Prima di passare alla recensione una
piccola comunicazione di servizio. Nonostante i continui sforzi e
tentativi fatti negli ultimi due mesi (anche con servizi a
pagamento), Google continua a rifiutare l'indicizzazione del blog.
Da Dicembre 2025 fino a metà Febbraio 2026
Hotel Wario Blog era visibile sul motore di ricerca per poi essere
oscurato arbitrariamente.
Pur essendo comunque presente su altri
motori (Yahoo, Bing, Duckduckgo, Ecosia...) sparendo da Google il
blog è diventato invisibile per la maggior parte degli utenti
(parliamo di un 70-80%).
Se apprezzate quello che facciamo vi
chiedo di aiutarci a ridare visibilità al blog, anche un singolo
post sui social è per noi un grande aiuto.
Questo progetto è completamente
gratuito, quello che vogliamo fare è parlare di videogiochi in
maniera umana, senza fingerci professionisti e senza avere secondi
fini o sponsor che influenzano le nostre recensioni.
Tuttavia la situazione attuale di
“invisibilità” del sito è avvilente, vedere le
visualizzazioni azzerarsi unito all'impossibilità di appellarsi a
Google ha intaccato non poco la vitalità del progetto.
Grazie dell'attenzione e ora passiamo a
Xuan-Yuan Sword: Mists Beyond the Mountains.
Ho già spiegato le origini di questa
prolifica saga nella prefazione di Xuan-Yaun Sword 7, se siete
interessati alla storia del franchise e di DOMO Studio vi rimando a
questo link, oltre a questo vi basti sapere che Xuan-Yuan Sword: Mists Beyond the Mountains è la remaster di Xuan-Yuan Sword III, uscito nel 1999 esclusivamente in Cina.
Il protagonista di Xuan Yuan Sword
Mists (d'ora in poi lo chiameremo così) è Septem, un cavaliere del
regno dei Franchi sotto il diretto servizio di Pipino il Breve.
Septem è un meticcio dalle origini ignote, alcune delle sue
caratteristiche fisiche indicano che uno dei sui genitori proveniva
dall'estremo Oriente. Questa sua particolarità l'ha reso un reietto
agli occhi dei più, tuttavia il Consigliere Pipino l'ha cresciuto
come un figlio e ha fatto di lui la sua migliore spia.
Sarà proprio Pipino ad ordinare a
Septem di partire per un viaggio verso le terre d'Oriente alla
ricerca del “Segreto per vincere le Guerre” o “Arte della
Guerra”.
Riluttante, Septem lascia la Francia
per dirigersi a Venezia e imbarcarsi per la Palestina dove intende
consultare i saggi del mondo Arabo.
A Venezia però la vita di Septem
cambierà drasticamente, in città infatti un ordine di cavalieri
zeloti capitanati dal suo amico d'infanzia Miles è alla ricerca di
eretici da punire in nome di Dio.
Miles non è solo, con lui a Venezia
c'è anche la sua promessa sposa, la dama Lillian, amore segreto di
Septem.
Con questa premessa inizia un lungo
viaggio che dalla laguna italiana arriverà fino alla Cina
dell'impero Tang.
Il gameplay di Xuan Yuan Sword Mists è
molto sapiente, il gioco ha fatto sue le migliori caratteristiche
delle saghe allora più note in Giappone, possiamo ritrovare infatti
sia elementi ispirati da Final Fantasy che da Shin Megami Tensei.
Iniziamo con una delle meccaniche più
interessanti, “domare” demoni e mostri.
Una caratteristica della saga Xuan-Yuan
è proprio quella di poter catturare le anime dei nemici, in questo
capitolo Septem ha a disposizione la “Spirit Fusion Pot”, un
antico arteffato cinese in grado di intrappolare l'essenza delle
creature sovrannaturali.
Durante il combattimento, quando un
nemico è gravemente ferito diventa assimilabile con il comando
“Tame” di Septem. Questo nemico viene intrappolato in un sigillo
e diviene un oggetto del nostro inventario.
Il mostro intrappolato può essere
usato in battaglia come oggetto oppure, tramite il comando fusione,
unito ad un altro: mostro o equipaggiamento per generarne
uno nuovo.
I mostri catturati vengono raccolti nel
compendio conosciuto come Mysteria (altra voce del menù) dove
possiamo consultarne le statistiche e la mitologia.
