martedì 27 ottobre 2026

Recensione Lost Odyssey

Nel 2004 nasce lo studio di sviluppo “Mistwalker” guidato da Hironobu Sakaguchi (Padre della classica serie di Final Fantasy), accompagnato dal famoso compositore Nobuo Uematsu, e dagli ex membri del team Sacnoth (Shadow Hearts).

Con l'unione di questi esperti del settore JRPG, nasce un progetto dedicato alla creazione di due titoli esclusivi per Xbox 360, Blue Dragon e Lost Odyssey, successivamente il classico The Last Story esclusiva di Nintendo Wii.

Oggi voglio recensire il secondo gioco uscito per Xbox 360, cioè Lost Odyssey che rimane ancora oggi abbastanza sconosciuto, e ricordato solo dai pochi che lo hanno giocato e vissuto.


Recensione italiana Lost Odyssey Xbox 360 jrpg Mistwalker Claudio La Volpe Hotel Wario blog

 

Lost Odyssey inizia con il botto, catapultandoci immediatamente sul campo di battaglia.

Vestendo i panni di Kaim Argonar, un mercenario immortale, ci faremo strada in mezzo a soldati nemici e strane macchine da guerra.

Lo scontro nasce da un conflitto tra due nazioni, la potente repubblica di Uhra contro la bellicosa Nazione di Khent.

Quello che vivremo insieme a Kaim, sarà lo scontro decisivo della guerra, che comprenderà scene dinamiche alternate a combattimenti a turni, dove il giocatore dovrà far prevalere il combattente immortale.

 

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Con la conclusione della guerra, Kaim dovrà fare ritorno alla città di Uhra, per fare rapporto del resoconto della battaglia, da qui partirà tutta la storia di Lost Odyssey.

Senza aggiungere altro, passerò a parlare degli altri elementi del gioco, poiché la trama è un elemento importante, che ritengo vada vissuta e scoperta di persona.


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Come basi del Gameplay, Lost Odyssey riprende elementi da molti classici del genere JRPG, ma principalmente dai giochi nati dalle esperienze precedenti alla formazione di Mistwalker.

Infatti si potrebbe dire che Lost Odyssey sia il vero Final Fantasy XI, dato che oltre ad essere molto simile ad un classico Final Fantasy, è anche un gioco creato dallo stesso padre della serie, insieme anche al compositore storico che da vita alla colonna sonora.

Mescola inoltre atmosfere e meccaniche proprie della saga di Shadow Hearts (JRPGs che rimandano all'immaginario di Lovecraft), creando un ibrido interessante.


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Dopo le battaglie iniziali infatti, possiamo esplorare “l'altopiano di Wohl”, se siamo fan della serie di Final Fantasy noteremo subito molte somiglianze con essa.

Durante la navigazione, abbiamo a disposizione una minimappa, con percorsi per lo più lineari e piccole deviazioni arricchite da forzieri e oggetti nascosti, per finire incontri casuali e sfere di salvataggio.

Tutto questo ricorda molto lo stile di esplorazione del classico Final Fantasy X, difatti sotto questo aspetto i due giochi sono identitici.


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Per quanto riguarda i combattimenti invece, troviamo un sistema ibrido tra Final Fantasy X e Shadow Hearts.

Ogni personaggio ha a disposizione un slot di equipaggiamento per un anello, che serve ad attivare un attacco  quick-time event, dove il giocatore deve confermare il colpo durante l'animazione d'attacco del suo personaggio.

Questa meccanica è seguita da uno di tre esiti che sono Male, Bene o Perfetto, i quali determinano il successo del colpo e la quantità di danni inflitti.

Tuttavia in questa equazione entrano in gioco anche resistenze e debolezze sia elementali che di specie, diverse per ogni nemico del gioco, queste possono alterare drasticamente anche dei risultati perfetti di attacchi andati a segno.


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Gli anelli possono essere ottenuti come ricompense (spesso per quest secondarie) o addirittura costruiti, tramite un sistema di Crafting accessibile dal menù di gestione dei personaggi. 

Gli anelli infatti, ricordano le armi di Final Fantasy X, poiché possono avere più effetti aggiuntivi a seconda del tipo, questo va ad alterare l'arma del personaggio a cui sono assegnati.

Una cosa molto utile, è che ogni personaggio durante il suo turno e prima di agire, può cambiare anello e equipaggiamenti.

