Recensire questa collection era uno
degli obbiettivi che mi ero preposto all'apertura del blog.
Si sentono dire un sacco di cose su
Bubsy, perlopiù negative, ma bisogna ammettere che la vitalità e la
capacità di riproporsi nel tempo di questa mascotte anni 90 sono
invidiabili.
Prima di giocare a questa collection,
ero familiare con Bubsy solo tramite il pilot del cartone animato mai
prodotto e con il gioco del 2019 Bubsy: Paws of fire!
Scopriamo insieme dunque se l'infame
nomea del longevo Bobcat è meritata o esagerata.
NOTA: Data l'estrema difficoltà di
questi platform old-school ho impunemente abusato della funzione
“rewind” del Carbon Engine per poter terminare i vari giochi ritentando le sezioni più ostiche.
Per Bubsy e Bubsy II ho completato le
versioni SNES.
Bubsy In Claws Encounters of the Furred
Kind (SNES – Genesis)
Il primo gioco di Bubsy targato 1993 e
ad opera di Accolade, siamo nel pieno del boom dei Mascotte
Platformer, tutti quanti vogliono creare il nuovo Sonic.
In questa miriade di animali
antropomorfi semi vestiti, androidi, ninja, agenti segreti e bizzarri
supereroi spicca il nostro Bobcat dalla battuta pronta.
I cattivi del gioco sono i Woolies, una
razza aliena proveniente dal pianeta Rayon e avidi di gomitoli.
Le regine dei Woolies, Poly ed Esther hanno
messo gli occhi sulla più grande collezione di gomitoli del pianeta
Terra che appartiene proprio a... Bubsy.
L'astronave aliena raggiunge la Terra e
risucchia il prezioso bottino del nostro eroe che inizis così la sua
avventura sulle tracce dei ladri per recuperare il maltolto.
Questa storia è raccontata in un breve
fumetto, disegnato molto bene con lo stile tipo dei comics basati sui
saturday morning cartoons, contenuto nella sezione Meowseum del menù
principale.
Passiamo al gameplay, il gioco è
composto da stage consecutivi, dopo un certo numero di livelli si
affronta un boss e si procede con un cambio di ambientazione.
Bubsy ha un moveset molto limitato, può
saltare e successivamente planare, prendendo velocità è anche in
grado di trasformare il proprio movimento un una corsa.
Lungo il livello sono presenti gomitoli
da raccogliere e le preziosissime vite extra sottoforma di tshirt
numerate.
Esistono anche le tshirt nere e quelle
invisibili, le prime rendono Bubsy invincibile per un certo periodo
di tempo sconfiggendo i nemici a contatto (la stella della serie
Mario), le seconde gli permettono di passare attraverso nemici e
ostacoli ma senza eliminarli.
Sono presenti anche diversi enormi
punti esclamativi che fungono da checkpoint, la fine del livello è
invece contrassegnata da un enorme gomitolo.
I livelli sono strutturati in maniera
alquanto labirintica, sebbene a prima vista sembrino svilupparsi sono
in larghezza sono in realtà organizzati anche su più livelli di
altezza e nella maggior parte di essi è possibile terminarli
affrontando il percorso liberamente.
Sono presenti anche diverse porte in
cui Bubsy può entrare, alcune nascondono l'ingresso per i Bonus,
altre invece conducono in zone distanti dello stage.
Passiamo ora al lato dolente del
gameplay, l'incredibile facilità con cui Bubsy muore.
Il caro Bobcat dispone di un unico
punto ferita, ogni contatto con un nemico, proiettile o ostacolo ne
provoca la morte immediata.
Oltre a questo Bubsy può morire anche
sbattendo contro un muro durante una corsa o cadendo da una certa
altezza senza planare, scelte decisamente eccessive per un platform
che vuole imitare Sonic.
Oltre a questo c'è anche il tempo,
ogni livello ci da ha disposizione circa una decina di minuti per
essere completato, allo scadere dei quali perderemo una vita.
Nel primo Bubsy solo l'ultimo livello è
particolarmente labirintico, mentre nei giochi successivi è facile
trovarsi con i secondi contati.
Le boss battle non sono particolarmente
ispirate, sono sempre scontri con astronavi woolies generiche ma con
diversi pattern o ostacoli.
Il gioco originale disponeva di un
sistema di password per poter riprendere una partita interrotta (con
un numero di vite standard), grazie all'emulazione del Carbon Engine
invece possiamo anche usufruire di un unico slot di salvataggio.
Graficamente il primo Bubsy è un
ottimo platform, grande varietà di nemici e soprattutto di
animazioni, fluide e colorate.
Il caro Bobcat anticipa infatti il più
celebre Crash Bandicoot con il suo arsenale di situazionali
animazioni di morte.
Anche musicalmente il primo gioco della
serie è probabilmente il più memorabile della collection, i brani
che accompagnano i vari stage e il tema di Bubsy sono molto
competenti e catchy.
Tirando le somme l'esordio di Bubsy nel
mondo videoludico avviene con un platform mediocre, la presentazione
è molto buona, sia graficamente che musicalmente, il personaggio è
simpatico e riconoscibile, ma il gameplay è inutilmente punitivo e
certe scelte di design cozzano tra loro a discapito
dell'intrattenimento.