Vi sono anche tre tipologie di creature
(oltre ai Boss) che non possono essere imprigionati nella Pot: le
belve feroci, gli esseri umani e gli automi, per completare le loro
schede nel compendio è necessario affrontarli più volte.
Un'altra funzione dei mostri catturati
è quella di divenire parte dell'equipaggiamento dei nostri
personaggi, infatti ognuno dei membri del party può equipaggiare contemporaneamente fino a due
mostri per ottenere dei bonus alle statistiche.
Altre particolarità riguardo
all'equipaggiamento sono la “proficienza” della armi e i
talismani.
Utilizzando per molto tempo la stessa
arma, il personaggio ne ottiene la padronanza guadagnando un ulteriore
aumento alle statistiche di attacco.
I talismani invece sono equipaggiamenti
in grado di donare nuovi comandi in battaglia ai personaggi (ruba,
tira, medita...) o protezioni elementali molto forti, ottengono dei
punti ad ogni scontro e una volta raggiunto il loro livello massimo
non hanno più costi per l'utilizzo.
I personaggi dispongono anche di mosse
“Ultimate” (le Limit di FF), queste si caricano infliggendo e
subendo colpi, questi stessi punti richiesti per caricarle fungono
anche da esperienza per imparare quelle successive, conviene quindi usarle
subito e non conservarle per i boss.
Infine il gioco presenta un numero
enorme di incantesimi, questi come in FFIV vengono appresi salendo di
livello, non abbiamo alcun controllo e nessuna indicazione su quali
vengono appresi e a che livello.
Il sistema di combattimento è
fortemente focalizzato su debolezze e resistenze elementali, ogni
personaggio del gruppo padroneggia in maniera già prestabilita due o
tre elementi ed è molto importante studiare le mosse del nemico per
capire a quale elementi appartiene e non rischiare di curarlo con la
magia sbagliata.
Le statistiche di battaglia dei
personaggi sono tre: salute, spirito e vitalità.
La salute indica i punti ferita, quando
scende a zero il personaggio diviene incosciente, lo spirito è il
mana necessario per utilizzare la maggior parte delle magie, la
vitalità invece serve per alcune magie marziali, i comandi
aggiuntivi dei talismani e per utilizzare mostri e evocazioni.
Sono presenti anche i classici status
alterati e le relative cure e protezioni.
E' possibile impostare l'attacco
automatico ai membri del party per liberarsi dei nemici più deboli.
La fuga dagli scontri avviene con un
tasto assegnato ed è immediata.
Alcuni scontri con i mostri comuni
contengono eventi scriptati che ricordano una versione semplificata
delle trattative con i demoni nella serie Shin Megami Tensei.
I dungeon per lo più presentano
semplici strutture labirintiche, occasionalmente contengono anche
puzzle ed enigmi molto semplici.
A differenza di altri jrpg, i forzieri
dei dungeon sono numerosi e contengono spesso oggetti di cura molto
rari o equipaggiamenti unici, incentivando l'esplorazione.
Nonostante siano ancora presenti i punti di salvataggio del gioco originale, in questa remaster è possibile anche salvare la partita in qualsiasi momento dal menù.
Sempre nel menù troviamo anche un registro che raccoglie le missioni in corso, purtroppo tremendamente scarno e molto vago.
Graficamente il gioco è di ottimo livello, ricorda molto SaGa Frontier per le scelte stilistiche e l'accostamento di complessi fondali prerenderizzati e personaggi in 2D caricaturali.
Le locazioni sono molto varie e i grafici si sono impegnati molto per rendere al meglio le varie aree geografiche e loro culture con edifici pieni di dettagli.
Nella prima parte del gioco sono presenti anche diverse cinematiche, queste ultime risultano un po grezze ma hanno comunque uno stile distintivo e nonostante non possano sicuramente rivaleggiare con i prodotti Square dell'epoca hanno un loro fascino.
I mostri, gli oggetti e le animazioni della battaglia sono disegnati con un gusto raffinato e con una grande varietà di sprites.
La parte più carente del comparto grafico sono i ritratti che accompagnano i dialoghi, quasi sempre troppo abbozzati e con pochissime varietà di espressione.
La colonna sonora è molto professionale, con ritmi e melodie che variano a seconda della zona geografica.