Così facendo è più facile riorganizzare la propria strategia, senza dover soffrire uno scontro sbilanciato causato da una mancata preparazione prima dello scontro.

 

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I personaggi hanno anche un arma da equipaggiare (spesso legate alle loro classi di appartenenza) che si suddividono tra combattenti da mischia e maghi.

Ed infine possiedono anche un terzo tipo di equipaggiamento con gli accessori, questi funzionano esattamente come in Final Fantasy IX, cioè hanno a seconda del proprio tipo un'abilità speciale assegnata che il personaggio può imparare mentre indossa l'oggetto in questione guadagnando abbastanza PA (Punti abilità).


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Tornando al combattimento, il gioco segue le regole di un classico JRPG a turni senza mettere fretta al giocatore, si ha tutto il tempo per decidere le proprie azioni senza che i nemici agiscano governati da un proprio timer.

Ogni personaggio ha a disposizione delle opzioni di base (Attacca, Difendi, Oggetto e Scappa) e se ha imparato certe abilità, o stà indossando accessori legati ad altri comandi, può utilizzare Magie (che sono divise in 4 scuole) o Abilità speciali.

Ogni azione è poi eseguita automaticamente nell'ordine di turno e solo il comando Attacca, richiede di eseguire l'input basato sulla meccanica a tempo dell'anello.

Come in Final Fantasy X, possiamo sempre vedere l'ordine dei turni e i personaggi del gruppo reagiscono commentando i propri colpi di grazia, come anche la loro entrata in battaglia e la conclusione dello scontro.


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Ora parliamo dell'elemento unico del gameplay di Lost Odyssey, cioè la divisione tra personaggi Mortali e Immortali.

Nel nostro gruppo infatti abbiamo sia Mortali che Immortali, di base funzionano quasi allo stesso modo, ma hanno una progressione diversa nelle abilità e alcune differenze importanti.

Tramite Kaim impariamo che un immortale, se finisce KO in battaglia, tornerà in piedi automaticamente dopo due turni.

Tuttavia, se tutto il party e KO nello stesso momento, è Game Over.

Oltre a questo grande vantaggio degli immortali, la loro altra peculiarità è quella di apprendere le abilità dei personaggi Mortali.


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Come per gli equipaggiamenti, anche i collegamenti con un Mortale, ci permettono di guadagnare PA e apprendere una specifica abilità unica di quel personaggio Mortale.

Infatti i Mortali, apprendono abilità uniche salendo di livello, mentre gli Immortali apprendono quelle dei Mortali combattendo al loro fianco e guadagnando PA.

Questo ci permette di creare personaggi Immortali versartili, che possono combinare abilità uniche di più personaggi.


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Un altro elemento importante delle battaglie è la Condizione di Guardia.

Sia il nostro party che i nemici possiedono una barra chiamata CG, che indica la resistenza delle retrovie. Infatti in qualunque momento possiamo decidere la formazione del gruppo, tra personaggi in prima fila e personaggi in seconda fila.

A seconda di quanta vita hanno i personaggi in prima fila, la nostra CG è più resistente e finchè non viene distrutta, i personaggi nelle retrovie subiscono meno danni. Questo ovviamente vale anche per i nemici, che in specifiche battaglie sfrutteranno a loro vantaggio le prime file per difendere meglio nemici più potenti nella seconda fila.

 

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Per chiudere la parentesi delle battaglie, parliamo delle Magie e del sistema di punti esperienza del gioco.

Le scuole di magia sono divise in quattro tipi, e si differenziano per magie offesive, di supporto e/o di stato, ma seguono tutte la stessa regola di lancio.

Infatti ogni scuola di magia possiede otto diversi livelli, con quattro incantesimi specifici per livello. 

Alcuni incantesimi vengono imparati naturalmente, altri vanno acquistati o trovati come segreti di gioco.

In battaglia questi hanno un tempo di lancio, che possiamo consultare nel nostro grimorio, nel menù di gestione del party. 

A seconda della lettera assegnata al tempo di lancio della magia, il nostro mago impiega più turni per preparare l'incantesimo prima di utilizzarlo.

Inoltre, alcuni attacchi eseguiti su un mago che sta preparando un incantesimo, possono tardare i suoi turni di lancio, come d'altro canto abilità o incantesimi possono invece velocizzarne l'esecuzione e l'ordine.


