martedì 24 febbraio 2026

Fear Effect

Tempo di tornare a parlare di classici dell'era PS1 con un titolo molto particolare, il survival horror (chiamarlo in altro modo è fuorviante) Fear Effect.

In particolare parliamo della nuova versione distribuita dalla Limited Run Games che altro non è che un'emulazione dell'originale.

 

Recensione Nintendo Switch Fear Effect Limited Run Games Hotel Wario WarioPunk

Fear Effect sia apre nell'anno 2050 con un trio di mercenari: Hana, Glas e Deke, sulle tracce della figlia del leader della Triade di Honk Kong, scomparsa in circostanze misteriose.

Il gruppo non è stato assunto ufficialmente e ha deciso di trovare la ragazza in maniera autonoma per poi richiedere un riscatto al padre.

A causa di ciò non solo dovranno procurarsi le informazioni a modo loro ma dovranno anche scontrarsi con gli uomini del leader della Triade già in cerca della ragazza.

 

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Leggendo una trama del genere c'è da aspettarsi un gioco stealth/action con eroi e malavitosi che si sparano in contesti urbani, ma questo è vero solo in parte.

Infatti io stesso per anni ho erroneamente etichettato Fear Effect in questo modo, quando in realtà ad appena un quarto del gioco, l'ambientazione si stravolge completamente diventando un survival horror a tutti gli effetti.

 

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Inoltre prima di analizzare il gioco nei dettagli vorrei aggiungere che si tratta di un titolo molto tosto, le due difficoltà disponibili sono “normale” e “difficile”, la seconda è una vera e propria tortura per il giocatore.

Infatti cercando opinioni sulla difficoltà potrete trovare solo testimonianze che concordano sul fatto che “difficile” sia completabile solo con i cheats (il problema principale è la mancanza di munizioni), purtroppo assenti in questa nuova edizione del gioco.

Ciliegina sulla torta il finale migliore di Fear Effect si può ottenere solo completandolo con la difficoltà più alta.

 

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Parlando di gameplay invece possiamo dire che l'interfaccia è molto minimale, tutto l'inventario del giocatore è infatti riassunto in una barra a scorrimento in basso sullo schermo.

Sistema decisamente scomodo per due motivi, armi e oggetti chiave sono mischiati tra loro ed è necessario scorrerli uno ad uno per raggiungere quello desiderato, inoltre non potendo mettere in pausa il gioco per cambiare arma o usare una chiave siamo sempre in balia dei colpi nemici.

 

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Nello schermo è presente anche l'innovativo sistema di salute marchio di fabbrica del gioco, sotto forma di elettrocardiogramma.

In Fear Effect non sono presenti oggetti curativi, la salute del personaggio è rappresentata dal suo stato mentale e per l'appunto dalla sua “Paura”, per curarsi avrà bisogno di guadagnare confidenza.

Trappole e colpi nemici peggiorano lo stato dell'elettrocardiogramma (che da verde passa prima a giallo e poi a rosso), ma anche situazioni come rimanere senza munizioni o sbagliare a risolvere i puzzle.


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Trovare munizioni o nuove armi, uccidere i nemici in modalità stealth, risolvere i puzzle, raggiungere zone sicure invece migliora lo stato della nostra salute.

Un sistema sicuramente innovativo ma che a volte diventa difficile interpretare.

 

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L'ultimo elemento presente sullo schermo è il mirino, in alto al centro è visibile un quadrato verde in cui compare una croce quando puntiamo un nemico, decisamente molto utile considerando che è quasi sempre impossibile decifrare il posizionamento dei modelli all'interno della profondità delle stanze.

Il mirino inoltre diventa rosso quando è possibile effettuare un'uccisione stealth, prerogativa delle armi corpo a corpo.

 

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Il movimento dei protagonisti avviene in maniera abbastanza libera all'interno delle aree calpestabili dello scenario, senza l'utilizzo di tank control, anche se spesso è facile incagliarsi in angoli invisibili.

Inoltre certi punti della stanza possono portare senza preavviso a delle nuove angolazioni rivelando nuovi elementi. 

Il personaggio che controlliamo può anche correre (il rumore può attirare su di noi l'attenzione dei nemici), accovacciarsi per schivare alcuni tipi di colpi e rotolare.