Infine da segnalare che la versione Switch di questa remaster non è priva di sbavature.
In circa 25 ore di gameplay il gioco si è chiuso a causa di un errore per sei volte mentre altre due volte si è bloccato durante un'animazione, un numero abbastanza alto di crash.
Inoltre nella prima parte del gioco ci sono numerosi errori di spaziatura, moltre parole sono attaccate tra loro o a volte troppo distanziate.
Aggiungo anche che la scelta del rosso per evidenziare i punti chiave dei dialoghi è alquanto infelice dato che è quasi sempre illeggibile.
Ho apprezzato molto la storia stravagante ma con spunti storici e il gameplay classico ma mai derivativo, sicuramente lo consiglio a tutti gli amanti dei Jrpg old school.
WarioPunk
GRAFICA
85/100
Le ambientazioni storiche/geografiche sono rese con una grande cura per i dettagli e risultano incredibilmente evocative.
Mostri, oggetti, equipaggiamenti e animazioni della battaglia hanno un tratto delicato e minuzioso unico nel suo genere.
SONORO
80/100
La colonna sonora è di ottimo livello, proponendo tracce ambientate con un utilizzo intelligente di stili e strumenti inseriti nel contesto della trama.
GAMEPLAY
80/100
Come Jrpg propone tutto quello che si può volere dal genere: grande varietà di combinazioni, esplorazione, un pizzico di strategia....
Unico grande difetto di questa remaster il numero non esiguo di crash.
STORIA
85/100
La trama è molto articolata, mescola eventi storici realmente accaduti (non manca qualche licenza poetica) con esoterismo e trame diaboliche.
I personaggi sono tutti molto accattivanti e alla fine è impossibile non sentirsi coinvolti nell'odissea di Septem.
LONGEVITÀ
85/100
Per terminare il gioco ho impiegato circa 25 ore, una durata di tutto rispetto, specialmente considerando che non ci sono momenti morti o ripetitivi e le quest secondarie e i numerosi segreti sono impostati come i giochi di una volta senza risultare in frustranti fetch quest.
VOTO
FINALE 85
La remaster del terzo Xuan-Yuan Sword è un titolo imperdibile per tutti gli amanti dei jrpg old school. Questo gioco un tempo inedito nel nostro continente, mostra una corrente alternativa del suo genere di riferimento piena di spunti e intuizioni azzeccate. Fa molto piacere per una volta cambiare il solito canovaccio fantasy con una versione romanzata dell'alto medioevo infarcita con diversi riferimenti storici di tante culture diverse.
Nato
come serie reboot dell'universo di Spyro the Dragon, Skylanders è
un franchise che ha preso vita nel 2011 sotto la guida e la visione
artistica dello studio Toys for Bob.
Da
qui sono nati 6 giochi inizialmente ad uscita annuale della serie principale, più
vari spinoff pensati per console portatili e cellulari.
Il
punto di forza di questa serie è sempre stato l'elemento “Toys to
Life” che poi ha ispirato altri giochi come Disney Infinity e
anche la creazione degli Amiibo da parte di Nintendo.
Infatti
questa meccanica che accomuna ogni gioco degli Skylanders utilizza
delle statuine collezionabili (gli Skylanders) e un portale
(piattaforma da collegare alla console) che legge la nostra miniatura
e la trasferisce nel gioco come personaggio giocabile.
Personalmente
ho avuto modo di finire 3 giochi della serie (Spyro's Adventure,
Giants e Trap Team), nonostante sia già in possesso di tutti i giochi della serie
principale. Oggi parlerò del suo quarto capitolo, Skylanders
Trap Team.
Prima
di iniziare la recensione voglio subito chiarire che Trap Team è un
gioco che ha molte miniature collezionabili e anche se ogni gioco
degli Skylanders offre una retrocompatibilità con i personaggi dei
giochi precedenti, Trap Team blocca molti dei suoi contenuti dietro
ai suoi Skylanders inediti.
Quindi
preciso già che ho avuto modo di giocare solo circa il 90% dei suoi contenuti,
poiché si tratta di un titolo eccessivamente costoso (uno dei più costosi della serie), specialmente al giorno
d'oggi dove le statuette hanno raggiunto prezzi più elevati, essendo fuori produzione.
Come dicevo in precedenza, per poter giocare a Skylanders ogni gioco richiede il proprio portale (compatibile con la propria console) e almeno un personaggio Skylander.