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Per quanto riguarda l'esperienza guadagnata in battaglia, Lost Odyssey utilizza un approccio particolare, che limita il grinding e ci porta a combattere Boss fight bilanciate, basate sulla strategia e non sulla forza bruta (Questo vale per ¾ del gioco, finchè non si ha accesso a tutti i contenuti secondari).

Infatti l'esperienza è limitata dal dungeon che stiamo visitando, ognuno di essi ha un limite massimo di livello che può essere raggiunto normalmente.

Quando per esempio un personaggio arriva a quel limite, da quel momento in poi, guadagnerà 1 EXP per nemico sconfitto in battaglia in quella determinata zona (e ogni livello successivo ne richiede 100 totali). 

Tuttavia si possono accumulare normalmente i PA per le Abilità.


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Passando al comparto grafico, il gioco sfoggia un mondo molto vivo e colorato, con civiltà interessanti e diverse tra loro, sopratutto nei costumi e nelle architetture.

 

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Il gioco ci offre diverse locazioni, collegate da una schermata che mostra la mappa del mondo, dalla quale possiamo spostarci automaticamente in zone già visitate o che portano avanti l'avventura. 

Ogni volta che visitiamo una di esse, veniamo accompagnati anche dalla sua presentazione.


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Anche i filmati sono molto coinvolgenti e pieni di vita, e mostrano azione e carattere, specialmente nella terza parte della storia, che gioca molto sulla narrazione e l'evoluzione del gruppo dei nostri eroi.

 

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Come ogni buon JRPG, non mancano le città da visitare, con personaggi in cerca di aiuto e mercanti pronti a venderci armi e oggetti speciali.

Lost Odyssey si presenta con un ampio pacchetto di missioni secondarie, che riprendono anche in questo caso elementi che ricordano i classici del genere.

Troviamo infatti missioni di consegna di oggetti a catena, missioni di recupero/salvataggio di personaggi e anche arene con mostri speciali che ci portano a creare strategie specifiche.


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Poi abbiamo l'elemento narrativo per eccelenza del gioco, sto parlando dei 1000 anni di Sogni, scritti dal rinomato scrittore Kiyoshi Shigematsu.

Mentre la trama principale è opera di Sakaguchi, il background di Kaim, viene arricchito da queste corpose storie secondarie scritte da Shigematsu.


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Durante la sua avventura, Kaim può rivivere delle situazioni (tramite l'interazione con NPC o rivistando locazioni specifiche) che lo porteranno a ricordare momenti della sua vita da immortale.

Queste storie sono presentate come pagine di un libro, e accompagnate da musiche piene di emozione e sfondi e parole spesso mutevoli.

E devo dire che, nessun videogioco mi ha mai commosso così tanto come lo hanno fatto molte di queste storie sulla vita e le esperienze di Kaim, i 1000 anni di sogno sono il motivo per cui giocare a Lost Odyssey, a livello narrativo sono storie raccontate con grande emozione e tanta cura.


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Oltre ad accompagnare le storie di Kaim, le musiche di Nobuo Uematsu rendono più vivo e speciale il mondo di Lost Odyssey, The Gun Barrel of Battle è probabilmente uno dei suoi pezzi migliori come tema della battaglia, una composizione che coinvolge il giocatore ad ogni scontro.

Ma non tutte le musiche del gioco sono eccezionali, eppure Lost Odyssey si difende bene perchè è anche aiutato da un ottimo doppiaggio in italiano, che solo in pochi casi, manca il bersaglio (specie per alcuni personaggi che hanno abilità doppiate ancora in Inglese).

Altra pecca del giocarlo in lingua italiana, è data da alcune traduzioni molto rivedibili. Per esempio il comando “Recover” per recuperare la nostra nave, viene tradotto in “Ricovera” o addirittura l'ascensore viene chiamato elevatore......


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Arrivati al dunque, direi che Lost Odyssey è un perla per gli amanti della classica saga di Final Fantasy, rimasto per troppo tempo all'oscuro nel vetusto catalogo dell' Xbox 360. 

Se siete fan dei classici Final Fantasy, questo è un gioco da recuperare, se invece non siete amanti dei giochi a turni tradizionali con incontri casuali, forse non fà per voi, ma i 1000 anni di sogni sono qualcosa di speciale, che credo tutti dovrebbero fruire e sperimentare come esperienza videoludica.



Claudio La Volpe.