Il rotolamento è una schivata in movimento e nelle prime fasi di gioco se masterizzato può farci evitare quasi tutti i nemici comuni.

 


Le munizioni e la maggior parte degli oggetti chiave appaiono dopo aver sconfitto dei nemici, tuttavia dato che i nemici non ricompaiono il numero delle munizioni è limitato.

 

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Se possediamo due copie della stessa arma possiamo decidere di utilizzarle in simultanea, questo consuma più proiettili ma oltre ad aumentare la cadenza di tiro permette anche di sparare a due nemici contemporaneamente, con armi a ripetizione questo può anche immobilizzarli sul posto.

 

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Fear Effect come ogni buon Survival Horror presenta anche diversi puzzle, questi a differenza di quelli visti in Resident Evil o Silent Hill sono abbastanza ostici, spesso richiedono di identificare un elemento scenico di un'altra locazione da utilizzare per decrittare l'enigma; enigmi che spesso portano al “game over” se falliti.


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Infine il salvataggio “classico” del gioco avviene utilizzando il cellulare in dotazione ai nostri protagonisti in piccole aree in cui c'è campo. Entrando in queste aree, spesso minuscole, il cellulare inizia a squillare indicandoci che è possibile salvare.

Essendo il titolo emulato il sistema di salvataggio è gestito come sulla PS1, abbiamo a disposizione quattro slot di cui non possiamo vedere i dettagli se non il numero, bisogna avere buona memoria per non sovrascrivere un salvataggio importante.

 

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Vediamo ora le “quality of life” di questa emulazione, innanzitutto fondamentale è la possibilità di utilizzare dei “salva stato”, salvataggi temporanei che possono essere effettuati e caricati in qualsiasi momento.

Inoltre è stata aggiunta anche una funzione “rewind” che permette di fermare il gioco e riavvolgere il tempo per ritentare le ultime azioni svolte.

Nei settings è possibile anche modificare diverse funzioni grafiche tra cui anche i filtri visivi, come potete vedere dalle immagini io ho sempre tenuto il filtro retro per simulare il gioco su PS1 e tubo catodico.

 

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Parlando della grafica Fear Effect ha una caratteristica molto particolare, infatti propone un connubio tra personaggi in cell-shading e sfondi in full-motion video. Se in Resident Evil o anche Final Fantasy troviamo fondali pre-renderizzati con effetti animati aggiunti, in questo titolo gli sviluppatori hanno voluto puntare alto utilizzando soltanto video come locazioni di gioco.

Questo spiega anche perchè Fear Effect fosse uno dei pochi titoli per Ps1 ad avere quattro dischi.

In questa nuova edizione non è stato fatto nessun ritocco sostanziale alla grafica (se non consideriamo i filtri) ed è possibile ammirare l'incredibile qualità originale del gioco.

 

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Sono presenti anche moltissime cutscene cinematiche che vanno a rafforzare la natura cinematografica del gioco.

Il doppiaggio inglese è di buon livello, i doppiatori sono professionisti e la natura da film action trash della trama e gli accenti esagerati vanno a creare un effetto spesso comico.

 

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La colonna sonora è competente, in certi punti cyberpunk in altri più tradizionale, tuttavia le tracce presenti sono poche e con una durata non molto alta quindi tendenti al loop.

La storia è l'aspetto più riuscito di Fear Effect, il continuo cambio di prospettiva tra i protagonisti e le situazioni adrenaliniche riescono a tenere il giocatore incollato.

I tre protagonisti inoltre sono incredibilmente carismatici ed entrano immediatamente nelle grazie del giocatore.

 

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Fear Effect è un ottimo Survival Horror, forse un po corto, che offre un gameplay che oscilla tra l'ottuso e lo stimolante e una storia horror dal retrogusto anni 80 con dei protagonisti che è impossibile non adorare.


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GRAFICA 85/100

È difficile decidere su cosa basarsi per dare un voto alla grafica, se considerare solo il gioco originale nel suo contesto storico o il lavoro fatto su questa nuova edizione.

Ho deciso di unire le due cose, se il gioco originale ha alle spalle un lavoro incredibile dal punto di vista dell'animazione, questa sua nuova versione non offre niente di nuovo se non qualche filtro.


SONORO 75/100

Il doppiaggio è sicuramente molto colorito, lo stile “over the top” degli attori coinvolti è perfetto per la storia raccontata.