Il
set base di Trap Team comprende: un portale, 2 trappole, 1 Trap
Master e 1 Skylander regolare della nuova serie.
Con
questi elementi si possono gustare i contenuti base del gioco e, tecnicamente, finirlo.
In
genere nei vecchi giochi della serie le restrizioni erano date dagli
8 elementi (Fuoco, Acqua, Terra, Vento, Vita, Non Morto, Tecnologia e
Magia) ognuno rappresentato da diversi Skylanders. Ma in Trap Team le
cose sono state limitate.
Infatti, nei vecchi giochi troviamo percorsi opzionali che possono essere
aperti solo da Skylanders di elementi specifici, ma in Trap Team ora
c'è anche la restrizione che richiede che questo Skylander sia pure un Trap Master (una categoria di miniature più grandi e costose,
introdotte in Trap Team).
Quindi
il gioco blocca dei contenuti dietro a nuove statuine, mentre nei
titoli precedenti si potevano usare personaggi vecchi di elementi
specifici, senza dover acquistarne dei nuovi.
Oltre
a questo vengono introdotte le trappole, una meccanica che è legata
anch'essa agli elementi e ci permette di catturare specifici boss
se possediamo la trappola dell'elemento giusto. Questa è una
meccanica molto importante nel gioco e il set base ci regala due
trappole (una d'acqua e una della vita) che ci permettono di
intrappolare dei boss nelle prime fasi di gioco.
Trap
Team aggiunge 2 nuovi elementi (Luce e Buio) a cui appartengono le
miniature più costose del gioco, due di queste sono Trap Master
che servono ad aprire percorsi opzionali.
Infine
abbiamo 4 statuine DLC, che aprono livelli bonus del gioco con le
loro rispettive storie.
Per
poter sperimentare più cose, ho deciso di giocare a Trap Team con
diverse tipologie di Skylanders, per poter avere un'idea specifica
delle loro differenze nel gameplay, in quanto la serie è famosa per
avvantaggiare le miniature nuove nei suoi titoli più recenti,
indebolendo i vecchi personaggi.
Quindi
ho selezionato 3 Trap Master, 1 Skylander Mini (una categoria di
personaggi vecchi riproposti in versione minuta), 4 nuovi Skylanders
regolari introdotti in Trap Team e infine 2 Skylanders vecchi che
fanno parte del terzo gioco della serie.
Preciso
che si possono usare quanti Skylanders si vuole, ma nel mio caso,
preferisco avere un team specifico per poter utilizzare al meglio i
personaggi che ho scelto senza alternarli a troppe miniature. Detto
questo, passiamo al gioco.
Skylanders
Trap Team inizia come tutti i giochi della serie Skylanders, con il
gran Maestro Eon che spiega la situazione attuale e la storia dei
nuovi Skylanders.
In
questo caso, ci informa che le Skylands sono state minacciate in
passato da una banda di criminali chiamati “Doom Raiders”, i quali
furono però intrappolati nella Prigione Scrocchianembi da una
squadra speciale di Skylander, i Trap Masters.
Tuttavia,
una vecchia conoscenza, il malvagio Kaos (antagonista dei giochi
precedenti), ha fatto esplodere la prigione, liberando i Doom Raiders
ed altri criminali.
L'esplosione
ha anche disperso i Trap Masters sulla terra, così come il
traptanium (minerale speciale usato per catturare i malvagi) che ora
è si è diviso in piccole trappole, anch'esse sparse nel nostro
pianeta.
Questa
spiegazione è un classico della serie, che come sempre illustra il
motivo per cui i nuovi Skylanders sono dei giocattoli sparsi nel
nostro mondo, oltre a definire il giocatore come un padrone dei
portali, il quale ha il compito di rievocare gli Skylanders per
proteggere le terre di Skylands.
(Oltre
che a spendere molti soldi per utilizzare i nuovi Skylanders ogni
volta).
Dopo
la distruzione della prigione, si passa all'accademia degli Skylanders, che è in procinto di essere inaugurata.
Ma
dopo la confusione craeata dal piano di Kaos, i nostri amici Mabu
(razza principale di abitanti delle Skylands), hanno altro di cui
occuparsi.
