatore deve confermare il colpo durante l'animazione d'attacco del suo personaggio.
Questa meccanica è seguita da uno di tre esiti che sono Male, Bene o Perfetto, i quali determinano il successo del colpo e la quantità di danni inflitti.
Tuttavia in questa equazione entrano in gioco anche resistenze e debolezze sia elementali che di specie, diverse per ogni nemico del gioco, queste possono alterare drasticamente anche dei risultati perfetti di attacchi andati a segno.
Gli anelli possono essere ottenuti come ricompense (spesso per quest secondarie) o addirittura costruiti, tramite un sistema di Crafting accessibile dal menù di gestione dei personaggi.
Gli anelli infatti, ricordano le armi di Final Fantasy X, poiché possono avere più effetti aggiuntivi a seconda del tipo, questo va ad alterare l'arma del personaggio a cui sono assegnati.
Una cosa molto utile, è che ogni personaggio durante il suo turno e prima di agire, può cambiare anello e equipaggiamenti.
Così facendo è più facile riorganizzare la propria strategia, senza dover soffrire uno scontro sbilanciato causato da una mancata preparazione prima dello scontro.
I personaggi hanno anche un arma da equipaggiare (spesso legate alle loro classi di appartenenza) che si suddividono tra combattenti da mischia e maghi.
Ed infine possiedono anche un terzo tipo di equipaggiamento con gli accessori, questi funzionano esattamente come in Final Fantasy IX, cioè hanno a seconda del proprio tipo un'abilità speciale assegnata che il personaggio può imparare mentre indossa l'oggetto in questione guadagnando abbastanza PA (Punti abilità).
Tornando al combattimento, il gioco segue le regole di un classico JRPG a turni senza mettere fretta al giocatore, si ha tutto il tempo per decidere le proprie azioni senza che i nemici agiscano governati da un proprio timer.
Ogni personaggio ha a disposizione delle opzioni di base (Attacca, Difendi, Oggetto e Scappa) e se ha imparato certe abilità, o stà indossando accessori legati ad altri comandi, può utilizzare Magie (che sono divise in 4 scuole) o Abilità speciali.
Ogni azione è poi eseguita automaticamente nell'ordine di turno e solo il comando Attacca, richiede di eseguire l'input basato sulla meccanica a tempo dell'anello.
Come in Final Fantasy X, possiamo sempre vedere l'ordine dei turni e i personaggi del gruppo reagiscono commentando i propri colpi di grazia, come anche la loro entrata in battaglia e la conclusione dello scontro.
Ora parliamo dell'elemento unico del gameplay di Lost Odyssey, cioè la divisione tra personaggi Mortali e Immortali.
Nel nostro gruppo infatti abbiamo sia Mortali che Immortali, di base funzionano quasi allo stesso modo, ma hanno una progressione diversa nelle abilità e alcune differenze importanti.
Tramite Kaim impariamo che un immortale, se finisce KO in battaglia, tornerà in piedi automaticamente dopo due turni.
Tuttavia, se tutto il party e KO nello stesso momento, è Game Over.
Oltre a questo grande vantaggio degli immortali, la loro altra peculiarità è quella di apprendere le abilità dei personaggi Mortali.
Come per gli equipaggiamenti, anche i collegamenti con un Mortale, ci permettono di guadagnare PA e apprendere una specifica abilità unica di quel personaggio Mortale.
Infatti i Mortali, apprendono abilità uniche salendo di livello, mentre gli Immortali apprendono quelle dei Mortali combattendo al loro fianco e guadagnando PA.
Questo ci permette di creare personaggi Immortali versartili, che possono combinare abilità uniche di più personaggi.
Un altro elemento importante delle battaglie è la Condizione di Guardia.
Sia il nostro party che i nemici possiedono una barra chiamata CG, che indica la resistenza delle retrovie. Infatti in qualunque momento possiamo decidere la formazione del gruppo, tra personaggi in prima fila e personaggi in seconda fila.
A seconda di quanta vita hanno i personaggi in prima fila, la nostra CG è più resistente e finchè non viene distrutta, i personaggi nelle retrovie subiscono meno danni. Questo ovviamente vale anche per i nemici, che in specifiche battaglie sfrutteranno a loro vantaggio le prime file per difendere meglio nemici più potenti nella seconda fila.
Per chiudere la parentesi delle battaglie, parliamo delle Magie e del sistema di punti esperienza del gioco.
Le scuole di magia sono divise in quattro tipi, e si differenziano per magie offesive, di supporto e/o di stato, ma seguono tutte la stessa regola di lancio.