GRAFICA 90/100

La parte iniziale del gioco è fantastica a livello grafico, e vivere una guerra attraverso lo stile di combattimento di Kaim, ci aiuta ad apprezzare appieno la situazione e le scene di lotta.

Altro punto a favore da parte mia è dato dal design dei personaggi, che trovo spesso criticato ingiustamente, soprattutto considerando lo stile generico che hanno molti altri giochi del genere JRPG.

Infatti ho amato le armature delle varie fazioni, come l'intera nazione di Numara che è affascinante da esplorare.

Dove il gioco non mi convince appieno è in alcuni dungeon alquanto generici nell'aspetto e in una mappa del mondo che forse meritava qualche dettaglio in più.

Ma per il resto, è un titolo ancora affascinante al giorno d'oggi.


SONORO 90/100

La colonna sonora è potente, non è ai livelli dei migliori Final Fantasy, ma è comunque una buona soundtrack del maestro Uematsu. 

Tuttavia sono rimasto deluso dalla mancaza di una traccia audio mentre si naviga nella mappa del mondo, cosa che rende tale esplorazione molto piatta.

Il doppiaggio è ottimo, i miei preferiti sono le voci di Jansen e Seth con le loro intonazioni ed espressioni, ma anche il resto del cast è di alto livello e sono in grado di strapparti una lacrima in alcune scene importanti.


GAMEPLAY 90/100

Lost Odyssey è ricco di meccaniche, non è innovativo ma, in quello che fa riesce bene. 

Il gioco si basa molto sulle strategie e richiede, specialmente agli inizi, buone preparazioni e turni calcolati. 

Le battaglie sono forse un po troppo lunghe e possono rendere certi dungeon pesanti, specie quando questi hanno anche diversi puzzle da risolvere.

I contenuti secondari sono interessanti e arricchiscono sia il gameplay che la parte narrativa, sicuramente sono una componente importante dell'esperienza.


STORIA 95/100

Il roster di personaggi giocabili è ottimo, personalmente alla fine dell'avventura l'ho visto come una famiglia, cosa che raramente succede in un JRPG.

Kaim è un protagonista molto profondo e le sue storie sono l'apice della narrazione di questo titolo. 

L'unica pecca che trovo nella scrittura di Lost Odyssey, è il fatto che alcune storie dei 1000 anni di sogno, non coincidono con quello che vediamo nel gioco, o comunque ci narranno dettagli interessanti che il gioco sembra ignorare, perdendo così spunti e collegamenti narrativi che potevano dare il tocco finale alla narrazione.


LONGEVITÀ  100/100

In media una partita completa senza intoppi e senza dedicarsi ai contenuti secondari, dovrebbe durare sulle 50 ore di gioco. 

Avendo completato tutto quello che il gioco base aveva da offrire, ho impiegato invece quasi 90 ore a finire Lost Odyssey.

Aggiungiamo anche l'esistenza di un DLC che propone un Dungeon extra e abbiamo un bel JRPG capiente e solido, che non dura ne troppo ne troppo poco. 

Cade proprio nel mezzo, in quella che considero la durata giusta, per un'avventura epica.


VOTO FINALE 95

Lost Odyssey è una bella storia che racconta la vita, il tempo, il cambiamento e l'attaccamento a qualcosa. 

È un percorso eterno di chi ha visto nascere, cadere e crescere un mondo che cambia la sua storia, ma non i suoi vizi e la sua natura. 

È un viaggio interessante, comico ma a volte tragico e altre volte speranzoso. 

È un gioco per gli amanti delle epopee fantasy e dei combattimenti strategici. 

Per me è un Final Fantasy mancato, ma anche uno dei JRPG migliori che abbia mai giocato, e che in futuro sicuramente giocherò di nuovo.



 
 
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lunedì 5 ottobre 2026

Recensione Banner of the Maid

Il gioco di oggi è un rpg strategico sviluppato in Cina ma ambientato in Francia.

In Banner of the Maid rivivremo una rivisitazione “anime” della vita di Pauline Bonaparte, la sorella di Napoleone, in uno strategico che prende a piene mani dalla serie Fire Emblem.

 

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Siamo negli ultimi anni del XVIII secolo, la rivoluzione francese è in pieno corso, la nobiltà vacilla e i giacobini guadagnano consensi, in tutto questo ottiene sempre più meriti e potere un talentuoso ufficiale militare venuto dalla Corsica, Napoleone Bonaparte.