La colonna sonora fa il suo lavoro ma non riesce ad essere ne incisiva ne memorabile.


GAMEPLAY 75/100

Il gameplay del gioco originale è punitivo e certe volte decisamente ottuso, ci sono sezioni molto lunghe o situazioni inaspettate molto lontane dall'ultimo salvataggio disponibile.

Grazie ai "save state" dell'emulazione è possibile ritagliare un po della frustrazione originale del gameplay ma rimane comunque un titolo veramente difficile.

Anche i puzzle sono decisamente esagerati, più adatti ad un avventura grafica rilassata che ad un gioco di questo genere.


STORIA 80/100

La storia inizia in maniera poco interessante (mafiosi, rapimenti, bombe) per poi sfociare subito su temi molto più interessanti in puro stile B-Movie anni 80.

Con colpi di scena e rivelazioni esagerate la trama di Fear Effect non annoia mai.

I tre protagonisti sono incredibilmente carismatici anche solo dopo poche battute, non è difficile capire perchè siano rimasti nel cuore di molti appassionati.


LONGEVITA' 75/100

Se andiamo a vedere il mio salvataggio, Fear Effect è durato tre ore e mezzo, la verità è che sono morto talmente tante volte che ci ho giocato per otto ore.

Questo poi utilizzando i “save state”, molto più veloci dei caricamenti tradizionali e che mi hanno risparmiato di ripetere molti pezzi inutili.

Diciamo che una longevità raggiunta in questo modo non la considero del tutto positiva anche se capisco benissimo che le risorse disponibili per raggiungere gli standard grafici di Fear Effect non potevano garantire un gioco più lungo.

Comunque la storia viene sviluppata al meglio anche con una longevità così bassa, inoltre per vedere il vero finale è necessario finire il gioco nell'infame modalità difficile.


VOTO FINALE 80

Fear Effect è un gioco strano, sicuramente con un'identità tutta sua.

Certe scelte di gameplay lo rendono ostico in maniera artificiosa e sicuramente rendono obbligatorio l'utilizzo delle nuove funzioni di emulazione per i salvataggi rapidi.

Tuttavia l'incredibile lavoro grafico e la sua trama coinvolgente interpretata da personaggi memorabili, lo rendono sia un classico che un must per i fan dei Survival Horror e dei B-Movies.

 


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venerdì 20 febbraio 2026

Recensione Broken Sword - Il segreto dei Templari: Reforged

Le avventure grafiche sono un genere particolare, capace di regalare emozioni uniche, per questo oggi si basano molto sulla nostalgia.

Inutile dire che sono stati i classici dei primi anni 90 ad aver segnato tutta la storia dell'intero filone, influenzando in maniera indelebile gli sviluppatori delle generazioni successive.

Abbiamo visto negli anni diverse remaster e remake dei classici del passato ma, a causa dei mutamenti del settore, molti IP sono finiti sotto altri marchi o i creatori originali hanno abbandonato il mondo dei videogiochi.

Non è il caso della britannica Revolution Software, tuttora attiva e con alcuni membri dello staff originale ancora operativi.

La Revolution, oltre ad aver creato la storica e rivoluzionaria avventura “Beneath a Steel Sky”, è soprattutto l'autrice della prolifica serie “Broken Sword”, talmente prolifica che ha detenuto il guinness dei primati come “Protagonista più longevo del genere avventure grafiche” (in teoria secondo alcune fonti lo detiene ancora, ma visto che nel frattempo sono usciti nuovi Leisure Suit Larry e un nuovo Monkey Island non ne sarei troppo sicuro).

Broken Sword è un punta e clicca fondamentale. Tutte le avventure post 2000 di genere archeologico sono direttamente influenzate dal connubio tra mistero antico e l'umorismo folle di George Stobbart (per non parlare della dinamica tra il protagonista e la sua controparte dell'altro sesso intenti sempre a punzecchiarsi).

Runaway, Secret Files, Chronicles of Mystery, tutte queste saghe sono riconducibili a un Broken Sword piuttosto che a un Indiana Jones (LucasArts) o Gabriel Knight (Sierra), grazie soprattutto ad una distribuzione migliore nel continente europeo.

Vediamo se questo remake finanziato con Kickstarter è riuscito a mantenere la magia dell'originale targato 1996.

