In genere nei giochi investigativi si impersonano eroici personaggi in grado di superare anche le situazioni più difficili.
Murderer: Soul Suspect, invece, mette il giocatore nei panni di una persona più realistica con dei difetti che è stata uccisa nelle prime battute di gioco. Un titolo Stealth/Investigativo unico nel suo genere in cui si vivono gli ultimi istanti di vita del Detective Ronan O'Connor e si risolve il mistero del suo omicidio.
La storia inizia in modo cinematografico illustrando vari rapporti sui delitti del “Killer della Campana” che da settimane sta terrorizzando la città americana di Salem. Secondo ciò che viene riportato, la polizia stessa brancola nel buio più totale, mentre il killer è ancora a piede libero.
Nella scena seguente si assiste agli ultimi attimi di vita del detective Ronan che, spinto dallo stesso Killer, sta precipitando nel vuoto dal piano più alto di un palazzo di Salem.
Dopo la caduta Ronan ripercorre mentalmente ogni attimo della sua vita, partendo da un passato travagliato e i legami criminali che lo hanno segnato in gioventù. In ogni attimo importante della sua storia si aggiunge un tatuaggio nuovo al suo corpo, come ricordo dei momenti negativi della sua esistenza. Tutto questo prende una svolta positiva quando incontra l'amore della sua vita, Julia, oltre ad un lavoro nella Polizia di Salem.
Ma anche qui Ronan viene segnato dalla perdita e dalla tragedia fino alla sera della sua morte dove, incurante del pericolo, ha affrontato da solo il Killer della campana, precipitando verso la sua morte.
Il killer infine scende in strada e dà il colpo di grazia a Ronan con più colpi di pistola, segnando il suo cadavere e il suo spirito.
A questo punto il Detective si ritrova in un limbo spiritico, incapace di andare nell'aldilà e ricongiungersi con la defunta moglie che lo aspetta finchè non avrà risolto i suoi conti in sospeso con il mondo dei vivi.
Ed è qui che Ronan deve prendere atto del suo ultimo compito: catturare il Killer della campana e risolvere il caso una volta per tutte.
Superata l'introduzione del gioco, si parte esplorando una piccola parte delle strade di Salem muovendosi in una prospettiva in terza persona. La città ha acquisito due prospettive differenti: una legata alla realtà ed una legata al mondo degli spiriti; Ronan può infatti interagire in modo più diretto con gli elementi spettrali e in modo più passivo con quelli reali. Il suo primo incontro con un fantasma serve a spiegare le regole di interazione con il mondo dei vivi (per esempio un fantasma non può oltrepassare un luogo consacrato se questo è chiuso).
Oltre a ciò Ronan, come un vero Detective, è in grado di ricavare informazioni parlando con gli spiriti e interrogandoli, trattandosi spesso di spettatori di eventi importanti avvenuti nel mondo reale.
Divenuto fantasma, Ronan può alterare gli oggetti del mondo dei vivi con interferenze spiritiche oppure può possedere fisicamente le persone per leggerne i pensieri o aiutarle a ricordare momenti importanti. Tuttavia, essendo uno spettro, il detective non viene percepito visivamente e fisicamente dalle persone vive.
Sarà quindi di aiuto la presenza di altre persone per poter raccogliere informazioni importanti sul caso e successivamente formulare ipotesi e ricostruire gli eventi della scena su cui si sta indagando.
Durante ogni ricostruzione di scena o di un'ipotesi si hanno varie scelte su come gestire gli indizi acquisiti, a cominciare dal decidere quale tra di essi sia il più importante per far proseguire il caso.
Si hanno a disposizione 3 distintivi (tentativi) per scegliere la risposta esatta, tuttavia anche commettendo 3 errori è possibile provare quante volte si vuole (rendendo la decisione impossibile da fallire, e quindi una serie di scelte che non portano a conseguenze negative).
Questa scelta di gameplay poteva essere tranquillamente gestita con un setting delle difficoltà di gioco, e magari espansa anche con dei finali multipli basati sul successo e fallimento di tali sezioni.
Invece il gioco usa un approccio molto lineare e privo di penalità, abbassando la rigiocabilità del gioco e la gravità di tali scelte, di fatto inesistente per tutta l'indagine del gioco.
L'investigazione di Ronan viene ostacolata da spiriti maligni che in alcuni momenti di gioco infestano le zone di indagine. Per neutralizzare queste presenze letali è necessario aggirarle furtivamente e colpirle alle spalle, per poi esorcizzarle tramite un Quick Time Event.
Se il Detective dovesse invece farsi scoprire dovrà nascondersi utilizzando gli ectoplasmi sparsi nella zona per sfuggire alla loro vista finché non saranno più in uno stato di allarme. Rimanere in vista scoperti troppo a lungo comporta un Game Over e si dovrà ripartire dall'ultimo checkpoint.