Infatti ogni scuola di magia possiede otto diversi livelli, con quattro incantesimi specifici per livello.
Alcuni incantesimi vengono imparati naturalmente, altri vanno acquistati o trovati come segreti di gioco.
In battaglia questi hanno un tempo di lancio, che possiamo consultare nel nostro grimorio, nel menù di gestione del party.
A seconda della lettera assegnata al tempo di lancio della magia, il nostro mago impiega più turni per preparare l'incantesimo prima di utilizzarlo.
Inoltre, alcuni attacchi eseguiti su un mago che sta preparando un incantesimo, possono tardare i suoi turni di lancio, come d'altro canto abilità o incantesimi possono invece velocizzarne l'esecuzione e l'ordine.
Per quanto riguarda l'esperienza guadagnata in battaglia, Lost Odyssey utilizza un approccio particolare, che limita il grinding e ci porta a combattere Boss fight bilanciate, basate sulla strategia e non sulla forza bruta (Questo vale per ¾ del gioco, finchè non si ha accesso a tutti i contenuti secondari).
Infatti l'esperienza è limitata dal dungeon che stiamo visitando, ognuno di essi ha un limite massimo di livello che può essere raggiunto normalmente.
Quando per esempio un personaggio arriva a quel limite, da quel momento in poi, guadagnerà 1 EXP per nemico sconfitto in battaglia in quella determinata zona (e ogni livello successivo ne richiede 100 totali).
Tuttavia si possono accumulare normalmente i PA per le Abilità.
Passando al comparto grafico, il gioco sfoggia un mondo molto vivo e colorato, con civiltà interessanti e diverse tra loro, sopratutto nei costumi e nelle architetture.
Il gioco ci offre diverse locazioni, collegate da una schermata che mostra la mappa del mondo, dalla quale possiamo spostarci automaticamente in zone già visitate o che portano avanti l'avventura.
Ogni volta che visitiamo una di esse, veniamo accompagnati anche dalla sua presentazione.
Anche i filmati sono molto coinvolgenti e pieni di vita, e mostrano azione e carattere, specialmente nella terza parte della storia, che gioca molto sulla narrazione e l'evoluzione del gruppo dei nostri eroi.
Come ogni buon JRPG, non mancano le città da visitare, con personaggi in cerca di aiuto e mercanti pronti a venderci armi e oggetti speciali.
Lost Odyssey si presenta con un ampio pacchetto di missioni secondarie, che riprendono anche in questo caso elementi che ricordano i classici del genere.
Troviamo infatti missioni di consegna di oggetti a catena, missioni di recupero/salvataggio di personaggi e anche arene con mostri speciali che ci portano a creare strategie specifiche.
Poi abbiamo l'elemento narrativo per eccelenza del gioco, sto parlando dei 1000 anni di Sogni, scritti dal rinomato scrittore Kiyoshi Shigematsu.
Mentre la trama principale è opera di Sakaguchi, il background di Kaim, viene arricchito da queste corpose storie secondarie scritte da Shigematsu.
Durante la sua avventura, Kaim può rivivere delle situazioni (tramite l'interazione con NPC o rivistando locazioni specifiche) che lo porteranno a ricordare momenti della sua vita da immortale.
Queste storie sono presentate come pagine di un libro, e accompagnate da musiche piene di emozione e sfondi e parole spesso mutevoli.
E devo dire che, nessun videogioco mi ha mai commosso così tanto come lo hanno fatto molte di queste storie sulla vita e le esperienze di Kaim, i 1000 anni di sogno sono il motivo per cui giocare a Lost Odyssey, a livello narrativo sono storie raccontate con grande emozione e tanta cura.
Oltre ad accompagnare le storie di Kaim, le musiche di Nobuo Uematsu rendono più vivo e speciale il mondo di Lost Odyssey, The Gun Barrel of Battle è probabilmente uno dei suoi pezzi migliori come tema della battaglia, una composizione che coinvolge il giocatore ad ogni scontro.
Ma non tutte le musiche del gioco sono eccezionali, eppure Lost Odyssey si difende bene perchè è anche aiutato da un ottimo doppiaggio in italiano, che solo in pochi casi, manca il bersaglio (specie per alcuni personaggi che hanno abilità doppiate ancora in Inglese).
Altra pecca del giocarlo in lingua italiana, è data da alcune traduzioni molto rivedibili. Per esempio il comando “Recover” per recuperare la nostra nave, viene tradotto in “Ricovera” o addirittura l'ascensore viene chiamato elevatore......