Nell'esercito francese riescono a farsi largo sempre più ufficiali donna, grazie alla scuola militare femminile École Militaire de Paris voluta dalla regina Maria Antonietta.

Tra gli ultimi diplomati c'è proprio Pauline Bonaparte, la ragazza ha infatti intrapreso la carriera militare per seguire le orme del fratello.

 

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Quello che però i più ignorano è che lo scopo dell' École Militaire de Paris è individuare le ragazze che possiedono il potere della Maid (va inteso come un modo arcaico per dire dama e non cameriera), donne che come Giovanna D'Arco a suo tempo nascondono poteri unici.

Inizialmente Pauline farà da supporto alle campagne del fratello in nord Italia per poi ritrovarsi con il proprio battaglione a proteggere la Francia dagli invasori e gli intrighi parigini. 

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Banner of the Maid è un titolo strategico in cui passiamo dal gestire le nostre unità a combattere battaglie campali o urbane, il tutto intervallato da cutscene in stile visual novel.

 

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Vi sono tre difficoltà in Banner of The Maid, che oltre a modificare le statistiche dei nemici offrono anche dei vantaggi/svantaggi ulteriori.

Nella difficoltà più facile ad esempio riceviamo un bonus casuale ad inizio missione, in quella intermedia possiamo salvare in qualsiasi momento e non riceviamo malus per le unità sconfitte, in quella più difficile invece abbiamo a disposizione un solo salvataggio per missione e ogni unità persa risulterà in una detrazione nel compenso in denaro.

A differenza di Fire Emblem dove le unità sconfitte muoiono definitivamente, in questo titolo si è optato per il malus economico, a mio parere un'ottima scelta perchè costringe comunque il giocatore ad utilizzare al meglio le unità in quanto i soldi sono essenziali per tenere potenziato tutto l'esercito (imparare abilità, comprare armi, cambiare classe...).

 

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Iniziamo dal fulcro del gioco, la componente strategica.

Come già anticipato Banner of the Maid si rifà alla struttura classica di Fire Emblem (pre Three Houses), sia dal punto di vista del gameplay che dell'impostazione grafica.

Nel nostro turno attiviamo tutte le nostre unità, poi toccherà all'avversario e così via fino a raggiungere una delle condizioni di fine missione, che può essere la sconfitta di una o più unità o lo scadere di un tempo limite.

 

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Il movimento delle truppe è legato alla loro statistica velocità ed è influenzato dalle abilità, i tipi di terreno e il tempo atmosferico, questo dev'essere sempre la prima parte del turno di un'unità.

Oltre a muoversi le nostre truppe possono attaccare (o suonare nel caso delle bande), usare oggetti, scambiare oggetti o equipaggiamenti, attivare abilità uniche o passare.

 

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Ci sono quattro tipologie di armamenti, armi da taglio, da fuoco, artiglieria e musiche, questi hanno poi altre sottocategorie.

Tutte le armi hanno una “durata”, ovvero un numero di utilizzi possibili in una stessa battaglia, è molto facile esaurire tutte le cariche di una spada o un fucile quindi è sempre meglio avere armi di riserva nell'inventario.

Finita la missione tutte le armi recuperano le proprie cariche.

 

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Selezionando un avversario possiamo avere una proiezione di un possibile combattimento, influenzata principalmente dalla velocità, la statistica che determina la probabilità di schivata ma anche il numero di attacchi consecutivi, personaggi più veloci infatti attaccano e contrattaccano più volte in una stessa battaglia.

 

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Una volta iniziata una battaglia, l'unità attaccante avrà sempre l'iniziativa, dopo aver attaccato, se vi sono le condizioni (gittata, munizioni o limiti posti dalle abilità) il difensore può contrattaccare. 

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Ogni attacco o contrattacco portato a termine fa guadagnare all'unità punti esperienza, riempendo la relativa barra la truppa salirà immediatamente di livello guadagnando incrementi alle statistiche e a volte anche nuove abilità.

 

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Sconfiggere il nemico appena colpito aggiungerà punti esperienza extra.

Oltre all'esperienza, gli attacchi andati a segno aumentano anche la barra della morale, questa una volta piena ci garantisce un attacco Eroico (critico), che oltre ad incrementare i danni garantisce l'infallibilità al colpo e dieci punti esperienza extra.