Qui
si hanno volti noti dai giochi precedenti, con: Hugo, Cali e Flynn
che sono sempre stati personaggi di supporto al giocatore, questa
volta sono accompagnati da Buzz e Mags, due nuovi abitanti delle
skylands che fungono da aiutanti.
Buzz è un esperto della guerriglia, che ci guida nella maggior
parte delle missioni iniziali, Mags invece è una bizzarra scienziata
che ha sempre la soluzione pronta alle situazioni più irrisolvibili
(un NPC che funge spesso da Deus Ex Machina).
Personalmente
ho trovato il nuovo cast di aiutanti molto dimenticabile, ed anche
una caratterizzazione meno curata nei vecchi personaggi come Flynn e
Cali. (Hugo è quello che ha meno spazio di tutti, ed è quasi
assente dal gioco).
Nei
titoli precedenti, specialmente nel primo gioco di Skylanders, il
cast dei personaggi buoni aveva sempre la battuta pronta e più
carattere, specialmente personaggi come Flynn il pilota e lo
scheletro T-Bone. In Trap Team, sia gli aiutanti nuovi che vecchi,
utilizzano sempre battute ripetitive e abbastanza banali.
Per
fortuna il cast di antagonisti è l'esatto opposto, infatti i Doom
Raiders hanno molto carattere e ognuno di essi ha un design particolare.
Devo ammettere di non essere mai stato un gran fan del vecchio
antagonista Kaos, che per una volta viene eclissato da una nuova
minaccia: i Doom Raiders che rubano la scena sia a lui che al
cast dei personaggi aiutanti in Trap Team.
Tra i
miei antagonisti preferiti ci sono: il lupo musicista Wolfgang, lo
Chef Pepper Jack, il Dottor Krankcase e l'antagonista principale e
leader dei Doom Raiders, la Golden Queen.
Per
quanto riguarda il gameplay, ogni gioco della serie utilizza un Hub
World, per poi collegarsi alle varie missioni di gioco che vengono
attivate da un personaggio specifico.
In
questo caso è l'accademia degli Skylanders a fungere da Hub World,
che ad ogni missione completata va ad ampliarsi sia nelle sue zone
che nella presenza di nuovi Npc e modalità di gioco.
Infatti
l'accademia offre sia sezioni platforming opzionali, sia negozi e
modalità di gioco prese da titoli precedenti ma anche altre nuove.
Inoltre
ospita molti NPC che ritornano dai vecchi giochi della serie e anche
dal mondo di Spyro, come l'orso “Riccone” che nelle skylands
prende il nome di Auric.
Skylanders
infatti è una serie che prende molti elementi dall'universo di Spyro,
nonostante molti lo snobbino come una serie che usa Spyro solo a
livello commerciale.
Per
chi ha giocato ad entrambe le saghe, è facile notare la presenza di
forzieri pieni di gemme, nemici e ambientazioni molto simili a quelle
dei classici giochi della serie Spyro, e la presenza di elementi come
mongolfiere, che erano il mezzo principale nel primo Spyro the
Dragon.
Il
tutto è ancor più fortemente legato da varie popolazioni che
chiedono aiuto ai nostri protagonisti contro altri popoli ostili,
come nelle classiche missioni della trilogia del drago viola.
Inoltre
Skylanders riesce anche a caratterizzare bene certi personaggi
secondari e terziari, dando molto colore al suo universo.
Prima
di passare agli elementi opzionali e alle missioni del gioco, voglio
parlare di come funzionano gli Skylanders e la loro progressione.
Ogni
Skylanders ha un suo elemento, che può renderlo più potente in
certe zone e a seconda del gioco può sbloccare strade opzionali.
Oltre a questo uno Skylander, ha diverse statistiche tra cui salute,
difesa, attacco, velocità ecc.
Nel
primo gioco uno Skylander poteva raggiungere un livello di esperienza
massimo di 10, sconfiggendo vari nemici. In Trap Team abbiamo lo
stesso limite del terzo gioco, Skylanders Swap Force, che pone il
limite di esperienza fino a un livello massimo di 20.
Utilizzando
il menù di pausa, si può gestire lo Skylander attivo.
In
questa schermata si può cambiare l'equipaggiamento dello Skylander
(Diviso tra cappelli e accessori), utilizzando equipaggiamenti
nascosti nei livelli. Oltre a questo si può rinominare lo Skylander
a nostro piacimento (come faccio sempre io, per renderli più
caratteristici e fare citazioni), e si possono anche guardare
le abilità future che lo Skylander può imparare.