Arrivati al dunque, direi che Lost Odyssey è un perla per gli amanti della classica saga di Final Fantasy, rimasto per troppo tempo all'oscuro nel vetusto catalogo dell' Xbox 360.
Se siete fan dei classici Final Fantasy, questo è un gioco da recuperare, se invece non siete amanti dei giochi a turni tradizionali con incontri casuali, forse non fà per voi, ma i 1000 anni di sogni sono qualcosa di speciale, che credo tutti dovrebbero fruire e sperimentare come esperienza videoludica.
Claudio La Volpe.
GRAFICA 90/100
La parte iniziale del gioco è fantastica a livello grafico, e vivere una guerra attraverso lo stile di combattimento di Kaim, ci aiuta ad apprezzare appieno la situazione e le scene di lotta.
Altro punto a favore da parte mia è dato dal design dei personaggi, che trovo spesso criticato ingiustamente, soprattutto considerando lo stile generico che hanno molti altri giochi del genere JRPG.
Infatti ho amato le armature delle varie fazioni, come l'intera nazione di Numara che è affascinante da esplorare.
Dove il gioco non mi convince appieno è in alcuni dungeon alquanto generici nell'aspetto e in una mappa del mondo che forse meritava qualche dettaglio in più.
Ma per il resto, è un titolo ancora affascinante al giorno d'oggi.
SONORO 90/100
La colonna sonora è potente, non è ai livelli dei migliori Final Fantasy, ma è comunque una buona soundtrack del maestro Uematsu.
Tuttavia sono rimasto deluso dalla mancaza di una traccia audio mentre si naviga nella mappa del mondo, cosa che rende tale esplorazione molto piatta.
Il doppiaggio è ottimo, i miei preferiti sono le voci di Jansen e Seth con le loro intonazioni ed espressioni, ma anche il resto del cast è di alto livello e sono in grado di strapparti una lacrima in alcune scene importanti.
GAMEPLAY 90/100
Lost Odyssey è ricco di meccaniche, non è innovativo ma, in quello che fa riesce bene.
Il gioco si basa molto sulle strategie e richiede, specialmente agli inizi, buone preparazioni e turni calcolati.
Le battaglie sono forse un po troppo lunghe e possono rendere certi dungeon pesanti, specie quando questi hanno anche diversi puzzle da risolvere.
I contenuti secondari sono interessanti e arricchiscono sia il gameplay che la parte narrativa, sicuramente sono una componente importante dell'esperienza.
STORIA 95/100
Il roster di personaggi giocabili è ottimo, personalmente alla fine dell'avventura l'ho visto come una famiglia, cosa che raramente succede in un JRPG.
Kaim è un protagonista molto profondo e le sue storie sono l'apice della narrazione di questo titolo.
L'unica pecca che trovo nella scrittura di Lost Odyssey, è il fatto che alcune storie dei 1000 anni di sogno, non coincidono con quello che vediamo nel gioco, o comunque ci narranno dettagli interessanti che il gioco sembra ignorare, perdendo così spunti e collegamenti narrativi che potevano dare il tocco finale alla narrazione.
LONGEVITÀ 100/100
In media una partita completa senza intoppi e senza dedicarsi ai contenuti secondari, dovrebbe durare sulle 50 ore di gioco.
Avendo completato tutto quello che il gioco base aveva da offrire, ho impiegato invece quasi 90 ore a finire Lost Odyssey.
Aggiungiamo anche l'esistenza di un DLC che propone un Dungeon extra e abbiamo un bel JRPG capiente e solido, che non dura ne troppo ne troppo poco.
Cade proprio nel mezzo, in quella che considero la durata giusta, per un'avventura epica.
VOTO FINALE 95
Lost Odyssey è una bella storia che racconta la vita, il tempo, il cambiamento e l'attaccamento a qualcosa.
È un percorso eterno di chi ha visto nascere, cadere e crescere un mondo che cambia la sua storia, ma non i suoi vizi e la sua natura.
È un viaggio interessante, comico ma a volte tragico e altre volte speranzoso.
È un gioco per gli amanti delle epopee fantasy e dei combattimenti strategici.
Per me è un Final Fantasy mancato, ma anche uno dei JRPG migliori che abbia mai giocato, e che in futuro sicuramente giocherò di nuovo.

















