 

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Come in Fire Emblem il sistema di vantaggi e svantaggi tra le varie classi riprende il concetto di “sasso, carta, forbice” ma con quattro elementi, fanteria pesante ---> cavalleria pesante ---> cavalleria leggera ---> fanteria leggera ---> fanteria pesante, musici e artiglieria sono al di fuori di questo schema.

 

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Tra gli oggetti che possiamo utilizzare vi sono quelli curativi (pane), quelli che aumentano la morale (vini) o che incrementano permanentemente statistiche o punti esperienza (libri e cibarie varie).

Possiamo sempre controllare il raggio d'azione del nemico in maniera manuale selezionando la truppa desiderata oppure attivando la visuale apposita che colorerà di rosso le caselle che l'esercito avversario può raggiungere.

 

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Spesso le missioni nascondono degli scrigni o dei punti di interesse, terminando il turno sopra i primi o esaminando i secondi si possono trovare oggetti unici.

Molte delle armi più forti del gioco sono reperibili unicamente in questo modo e dato che le missioni non sono ripetibili possono essere perse per sempre.

Gli oggetti ottenuti dai punti di interesse sono invece parte di quest secondarie che vengono portate avanti durante il corso della campagna, è importante non perderne neanche un passaggio.

 

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Vi sono anche diversi personaggi il cui reclutamento è facoltativo, due di questi richiedono addirittura che vengano rispettati diversi passaggi nel corso della campagna (uno dei due richiede proprio l'aiuto di una guida).

 

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Spesso le missioni hanno anche una “challenge”, una sfida opzionale che va oltre la condizione di vittoria e che premia il giocatore con soldi extra o armi ed equipaggiamenti unici.


Passiamo ora alla parte del gioco che si svolge al di fuori dei campi di battaglia.

 

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Tramite la mappa di Parigi possiamo muoverci tra alcune locazioni importanti, la maggior parte di esse ospita i mercanti da cui comprare oggetti ed equipaggiamenti divisi per categorie, i nobili vendono gli accessori, i giacobini le armi da fuoco e così via...

All' École Militaire possiamo invece insegnare nuove abilità alle nostre truppe, queste avranno un costo in denaro ed “encomi”, una risorsa che si ottiene completando missioni secondarie o sconfiggendo gli “assi” nemici.

 

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Sia l' École Militaire che i vari mercanti non mostreranno fin da subito tutti i prodotti acquistabili, ogni fazione ha infatti un valore di Reputazione, influenzabile attraverso scelte nei dialoghi o missioni secondarie, ad ogni nuovo livello di reputazione raggiunto, la fazione di riferimento sbloccherà nuovi prodotti (o abilità nel caso dell' École).

Importante notare che spesso ci vengono proposte scelte che aumentano l'influenza di una fazione piuttosto che un'altra e non è detto che a fine gioco si raggiunga il massimo livello con tutti.

Io ad esempio ho terminato la campagna senza portare al massimo l'influenza con i giacobini e quindi senza aver accesso alle armi da fuoco e di artiglieria più forti.

 

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Possiamo tenere traccia della reputazione alla Malmaisons, il quartier generale di Pauline a Parigi, dove troviamo anche la selezione delle quest secondarie, la galleria e gli obbiettivi.

Tra le quest secondarie, oltre a quelle uniche e DLC vi sono quelle generiche di attacco o difesa che possono essere rigiocate all'infinito per allenare le truppe lasciate indietro.

Nella galleria troviamo la biografia dei personaggi importanti che abbiamo incontrato nella campagna.

Nel menù degli obbiettivi invece vi sono delle sfide divise per difficoltà che una volta terminate possono essere reclamate per ottenere un premio.

 

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Dal menù “roster”, accessibile sia all' École Militaire che al nostro accampamento, possiamo gestire le nostre truppe.

Scambiare ed assegnare armi, oggetti ed equipaggiamenti, cambiare le abilità e promuovere le unità.

Raggiunto un certo livello (15 per alcune e 19 per altre) quasi tutte le nostre truppe hanno la possibilità di diventare un'unità d'elite migliorando la propria classe.

 

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Questo richiede oltre al livello minimo necessario anche una certa quantità di denaro e la specifica medaglia di quella classe, oggetto che si può acquistare o trovare nei forzieri.

Cambiando classe, la truppa guadagna una nuova abilità passiva, incrementi alle statistiche e la possibilità di usare armi avanzate.