Nella recensione troverete immagini sia con la grafica originale che con quella della nuova edizione, questo perchè durante il gameplay passavo da una all'altra continuamente dato che sono entrambe bellissime. Ho usato sempre però lo stile classico dei sottotitoli, quello nuovo è troppo asettico per i miei gusti.


Recensione Broken Sword - Il Segreto dei Templari: Reforged Nintendo Switch avventura grafica punta e clicca Hotel Wario WarioPunk

Broken Sword si apre sui cieli di Parigi, dove la voce del nostro protagonista George ci anticipa che questa città gli ha regalato un'avventura carica di intrighi, amore e morte.

L'inquadratura si sposta su George, intento a godersi un drink in un tipico bar parigino.

Dal suo tavolo assiste prima all'ingresso nel locale di un signore bardato che tiene tra le mani una grossa valigia e successivamente di un pagliaccio munito di fisarmonica.

Pochi istanti dopo, la fuga del clown dal locale è seguita da una forte esplosione.

George, fortunatamente rimasto illeso, presta i primi soccorsi alle persone dentro al bar.

Da qui inizierà una lunga e misteriosa indagine che porterà il nostro eroe a far luce su un antico mistero di epoca medioevale e a fare i conti con astuti nemici pronti a tutto.

 

Recensione Broken Sword - Il Segreto dei Templari: Reforged Nintendo Switch avventura grafica punta e clicca Hotel Wario WarioPunk

Parliamo subito delle novità di questa edizione Reforged. Innanzitutto, oltre a tutte le lingue originali comprensive di doppiaggio dell'epoca (meraviglioso), troviamo anche un discreto numero di nuove traduzioni.

 

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Iniziando una nuova partita, vengono chieste diverse preferenze. Prima di tutto se si vuole giocare in modalità Classica o modalità Storia. In modalità Classica si può rivivere l'esperienza originale con l'aggiunta di un menù in cui richiedere indizi su come proseguire l'avventura.

 

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In modalità Storia invece, gli indizi compaiono automaticamente e tutte le interazioni non utili alla risoluzione degli enigmi sono monouso (es. un albero che non serve a nulla può essere guardato solo una volta poi la sua interazione non sarà più disponibile). A mio parere un modo un po' estremo per giocare un punta e clicca.

 

Recensione Broken Sword - Il Segreto dei Templari: Reforged Nintendo Switch avventura grafica punta e clicca Hotel Wario WarioPunkRecensione Broken Sword - Il Segreto dei Templari: Reforged Nintendo Switch avventura grafica punta e clicca Hotel Wario WarioPunk

Dopodiché sono disponibili diverse opzioni che permettono di miscelare l'esperienza originale alla nuova versione. È possibile infatti scegliere l'aspetto dei sottotitoli (font, colore, dimensione), la risoluzione dello schermo, e soprattutto se giocare con la grafica originale in pixel-art o la nuova grafica animata.

Tutte queste opzioni possono essere modificate in qualsiasi momento e non solo: la grafica può passare da originale/reforged o viceversa in qualsiasi momento con la pressione di un tasto, anche durante le animazioni, il tutto con una fluidità incredibile.

Io personalmente cambiavo grafica continuamente per confrontare e apprezzare il lavoro fatto su tutti i personaggi e i fondali.

 

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Da notare come il comparto grafico delle versione Reforged sia allo stesso tempo fresco e vibrante e rispettoso dell'originale, operazione molto diversa dal lavoro fatto, per esempio, con The Secret of Monkey Island: Special Edition dove la nuova grafica era senz'anima e poco ispirata.

 

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Parlando del gameplay, ritroviamo tutti gli aspetti classici. Cliccando con il cursore su un punto dello scenario il protagonista si muove verso di esso, su oggetti e personaggi vengono invece assegnate interazioni al clic destro e sinistro: sinistro per guardare e destro per usare/prendere/parlare.

L'inventario si apre con un tasto apposito e gli oggetti al suo interno possono essere esaminati, uniti tra loro o trascinati fuori da esso per essere usati nello scenario.