Infine
si può decidere di resettare la statuetta, e quindi riportare lo Skylander al suo livello minimo e azzerare la sua progressione.
Ogni
Skylander può saltare (dal terzo gioco in poi), ed inizialmente ha
accesso a 2 attacchi differenti, successivamente ne può guadagnare
un terzo e degli effetti aggiuntivi ad ognuno di essi.
Per
potenziare lo Skylander, è necessario accumulare monete e sbloccare
upgrade nel negozio della fata Persephone, che è sempre accessibile nell'accademia ed è a volte nascosta nei livelli.
(i
livelli nascondono anche gemme segrete che fungono da sconto perenne
nel negozio della fata)
Quando
uno Skylander ha ottenuto tutti i poteri base da Persephone, ci
viene introdotta una scelta.
Infatti
ogni personaggio ha 2 percorsi differenti di upgrade finali, che non
possiamo più modificare dopo averli scelti, se non resettando lo Skylander.
Questa
scelta modificherà gli ultimi potenziamenti acquistabili e anche lo
stile di combattimento del nostro Skylander.
Infine
ogni Skylander, sin dal primo gioco, possiede una gemma dell'anima. Queste
speciali gemme nascoste nei livelli, se trovate, rendono accessibile
l'acquisto di un potere speciale di quello specifico Skylander, nel
negozio di Persephone.
Come
nei giochi precedenti, in Trap Team sono nascoste solo le gemme dei
nuovi Skylanders, e quindi quelli più vecchi possono già acquistare
da Persephone il loro potere speciale senza dover trovare la relativa
gemma.
È importante ricordare che, se uno Skylander viene messo Ko durante una
missione, questo non può essere più riutilizzato fintanto che non
si ha completato il livello, oppure se si ha riavviato il capitolo.
(Un'altra
meccanica che premia l'acquisto di più personaggi).
Ogni
missione del gioco ha una graduatoria di 3 stelle, che possono essere
ottenute in base a vari parametri (Come il tempo impiegato a finire
il livello, e anche il numero di collezionabili trovati).
Ogni
missione ci rivela anche quanti boss sono presenti in essa, poiché
in Trap Team abbiamo l'opzione di catturarli per poi poterli usare
come personaggi bonus.
I
livelli nei giochi degli Skylanders sono sempre composti da semplici
puzzle, minigiochi e orde di nemici da sconfiggere, oltre
ad avere piccole deviazioni per ottenere monete e equipaggiamenti
nascosti.
Nel
caso di Trap Team, troviamo anche boss opzionali e quest secondarie
per i cattivi che abbiamo catturato.
Infatti
la meccanica delle trappole è gran parte dell'esperienza di gioco, e
ogni volta che si sconfigge un boss, ci viene chiesto di mettere nel
portale una trappola del suo elemento per catturarlo.
Una volta catturato, il cattivo in questione ci parlerà dalla sua trappola, proponendo commenti sciocchi e divertenti.
Inoltre
da quel momento si può evocare il cattivo, che prendendo il posto
del nostro Skylander può combattere sotto il nostro comando.
Ogni
cattivo ha 2 tipi di attacco, mentre i Doom Raiders catturati ne
hanno 3 differenti.
Durante
i livelli si possono trovare i forzieri dei cattivi, che possono essere
aperti solo da loro.
I
cattivi non hanno un valore di salute, bensì un timer che va a
calare sia con il tempo che con i danni subiti. Quando il timer
scade, oppure tramite un nostro comando, il cattivo torna in trappola
e da il cambio al nostro Skylander.
Infine
ogni cattivo ha la sua soundtrack che lo segue quando lo si evoca in
battaglia. (alcune di queste sono molto belle).
Inoltre
i livelli nascondono personaggi che richiedono l'aiuto di specifici
cattivi, che se evocati da noi possono risolvere la propria quest di
redenzione.
Una
volta risolta si ottiene un potenziamento perenne per il cattivo,
oltre a varie ricompense.
Nel
corso delle missioni si possono trovare portali elementali (uno per elemento presente in ogni gioco della serie) che in questo gioco
possono essere aperti solo da Trap Master di elementi specifici. Allo stesso modo si possono trovare dei cristalli di traptanium. (anche essi
distruttibili solo dai Trap Masters)
Questi
elementi nascondono cose opzionali, che sono bloccate dal possedere
più Trap Master differenti, una chiara scelta di marketing
abbastanza fastidiosa per l'esperienza di gioco.