 

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Prima di analizzare i vari aspetti del gioco parliamo anche dei due DLC, uno gratuito e uno a pagamento (entrambi già contenuti nella versione fisica della Super Rare Games).

Il DLC gratuito “Miss Eliza's Journal” aggiunge cinque missioni epiche nel post-game, pensate apposta per essere delle sfide anche per chi ha terminato senza problemi la campagna principale.

 

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Il DLC a pagamento “The Oriental Pirate” invece aggiunge cinque nuove missioni che si inseriscono come quest secondarie nel corso della campagna principale (solo l'ultima nel post-game) e anche qui troviamo delle vere e proprie sfide di logica, micro-management e puro sadismo.

Inoltre il nuovo personaggio reclutabile Mu Zhiyun che con la sua abilità speciale è in grado di rubare agli ufficiali avversari, ha introdotto nel gioco un discreto numero di nuove armi uniche ed equipaggiamenti.

 

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Dal punto di vista grafico Banner of the Maid è decisamente ben fatto, ottimi i ritratti dei personaggi e le animazioni di battaglia, anche se per i primi non sarebbe stato male avere a disposizione qualche espressione in più per le cutscene.

Molto bello il mapping con campi di battaglia, mai uguali, sempre vivi ed animati.

Ottima la programmazione, il gioco è privo di bug e glitch, i cali di framerate sono molti rari e solo nella mappe con effetti atmosferici e molte unità.

 

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Per quanto riguarda il bilanciamento strategico, alcune classi sono molto più forti di altre e alcune unità diventano nettamente più deboli anche rimanendo al passo con i livello (povero d'Éon).

Molto vario il comparto strategico, vi sono missioni e sfide di ogni tipo, sono veramente poche le missioni prive di mordente.

 

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Il comparto sonoro è invece molto carente, nonostante le tracce siano di indubbia qualità sono troppo poche per un gioco così lungo, appena una decina per un titolo che dura una quarantina di ore.

Il gioco è doppiato in cinese e giapponese (quest'ultimo doppiaggio è stato aggiunto quest'anno con il cambio di publisher), non conosco nessuna delle due lingue ma le ho provate entrambe per curiosità.

Ogni personaggio ha un'esclamazione per le cutscene e quattro o cinque linee di dialogo per le battaglie.

 

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Il gioco è veramente lungo, con ventotto missioni principali, una dozzina secondarie e dieci DLC.

Banner of the Maid è un ottimo strategico che lascia da parte tutta la componente dating-sim delle sue controparti moderne per concentrarsi sulle battaglie, un titolo lungo ed impegnativo pieno di contenuti.


WarioPunk



GRAFICA 80/100

Buona la grafica di ritratti e sfondi e ottime le animazioni e il mapping, purtroppo le prime hanno poca variabilità.

 

SONORO 65/100

Ottimi pezzi ma selezione troppo breve, una decina di tracce per un gioco di quaranta ore è troppo poco, soprattutto considerando che la maggior parte è passata sul campo di battaglia ascoltando sempre lo stesso brano.

Il doppiaggio è presente in lingua cinese e giapponese, professionale ma decisamente di contorno.


GAMEPLAY 85/100

Banner of the Maid si focalizza sugli aspetti chiave degli strategici a turni, diversificando le missioni e proponendo varietà di classi e abilità.

Il comparto strategico è ben studiato ed appagante.


STORIA 75/100

Se da un lato la mancanza di meccaniche dating-sim o visual-novel aiutino a dare più spessore alla parte strategica, dall'altro avrebbero giovato allo sviluppo dei personaggi e dei loro rapporti.

Le cutscene sono tropo poche per dare rilievo ai tanti membri del cast e la trama principale sebbene proponga tante reference alla narrativa e alla storia francese, nella sua digressione fantasy-anime perde un po di colpi.


LONGEVITÀ 90/100

Considerando che il gioco si focalizza interamente sulle battaglie e la preparazione ad esse c'è molto da fare, considerando anche i DLC siamo oltre le cinquanta missioni per una longevità di tutto rispetto.


VOTO FINALE 80

Banner of the Maid è un ottimo strategico nonché una perfetta alternativa a Fire Emblem, sebbene richiami più i classici della serie non proponendo tutto il comparto dating-sim.

Il gameplay è ricco e profondo e propone una moltitudine di missioni e sfide interessanti ed accattivanti, tuttavia si perde un po con una storia non particolarmente brillante e una colonna sonora striminzita.


 
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