Tutti gli ambienti di gioco sono collegati alle strade di Salem, che hanno la funzione di Hub World. Ognuno di essi (incluso le strade) contiene elementi narrativi collezionabili nella forma di ricordi delle persone e dei luoghi e anche fantasmi, che offrono missioni secondarie chiedendo l'aiuto di Ronan per risolvere i loro problemi in sospeso con la loro morte.
Ronan può risolvere questi piccoli casi extra per aiutare questi spiriti a raggiungere in armonia l'aldilà. Una bella trovata, però molto limitata a pochi casi secondari.
Sono presenti anche collezionabili speciali legati ad ogni zona che, se ottenuti tutti, danno accesso a storie macabre e interessanti legate alla città di Salem.
Si tratta di uno degli elementi secondari che ho apprezzato di più, grazie anche al fascino delle storie raccontate.
Il gioco utilizza un sistema di auto salvataggi e l'utilizzo dell' Hub World dà molta libertà nell'esplorazione di Salem, rendendo accessibili anche zone già visitate in passato.
Tuttavia nelle fasi finali della storia si perdono queste libertà, per motivi legati all'avanzamento della trama.
In sostanza, Murderer: Soul Suspect, è un gioco molto narrativo che solo raramente rallenta i suoi ritmi con sezioni di gioco stealth, il tutto accompagnato da un cast di personaggi interessanti e un caso intrigante.
Claudio La Volpe
GRAFICA 75/100
Per essere un titolo che ha più di 10 anni, Murderer: Soul Suspect si difende molto bene. I personaggi hanno design molto differenti e caratteristici, così come i luoghi che Ronan indaga nel corso del caso. A livello grafico solo gli NPC che arricchiscono le strade di Salem sono un po' carenti nelle loro espressioni. Tuttavia, trovo che il gioco sia ancora buono visivamente.
SONORO 70/100
Non mi sono espresso sulla colonna sonora perché è molto ambientale e spesso oscurata dai dialoghi dei vari personaggi al punto che, alla fine della mia partita, non ero addirittura sicuro che ci fosse una colonna sonora nel gioco. Ma nonostante questo posso dire che il doppiaggio è di alta qualità nei personaggi principali, specialmente Ronan. I personaggi secondari sono un “hit and miss” in questo campo, ma il lavoro del cast principale è talmente buono da bilanciare il tutto. Inoltre, durante le indagini, veniamo avvertiti da effetti sonori molto atmosferici quando si trovano indizi importanti. Quindi, al di là della musica, gli effetti e il doppiaggio sono ad un livello alto.
GAMEPLAY 75/100
Il gioco presenta un gameplay molto semplice e non molto variegato, ma riesce comunque a mantenere un buon ritmo tra sezioni investigative e Stealth. Sicuramente la parte più interessante del gameplay è data dalla risoluzione dei casi, sia primari che secondari. Le fasi Stealth sono l'elemento debole, in quanto ripetitive e molto basilari, ma almeno non coprono la maggior parte del gioco.
Come già detto in precedenza, il problema più grande del gioco è dato dall'impossibilità di fallire la risoluzione di un caso, elemento che smorza molto la tensione in tali fasi.
La parte più intrigante del gioco è l'esplorazione e l'interazione con i vari personaggi e fantasmi, che rendono più animato il mondo di Murderer: Soul Suspect, regalando più libertà e interesse al giocatore al di fuori del caso principale.
STORIA 80/100
Personalmente trovo che questa sia la parte migliore del gioco, grazie ai suoi personaggi e le loro interazioni. Ma anche grazie ad un caso principale molto interessante, che ha un finale particolare e che viene solo smorzato leggermente dalla mancanza di una scena finale di chiusura. Ronan e gli altri personaggi del gioco, sono molto ben studiati e hanno dinamiche interessanti, inoltre anche gli elementi narrativi secondari hanno una buona scrittura.
Se siete amanti del genere Thriller, la trama del gioco è un buon motivo per provarlo e magari anche risolvere il suo caso.
LONGEVITA' 70/100
Anche se trovo che il gioco abbia una bassa rigiocabilità, in media una partita completa ha una buona durata, prolungata anche dalla ricerca di collezionabili e casi secondari.
Ma in positivo aggiungerei un mio pensiero, cioè che questo sia un gioco che si può consigliare e rigiocare insieme ad altre persone, per rivivere la storia insieme ad altri amici. È quel genere di gioco che mi piace consigliare, per poter condividerne l'esperienza e la sua storia con altre persone. Dico questo perchè il caso mi è piaciuto e il gioco è molto accessibile nella sua difficolta.
VOTO FINALE 75
Murdered: Soul Suspect è un gioco poco conosciuto, quasi invisibile, come uno spettro che non notiamo anche se in nostra presenza.
Tuttavia trovo che l'esperienza narrativa sia molto particolare, con un gameplay accessibile a tutti e una storia molto simile a quella di un buon film. È un gioco che merita sicuramente una possibilità, ed è anche una bella storia di Detective e fantasmi!
















