Tuttavia
il gioco base comprende Snap Shot, un Trap Master dell'acqua che può
rompere tutti i cristalli, ma aprire solo i portali dell'acqua.
Infine
nei livelli si trovano sezioni specifiche di gameplay basate su
minigiochi, come “Lo Scontro di PietreCielo” che torna dal gioco
Skylanders Giants.
Questo
minigioco di carte ci permette di utilizzare carte di boss sconfitti,
per creare un mazzo di gioco con cui combattere altri giocatori
incalliti.
Oltre
ad esso, il gioco utilizza varie sessioni basate su delle torrette
difensive, che sono necessarie da usare per progredire nella missione
attuale.
Ogni
livello di Trap Team si conclude con una boss fight, che il più
delle volte presenta un cattivo non appartenente ai Doom Raiders,
infatti questi boss si rivelano molto basilari ma comunque non troppo
dimenticabili.
Un
esempio è il buon Tae Kwon Crow, che tornerà poi nel sesto gioco
come un nuovo Skylander collezionabile.
Per
quanto riguarda i Doom Raiders, personalmente ho trovato in molti di
loro le boss fight migliori di tutti i giochi che ho completato fino
ad ora nella serie degli Skylanders.
Specialmente
boss come Wolfgang e la Golden Queen, che richiedono buoni riflessi
nello schivare i loro attacchi.
Skylanders
Trap Team è però anche molto famoso per i suoi vari glitch e bug,
che sono spesso parte dell'esperienza di gioco.
Nel
mio caso, ho tovato un paio di glitch visivi non troppo fastidiosi ed
un bug che mi ha bloccato in un loop di cadute infinite fuori dalla
mappa di gioco.
Alla
fine ho risolto il problema scambiando personaggi vari, ma ho
rischiato di dover ripetere un livello che avevo quasi terminato.
Tornando
all'accademia, qui si trovano un paio di modalità interessanti che
sono disponibili senza l'utilizzo di miniature specifiche.
Si
tratta del Club delle risse (che torna da Skylanders Giants) e della
nuova modalità in stile Tower Defense, chiamata la Sfida di Kaos.
Il
Club della rissa consiste in varie arene, che impongono restrizioni,
come l'utilizzo di un solo Skylander e di un solo cattivo, mentre si
cerca di superare orde di nemici con regole speciali attive.
Mentre
le sfide di Kaos, sono varie missioni ad ondate di nemici, nelle
quali con l'utilizzo di torri (costruibili solo con Skylander di
elementi specifici) e con il nostro Skylander, bisogna sopravvivere e
difendere un forziere.
Se il
forzerie viene rotto, si dovrà affrontare un min boss speciale.
L'unica
pecca delle sfide di Kaos, sono le restrizioni elementali basate
sulle torri, che a volte richiedono i rari Skylanders della luce e
del buio.
Nell'accademia
si trova anche un minigioco musicale, che tramite vecchi NPC ci
permette di giocare ad un semplice gioco basato sul ritmo, insieme
alla band degli SkaLetons.
L'ultimo
elemento importante dell'accademia è dato dai livelli DLC, che
quando vengono posizionati sul portale, ci mostrano la loro storia
per poi aggiungersi come parte integrante dell'accademia.
Nel
mio caso ho avuto a disposizione solo il livello bonus “Museo di
Mezzanotte” e quindi posso giudicare solo quello.
Il
livello in questione ha una durata media a quella di una missione
base del gioco, e presenta più enigmi che nemici, con un boss unico
alla fine di esso che è stato per me un combattimento mediocre.
Quindi
per esperienza personale direi che il DLC del museo è abbastanza
passabile, soprattutto per il suo costo.
(Secondo
i fan più accaniti, il livello DLC migliore di Trap Team è il
Nightmare Express, che è anche il più economico).
Skylanders
Trap Team riesce a creare dei cattivi memorabili che sono le vere
star dello show, per quanto riguarda i nuovi Skylanders e i nuovi
aiutanti, non sono stato colpito particolarmente come era successo
con il primo gioco della serie.
