Purtroppo la versione HD di Ty La Tigre della Tasmania 3 non ha ricevuto un porting per console, dunque passiamo direttamente a Ty 4: La Banda del Boomerang il Ritorno.
Questo gioco oltre ad appartenere ad un genere diverso rispetto agli altri titoli numerati della saga, nasce in realtà come titolo stand-alone uscito per PC nel 2013 con il semplice titolo di Ty La tigre della Tasmania, il gioco inizialmente era acquistabile sul Xbox store e aveva contenuti a pagamento.
Per qualche motivo, Krome Studio ha deciso di rinominare il suo porting prima su Steam (2015) poi su Switch Ty 4, rendendo così un gioco spin-off il sequel ufficiale della trilogia.
Sulla trama del gioco c'è ben poco da dire, Ty e gli altri membri della Banda del Boomerang (Bush Rescue in originale) lavorano sodo per proteggere l'ambiente e la sicurezza della popolazione in una serie di missioni scollegate tra loro.
Ma come sempre, il perfido Boss Cass è sempre intento a tramare nell'ombra per imporre la supremazia degli animali a sangue freddo..
Il gioco è ambientato qualche tempo dopo gli eventi di Ty 3, elemento stabilito in alcune cutscene.
Dopo una trilogia di Platform 3D (escludendo le versioni GBA di Ty 2 e Ty 3) Krome decide di buttarsi nella produzione di un gioco più semplice, ed è così che quello che oggi è il quarto gioco della serie di Ty diviene un platform side-scroller.
Scompare così l'hub-world, la nostra sede gestionale, la cittadina di Coolarangah, è rappresentata da un semplice menù in cui possiamo decidere quale missione della storia intraprendere, se comprare costumi o boomerang o affrontare i minigiochi (ci vuole coraggio a chiamarli così).
Le missioni della storia sono suddivise in tre capitoli (più un Prologo tutorial e una cutscene che funge da Epilogo), ogni capitolo è formato a sua volta da tre aree composte da tre livelli, completati questi nove livelli è possibile affrontare il boss del relativo capitolo.
Alla fine si parla quindi di 27 livelli effettivi, tre boss e una decina di “minigiochi”, vedremo poi in cosa consistono questi ultimi.
I vari livelli si presentano come i più classici degli schemi side-scroller.
Ad inizio missione Ty riceve un incarico che funge da condizione di fine livello (a volte è semplicemente raggiungere l'uscita), nel frattempo può dedicarsi alla raccolta dei vari collezionabili.
Il gioco, non più un vero collectathon, vede ridursi di molto le cose da raccogliere.
Ogni livello nasconde tre frutti viola, due cuccioli koala e una missione secondaria che una volta completata ci premierà con un Uovo di Tuono (come ai tempi di Ty 1).
Anche trovare tutti i koala e i frutti viola di ogni gruppo di tre livelli ci donerà un Uovo di Tuono.
Onnipresenti gli opali rossi, che da Ty 2 diventano la moneta corrente della saga, qui necessari per acquistare boomerang e skin alternative.
Parlando del nostro protagonista, Ty mantiene il suo solito arsenale di mosse, boomerang, morso e planata.
Perde ovviamente la possibilità di mirare con visuale in prima persona, ora i colpi possono essere direzionati con il movimento dell'analogico.
L'eroico tilacino ottiene invece la capacità di caricare il colpo per sferrare attacchi devastanti in grado di ribaltare i nemici corazzati.
In questo titolo Ty possiede quattro punti ferita prima di andare KO, le vite invece sono infinite, è possibile curarsi trovando le torte sparse per il livello.
L'enorme numero di punti checkpoint smorza il poco impegno necessario al completamento delle aree leggermente più difficili.
Il menù di selezione dei boomerang viene semplificato, per poter cambiare arma è necessario aprirlo ogni volta, non ci sono più tasti veloci per scorrere le varie armi.
Gli stage non presentano grande varietà ne stilistica ne di design, possiamo ritrovare elementi tipici della saga come le iconiche sedie a sdraio a scacchi bianchi e azzurri su cui rimbalzare, le trappole di fuoco e le uova-spia da azzannare per raggiungere zone più elevate.
Infine in alcuni dei livelli si trovano anche gli accessi ai “minigiochi”, è necessario completarli per sbloccarli anche nel menù principale.
Questi “minigiochi” sono di tre tipi: Sfida a Tempo, Caccia al Tacchino e Arena.
Nella Sfida a Tempo bisogna completare un percorso attraversando in ordine tutti gli anelli, purtroppo saremo noi a stabilire il miglior tempo al primo tentativo, quindi non c'è effettivamente una vera sfida da battere.
Caccia al Tacchino riprende il puzzle di Ty 1 (chiaramente ispirato da Spyro) in cui dobbiamo raggiungere e azzannare un tacchino.
L'Arena invece è uno stage a scorrimento in cui la sfida consiste nello sconfiggere più nemici possibile per stabilire un record.