 

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Una particolarità di Broken Sword riguarda i dialoghi. Solitamente nelle avventure grafiche l'interfaccia dei dialoghi è una finestra con diverse battute tra cui scegliere (tranne nel caso delle avventure Sierra).
In Broken Sword l'interfaccia del dialogo è composta da una serie di icone che identificano gli argomenti, più l'inventario. Infatti George può mostrare tutti gli oggetti che porta con sè 
come argomenti di dialogo (e lo farà ad ogni occasione valida).
Una soluzione visivamente molto carina e alternativa a ciò che faceva la concorrenza di allora.

 

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Il sistema di indizi (ho sperimentato solo quello della modalità Classica) è stato pensato in maniera molto simpatica e cerca di spronare il giocatore a non abusarne.

Nell'apposito menù troviamo un riassunto della situazione attuale dove viene specificato l'obbiettivo di George, chiedendo di ricevere un indizio otteniamo un piccolo suggerimento seguito da un timer di cinque minuti, al termine dei quali è possibile chiedere un ulteriore indizio.

 

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C'è comunque un aspetto che accomuna Broken Sword alle avventure Sierra: il protagonista può morire.

Ci sono alcuni punti della storia dove dovremo agire prontamente per salvare la pelle di George. Fortunatamente, il nuovo sistema di auto-salvataggi rende questi momenti meno tediosi.

 

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Dal punto di vista del sonoro, in questa versione Reforged è tornato il compositore originale ma senza i limiti tecnici dell'epoca.

Personalmente ho trovato la colonna sonora troppo ambientale e di accompagnamento, senza tracce incisive, i momenti in cui veramente fa la sua figura sono nei crescendo cinematografici, quando all'interno della storia ci sono rivelazioni o scoperte.

 


Il doppiaggio italiano è tale e quale all'originale ed è fantastico. Forse un giocatore moderno non è in grado di apprezzarlo appieno, ma per chi come me è cresciuto in quell'epoca, risentire le stesse voci presenti nella maggior parte delle avventure grafiche di allora diventa un viaggio nei ricordi (per esempio voci sentite sicuramente in Hollywood Monsters).

 


E' facile notare che, come nella maggior parte dei doppiaggi dell'epoca, gli attori non avevano il prodotto di riferimento sottomano e le battute sono recitate in maniera scollegata dal contesto (le battute che non facevano parte di un dialogo solitamente erano tutte accorpate e recitate senza nemmeno sapere cosa stesse facendo o vedendo il personaggio), si nota molto in alcune esclamazioni esagerate.

Tralasciando il fattore vintage e nostalgia rimane comunque un signor doppiaggio per essere di metà degli anni 90.

 

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Broken Sword è una delle migliori avventure grafiche di sempre ed uno dei suoi più grandi meriti è l'umorismo.

Per tutto il gioco la simpatia di George è contagiosa anche nelle situazioni più strane.

Nessun dialogo è mai noioso nemmeno con il personaggio più generico (e nessuno è mai veramente generico) perchè George e il suo onnipresente inventario di oggetti assurdi sono sempre sul pezzo.

 

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Negli anni 90 gli sceneggiatori erano molto più naturali nella scrittura comica dei giochi senza dover forzare una risata a tutti i costi. Penso a esempi di personaggi futuri veramente snervanti come Brian Basco (principalmente in Runaway 2: The Dream of the Turtle) o Rufus (Deponia).

Purtroppo in questa nuova edizione non sono disponibili i contenuti originali della Director's Cut in cui possiamo giocare nei panni di Nicole.

 

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Broken Sword: Il Segreto dei Templari Reforged è un'avventura grafica da giocare assolutamente, un classico senza difetti riproposto con una nuova veste di tutto rispetto che lascia al giocatore la possibilità di personalizzare l'aspetto dell'avventura come meglio crede.


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GRAFICA 95/100

Broken Sword: Il Segreto dei Templari Reforged è un caso speciale perchè non presenta un solo stile grafico meraviglioso ma addirittura due.

Possiamo goderci l'incredibile e minuziosa pixelart originale o passare alla nuova vibrante e colorata grafica animata in qualsiasi momento.

La bellezza della grafica originale è fuori discussione, quella Reforged propone uno stile che fonde la tradizione con le tecniche di colorazione e animazione moderne senza scadere nel “troppo moderno” (Return to Monkey Island).


SONORO 80/100

Personalmente adoro il doppiaggio italiano delle avventure grafiche dell'epoca d'oro: con le sue reazioni esagerate, gli accenti forzati, i doppiatori che fanno più personaggi senza sforzarsi di differenziarli, le tracce registrate in maniera grezza, è un prodotto genuino e pieno di vita.