Claudio
La Volpe
GRAFICA
85/100
Se
nel gameplay non trovo grande innovazione nei nuovi Skylanders, non
posso dire lo stesso del loro design. I nuovi personaggi hanno le
miniature più belle a parer mio, sia fuori che dentro al gioco
(specialmente i Trap Masters).
E i
cattivi di Trap Team hanno molta personalità nel loro stile, tutti i Doom Raiders sono memorabili sia per il loro design che i loro
stage unici.
Infine
l'accademia degli Skylanders è, a parer mio, il miglior Hub World
della serie, sia nel suo aspetto che nella sua vivacità ed
atmosfera. Trap Team è un gioco molto bello visivamente con un
universo di personaggi molto variegato e memorabile.
SONORO
80/100
La
musica di Trap Team è buona, non eccezionale ma buona.
I
primi giochi della serie avevano più carattere nelle loro musiche
principali, mentre Trap Team riesce solo con la musica iconica
dell'accademia a riprendere la magia delle vecchie soundtrack.
Tuttavia
il doppiaggio è ottimo e aiuta tantissimo i nuovi personaggi, dando
molto carattere ai personaggi del gioco.
Sicuramente
i doppiatori hanno dato dei punti bonus a rendere il cast molto
memorabile. Aggiungo che alcuni dei cattivi hanno delle soundtrack di
accompagnamento molto carine, la mia preferita è il tema di Chill
Bill.
GAMEPLAY
75/100
Trap
Team utilizza molto bene la sua gimmick delle trappole e dei cattivi,
ma inciampa sulle restrizioni date dai nuovi elementi e dall'utilizzo
dei Trap Master.
Di
positivo il gioco ha diverse modalità di gioco e un buon numero di
missioni, ma in negativo si hanno vari glitch e bug a volte
fastidiosi, con un PayWall che limita l'esperienza di gioco e le sue
aree opzionali.
Non
posso quindi ignorare il fattore collezionistico, che in questo gioco
pesa molto nel gameplay, dove nei titoli precedenti erano necessarie
poche miniature, Trap Team ne richiede troppe sia nel numero che
nella sua spesa eccessiva.
Inoltre
per esperienza personale, ho notato che i Trap Master sono molto più
potenti degli altri Skylanders, anche dei nuovi Skylanders regolari
introdotti in questo gioco. (Un motivo aggiuntivo per comprare le
miniature più costose).
Tuttavia
i Boss sono i migliori della serie e un valido motivo per finire il
gioco a mio avviso.
STORIA
70/100
La
trama non è mai stata l'elemento forte di questa serie, ma per una
volta Kaos viene messo in seconda linea e con i Doom Raiders si ha un
buon cast di antagonisti. Inoltre Trap Team gioca bene anche con i
suoi personaggi secondari e terziari nella loro comicità, ed espande
anche leggermente la storia di Kaos.
Tuttavia
gli aiutanti dell'accademia risultano molto mono tematici nelle loro
battute, e Buzz e Mags sono new entry molto dimenticabili.
Sicuramente
i miei momenti preferiti sono stati i commenti fatti al mio gameplay
dai cattivi chiusi nelle mie trappole.
LONGEVITA'
75/100
Trap
Team non supera il terzo gioco della serie nei suoi contenuti, ma si
difende comunque bene.
Il
gioco ha 3 difficoltà, e una quarta chiamata difficoltà Incubo, che
viene sbloccata dopo aver finito una volta il gioco.
E
devo dire che nel mio caso, dove ho giocato in difficile, il gioco
era parecchio ostico, specie nelle sue boss fight.
Quindi
oltre a riportare la modalità incubo per nuovi gameplay, il titolo
ha molte modalità extra, con il club della rissa e le sfide di Kaos,
che hanno una buona durata.
Inoltre
ci sono 4 livelli DLC a parte, che espandono il tempo di gioco.
Quindi
nel complesso la longevità è buona.
VOTO
FINALE 75
Skylanders
Trap Team è un gioco con molto potenziale, che però viene frenato
da una eccessiva strategia di Marketing. Il gioco ha una bella
gimmick basata sul catturare e utilizzare i suoi vari boss, ma perde
fascino nelle sue restrizioni legate all'utilizzo di nuovi Skylanders.
Un
gioco bello nel complesso, con antagonisti molto particolari, ma
molto costoso per l'esperienza che offre.