Tutti questi “minigiochi”, decisamente poco emozionanti e per nulla divertenti ci ricompenseranno con un pugno di opali.
A Coolarangah nel nogozio della famiglia di Ty è possibile spendere opali per comprare nuovi boomerang, purtroppo tranne il Rivelarang, necessario per vedere e utilizzare le piattaforme invisibili, gli altri risultano quasi inutili vista la debolezza dei nemici.
I boomerang elementali vengono infatti sbloccati avanzando nella storia e si rivelano i più utili per eliminare gli avversari più tosti come le iguane ninja o le iguane battitore.
Nel negozio di Dennis possiamo invece comprare nuove skin per il nostro eroe (nella primissima versione per PC di questo gioco era necessario spendere soldi veri), qui il team Krome si è decisamente sbizzarrito, ogni personaggio che condivide le stesse proporzioni di Ty è infatti presente come skin alternativa.
Rimane infine l'Epilogo, sbloccabile completando il gioco al 100%, serviranno infatti tutte le Uova di Tuono.
Ty 4 è veramente facile, non solo dal punto di vista dei livelli stessi, il ritrovamento di tutti i collezionabili è poco ispirato e non richiede una guida e le boss battle sono delle mere formalità basate sul fanservice della serie.
Graficamente il gioco è passabile, lo stile è buono ma l'impegno (o il budget) investito è decisamente inferiore a quello già visto in passato nella saga.
Le cutscene sono godibili ma per nulla memorabili se non quella del Prologo, questo a causa anche della trama praticamente inesistente.
Analizzando il comparto audio troviamo un buon doppiaggio (questa volta non in italiano) accompagnato però da un gigantesco riciclo di tracce ed effetti sonori dei primi tre giochi.
Praticamente ogni traccia del gioco è una riproposizione a volte leggermente modificata e a volte nemmeno quello, dei pezzi iconici della trilogia originale.
La traduzione italiana è di buon livello, fortunatamente sono stati coinvolti traduttori professionisti, cosa oramai non più scontata.
Il gioco non è esente da bug o crash inaspettati, è capitato anche un freezee alla fine di un livello nella schermata dei risultati.
Ty 4: La Banda del Boomerang il Ritorno è un titolo completamente privo di anima, un gioco imbastito con poco impegno e che campa sul fanservice delle serie.
Se siete fan sfegatati di Ty potete ritrovare citazioni e personaggi che avete amato, ma se cercate un buon platform impegnativo e ben congegnato non è questo il titolo.
Donkey Kong Country Returns e Rayman Origins avevano già settato molto in alto gli standard della rinascita del sidescrolling 2D prima che uscisse Ty 4, dimostrando che anche un genere che all'apparenza sembrava più semplice e scarno e appartenente al passato potesse celare delle sfide veramente coinvolgenti e divertenti.
Ty 4 si lascia completare in poche ore senza divertire ne emozionare, considerando che sulla stessa console possiamo giocare titoli come Rayman Legends o Yooka-Laylee and the Impossible Lair che spingono al limite le potenzialità dello stesso genere, non ha quasi senso scegliere di giocare a questo gioco.
WarioPunk
GRAFICA 65/100
Nonostante i grafici di Krome Studio siano sempre competenti e dal tratto distintivo, il gioco si limita ad offrire un ampio numero di skin, per il resto si compone di stage dal design poco ispirato e dagli asset ripetitivi.
SONORO 70/100
Buono il doppiaggio così come le musiche, che altro non sono che le tracce più distintive della saga, il voto basso è infatti un sintomo di questo riciclaggio.
GAMEPLAY 65/100
Dal punto di vista del platforming 2D siamo proprio a livelli basilari, i segreti e le aree bonus sono nascoste in maniera svogliata e il level-design manca di carattere.
I cosiddetti “minigiochi” sono terribili e privi di interesse.
STORIA 50/100
Il gioco non ha una trama, è una sequela di eventi che porta a una spiegazione finale e raffazzonata di Boss Cass, insomma manca anche il minimo indispensabile.
La struttura minimale di Ty 4 impedisce anche qualsiasi tentativo di character development.
LONGEVITÀ 65/100
Per completare il gioco al 100% bastano circa cinque o sei ore, veramente poco non solo rispetto agli altri titoli della saga ma anche ad altri giochi dello stesso genere disponibili su Nintendo Switch.
VOTO FINALE 65
Ty 4 non merita assolutamente di essere considerato come parte della saga principale.
Nasce come prodotto spin-off di nicchia destinato all'acquisto digitale da parte dei super appassionati disposti anche a pagare soldi veri per le skin, per poi essere riproposto come sequel vero e proprio.
Il gioco si lascia finire senza intrattenere ne divertire, sebbene la “trama” sia paragonabile a quella di un brutto fangame, persino i prodotti amatoriali presentano idee di level-design più intriganti.



























