La colonna sonora invece non mi ha colpito particolarmente più che altro perchè accetta di essere asservita alle altri componenti narrative, avrei preferito qualcosa di più incisivo (come nelle locazioni più esotiche).


GAMEPLAY 90/100

Il gameplay originale di Broken Sword è quello di un'avventura grafica classica molto snella e senza inutili fronzoli.

Le “quality of life” di questa versione Reforged si integrano ottimamente proponendo aggiunte apprezzabili e tutte facoltative.

La programmazione è impeccabile, il gioco scorre perfettamente senza problemi di sorta.


STORIA 90/100

Gli aspetti da considerare sono principalmente due. Uno è il mistero da risolvere, che non è mai noioso, si rifà ad eventi storici interessanti e segue una struttura narrativa investigativa incalzante e coinvolgente.

Il secondo aspetto sono i dialoghi. Come già detto la simpatia di George è contagiosa, i personaggi secondari hanno la battuta pronta e Nico è un comprimario memorabile (già negli anni 90 era scontato il ruolo di rilievo che avrebbe avuto poi nella serie).


LONGEVITA' 85/100

Considerando sia le avventure dell'epoca che quelle moderne la durata di Broken Sword è considerevole, sfiora le 10 ore di gioco.

Le avventure grafiche odierne hanno molto da imparare su come utilizzare al meglio le risorse di un punta e clicca per rendere il gioco lungo senza mai essere noioso.


VOTO FINALE 90

Broken Sword: Il Segreto dei Templari è già di per sè un'avventura grafica “obbligatoria”, questa nuova versione Reforged poi porta solo miglioramenti.

Se quello che cercate da un'avventura grafica è una storia misteriosa e affascinante e un protagonista simpatico e memorabile, Broken Sword è quello che fa per voi.

I nostalgici possono rivivere le esperienze degli anni 90 grazie a grafica e doppiaggio originali mentre i nuovi giocatori possono attivare le nuove funzionalità per avere un'esperienza di gioco più cinematografica e lineare.



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martedì 17 febbraio 2026

Recensione Murdered: Soul Suspect

In genere nei giochi investigativi si impersonano eroici personaggi in grado di superare anche le situazioni più difficili.

Murderer: Soul Suspect, invece, mette il giocatore nei panni di una persona più realistica con dei difetti che è stata uccisa nelle prime battute di gioco. Un titolo Stealth/Investigativo unico nel suo genere in cui si vivono gli ultimi istanti di vita del Detective Ronan O'Connor e si risolve il mistero del suo omicidio.


Recensione ita italiana Murdered: Soul Suspect gioco stealth action adventure PS4 Hotel Wario Blog WarioPunk


La storia inizia in modo cinematografico illustrando vari rapporti sui delitti del “Killer della Campana” che da settimane sta terrorizzando la città americana di Salem. Secondo ciò che viene riportato, la polizia stessa brancola nel buio più totale, mentre il killer è ancora a piede libero.

Nella scena seguente si assiste agli ultimi attimi di vita del detective Ronan che, spinto dallo stesso Killer, sta precipitando nel vuoto dal piano più alto di un palazzo di Salem.


Recensione ita italiana Murdered: Soul Suspect gioco stealth action adventure PS4 Hotel Wario Blog WarioPunk

 

Dopo la caduta Ronan ripercorre mentalmente ogni attimo della sua vita, partendo da un passato travagliato e i legami criminali che lo hanno segnato in gioventù. In ogni attimo importante della sua storia si aggiunge un tatuaggio nuovo al suo corpo, come ricordo dei momenti negativi della sua esistenza. Tutto questo prende una svolta positiva quando incontra l'amore della sua vita, Julia, oltre ad un lavoro nella Polizia di Salem.

Ma anche qui Ronan viene segnato dalla perdita e dalla tragedia fino alla sera della sua morte dove, incurante del pericolo, ha affrontato da solo il Killer della campana, precipitando verso la sua morte.

Il killer infine scende in strada e dà il colpo di grazia a Ronan con più colpi di pistola, segnando il suo cadavere e il suo spirito.

A questo punto il Detective si ritrova in un limbo spiritico, incapace di andare nell'aldilà e ricongiungersi con la defunta moglie che lo aspetta finchè non avrà risolto i suoi conti in sospeso con il mondo dei vivi.

Ed è qui che Ronan deve prendere atto del suo ultimo compito: catturare il Killer della campana e risolvere il caso una volta per tutte.


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Superata l'introduzione del gioco, si parte esplorando una piccola parte delle strade di Salem muovendosi in una prospettiva in terza persona. La città ha acquisito due prospettive differenti: una legata alla realtà ed una legata al mondo degli spiriti; Ronan può infatti interagire in modo più diretto con gli elementi spettrali e in modo più passivo con quelli reali. Il suo primo incontro con un fantasma serve a spiegare le regole di interazione con il mondo dei vivi (per esempio un fantasma non può oltrepassare un luogo consacrato se questo è chiuso).

 

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Oltre a ciò Ronan, come un vero Detective, è in grado di ricavare informazioni parlando con gli spiriti e interrogandoli, trattandosi spesso di spettatori di eventi importanti avvenuti nel mondo reale.


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Divenuto fantasma, Ronan può alterare gli oggetti del mondo dei vivi con interferenze spiritiche oppure può possedere fisicamente le persone per leggerne i pensieri o aiutarle a ricordare momenti importanti. Tuttavia, essendo uno spettro, il detective non viene percepito visivamente e fisicamente dalle persone vive.


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Sarà quindi di aiuto la presenza di altre persone per poter raccogliere informazioni importanti sul caso e successivamente formulare ipotesi e ricostruire gli eventi della scena su cui si sta indagando.

 


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Durante ogni ricostruzione di scena o di un'ipotesi si hanno varie scelte su come gestire gli indizi acquisiti, a cominciare dal decidere quale tra di essi sia il più importante per far proseguire il caso.

Si hanno a disposizione 3 distintivi (tentativi) per scegliere la risposta esatta, tuttavia anche commettendo 3 errori è possibile provare quante volte si vuole (rendendo la decisione impossibile da fallire, e quindi una serie di scelte che non portano a conseguenze negative).

Questa scelta di gameplay poteva essere tranquillamente gestita con un setting delle difficoltà di gioco, e magari espansa anche con dei finali multipli basati sul successo e fallimento di tali sezioni.

Invece il gioco usa un approccio molto lineare e privo di penalità, abbassando la rigiocabilità del gioco e la gravità di tali scelte, di fatto inesistente per tutta l'indagine del gioco.


Recensione ita italiana Murdered: Soul Suspect gioco stealth action adventure PS4 Hotel Wario Blog WarioPunk

 

L'investigazione di Ronan viene ostacolata da spiriti maligni che in alcuni momenti di gioco infestano le zone di indagine. Per neutralizzare queste presenze letali è necessario aggirarle furtivamente e colpirle alle spalle, per poi esorcizzarle tramite un Quick Time Event.

Se il Detective dovesse invece farsi scoprire dovrà nascondersi utilizzando gli ectoplasmi sparsi nella zona per sfuggire alla loro vista finché non saranno più in uno stato di allarme. Rimanere in vista scoperti troppo a lungo comporta un Game Over e si dovrà ripartire dall'ultimo checkpoint.


Recensione ita italiana Murdered: Soul Suspect gioco stealth action adventure PS4 Hotel Wario Blog WarioPunk

 

Tutti gli ambienti di gioco sono collegati alle strade di Salem, che hanno la funzione di Hub World. Ognuno di essi (incluso le strade) contiene elementi narrativi collezionabili nella forma di ricordi delle persone e dei luoghi e anche fantasmi, che offrono missioni secondarie chiedendo l'aiuto di Ronan per risolvere i loro problemi in sospeso con la loro morte.


Recensione ita italiana Murdered: Soul Suspect gioco stealth action adventure PS4 Hotel Wario Blog WarioPunk

 

Ronan può risolvere questi piccoli casi extra per aiutare questi spiriti a raggiungere in armonia l'aldilà. Una bella trovata, però molto limitata a pochi casi secondari.

 


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Sono presenti anche collezionabili speciali legati ad ogni zona che, se ottenuti tutti, danno accesso a storie macabre e interessanti legate alla città di Salem.

Si tratta di uno degli elementi secondari che ho apprezzato di più, grazie anche al fascino delle storie raccontate.


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Il gioco utilizza un sistema di auto salvataggi e l'utilizzo dell' Hub World dà molta libertà nell'esplorazione di Salem, rendendo accessibili anche zone già visitate in passato.

Tuttavia nelle fasi finali della storia si perdono queste libertà, per motivi legati all'avanzamento della trama.


Recensione ita italiana Murdered: Soul Suspect gioco stealth action adventure PS4 Hotel Wario Blog WarioPunk

 

In sostanza, Murdered: Soul Suspect, è un gioco molto narrativo che solo raramente rallenta i suoi ritmi con sezioni di gioco stealth, il tutto accompagnato da un cast di personaggi interessanti e un caso intrigante.


Claudio La Volpe



GRAFICA 75/100

Per essere un titolo che ha più di 10 anni, Murdered: Soul Suspect si difende molto bene. I personaggi hanno design molto differenti e caratteristici, così come i luoghi che Ronan indaga nel corso del caso. A livello grafico solo gli NPC che arricchiscono le strade di Salem sono un po' carenti nelle loro espressioni. Tuttavia, trovo che il gioco sia ancora buono visivamente.


SONORO 70/100

Non mi sono espresso sulla colonna sonora perché è molto ambientale e spesso oscurata dai dialoghi dei vari personaggi al punto che, alla fine della mia partita, non ero addirittura sicuro che ci fosse una colonna sonora nel gioco. Ma nonostante questo posso dire che il doppiaggio è di alta qualità nei personaggi principali, specialmente Ronan. I personaggi secondari sono un “hit and miss” in questo campo, ma il lavoro del cast principale è talmente buono da bilanciare il tutto. Inoltre, durante le indagini, veniamo avvertiti da effetti sonori molto atmosferici quando si trovano indizi importanti. Quindi, al di là della musica, gli effetti e il doppiaggio sono ad un livello alto.


GAMEPLAY 75/100

Il gioco presenta un gameplay molto semplice e non molto variegato, ma riesce comunque a mantenere un buon ritmo tra sezioni investigative e Stealth. Sicuramente la parte più interessante del gameplay è data dalla risoluzione dei casi, sia primari che secondari. Le fasi Stealth sono l'elemento debole, in quanto ripetitive e molto basilari, ma almeno non coprono la maggior parte del gioco.

Come già detto in precedenza, il problema più grande del gioco è dato dall'impossibilità di fallire la risoluzione di un caso, elemento che smorza molto la tensione in tali fasi.

La parte più intrigante del gioco è l'esplorazione e l'interazione con i vari personaggi e fantasmi, che rendono più animato il mondo di Murdered: Soul Suspect, regalando più libertà e interesse al giocatore al di fuori del caso principale.


STORIA 80/100

Personalmente trovo che questa sia la parte migliore del gioco, grazie ai suoi personaggi e le loro interazioni. Ma anche grazie ad un caso principale molto interessante, che ha un finale particolare e che viene solo smorzato leggermente dalla mancanza di una scena finale di chiusura. Ronan e gli altri personaggi del gioco, sono molto ben studiati e hanno dinamiche interessanti, inoltre anche gli elementi narrativi secondari hanno una buona scrittura.

Se siete amanti del genere Thriller, la trama del gioco è un buon motivo per provarlo e magari anche risolvere il suo caso.


LONGEVITA' 70/100

Anche se trovo che il gioco abbia una bassa rigiocabilità, in media una partita completa ha una buona durata, prolungata anche dalla ricerca di collezionabili e casi secondari.

Ma in positivo aggiungerei un mio pensiero, cioè che questo sia un gioco che si può consigliare e rigiocare insieme ad altre persone, per rivivere la storia insieme ad altri amici. È quel genere di gioco che mi piace consigliare, per poter condividerne l'esperienza e la sua storia con altre persone. Dico questo perchè il caso mi è piaciuto e il gioco è molto accessibile nella sua difficolta.


VOTO FINALE 75

Murdered: Soul Suspect è un gioco poco conosciuto, quasi invisibile, come uno spettro che non notiamo anche se in nostra presenza.

Tuttavia trovo che l'esperienza narrativa sia molto particolare, con un gameplay accessibile a tutti e una storia molto simile a quella di un buon film. È un gioco che merita sicuramente una possibilità, ed è anche una bella storia di Detective e fantasmi!




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