VOTO 2.5/5
------------------------------------------------------------------
Bubsy II (SNES – GENESIS)
L'anno successivo sempre ad opera di
Accolade esce il successore di Bubsy, un sequel in cui il team di
sviluppo impara dagli errori del passato e applica dei miglioramenti
che adesso andremo a vedere.
Ma prima partiamo dalla storia,
sottolineando che tra i due giochi uscì anche un pilot per la serie
a cartoni animati di Bubsy (si può visionare su youtube ma è anche
presente nel Meowseum all'interno della collection), in Bubsy II sono
presenti anche personaggi che debuttano nel pilot e non vengono
menzionati nel primo gioco.
Bubsy, in compagnia dell'armadillo
Arnold, sta accompagnando i suoi nipoti Terri e Terry al nuovo parco
dei divertimenti chiamato Amazatorium, un parco basato sulla realtà
virtuale dove è possibile rivivere in prima persona le epoche del
passato.
Quello che il nostro eroe non sa è che
il proprietario dell'Amazatorium, l'avido Oinker P. Hamm ha
intenzione di utilizzare la macchina che alimenta il parco per rubare
tesori e informazioni dalla storia.
Saranno proprio i due piccoli Bobcat,
fuggiti dalla custodia dello zio a scoprire il piano del perfido uomo
d'affari e a finire catturati, così Bubsy si addentrerà
nell'Amazatorium, in compagnia del pavido Arnold, per salvare i
propri nipoti.
Anche questa volta la trama è
raccontata tramite un ottimo fumetto che si può trovare nel Meowseum
dove tra l'altro viene rivelato che l'Amazatorium è stato creato da
Virgil, personaggio presente solo nel pilota e successivamente
giocabile in Bubsy: Paws of fire!.
Una particolarità non da poco è che
all'inizio del gioco ci verrà chiesto se vogliamo entrare nell'ala
Est o Ovest dell'Amazatorium, questa scelta determinerà i livelli
che affronteremo, in quanto ogni ala è composta da tre piani
contenenti cinque differenti livelli, durante il gioco non sarà
possibile cambiare ala.
Ogni piano funge da piccolo hubworld in
cui sono presenti i portali per accedere ai livelli e quello del
boss, accessibile solo dopo che ogni livello sarà stato completato
almeno una volta.
E' infatti possibile riaffrontare i
livelli già completati per raccogliere vite e risorse o
semplicemente aumentare il punteggio.
Da notare però che non è possibile
viaggiare liberamente tra un piano e l'altro e una volta sconfitto il
boss non potremo tornare indietro.
Ogni piano contiene un livello dei
cinque temi ricorrenti: antico Egitto, medioevo, prima guerra
mondiale (livelli aereei a scorrimento), musica (?) e pirati
spaziali.
La più grande miglioria di questo
nuovo Bubsy è l'aggiunta di tre punti ferita al nostro protagonista,
esattamente, salvo rari casi (esistono ancora ostacoli che causano
morte istantanea) Bubsy ora è in grado di subire fino a tre colpi
prima di andare KO.
Nei livelli infatti ora compaiono anche
degli enormi cerotti in grado di ristabilire la salute di Bubsy,
salute di cui possiamo tenere traccia tramite un'icona che
rappresenta il volto del Bobcat (in stile DOOM).
Spariscono anche le tshirt invisibili e
le tshirt nere che vengono sostituite dai più utili equipaggiamenti
che possono essere raccolti e accumulati.
Questi sono: il nerf bazooka, la tuta
da sommozzatore, il buco portatile e la bomba “Intelligente”.
Oltre alle tshirt che aumentano le vite
di Bubsy ora c'è anche il Continue rappresentato da una freccia
rossa.
I gomitoli sono invece sostituiti dalle
biglie, pura scelta estetica dettata dall'assenza dei woolies.
Infine nei livelli compaiono anche le
trading cards, una valuta che al termine di ogni stage possiamo
spendere per comprare equipaggiamenti o ancor meglio vite extra.
Molto gradita anche la presenza di frecce che indicano la direzione da seguire per raggiungere la fine del livello corrente, assolutamente necessario data la struttura più labirintica di questo secondo gioco.
Insomma in questo secondo titolo non
solo Bubsy è finalmente più resistente ma è anche in grado di
accumulare vite extra in maniera più controllata.
La struttura dei livelli rimane la
stessa del gioco precedente, unica differenza sono i bonus che
vengono sostituiti dal “lancio della rana” di Bubsy, i livelli
acquatici e il labirinto in caduta dentro il motore di un automobile
con Arnold.
I boss rimangono un punto dolente,
ancora una volta non vengono proposti personaggi originali o sfide
interessanti, ma semplicemente monotone arene contenenti nemici
riciclati e potenziati.
Graficamente il gioco è simile al suo
predecessore, buone le sprite e le animazioni.
Musicalmente invece Bubsy 2 è
decisamente tremendo, le tracce dei livelli sembrano uscite da un
incubo febbrile, solo il tema dell'antico Egitto ha qualche passaggio
interessante prima di sprofondare nell'oblio (la versione Genesis è
leggermente meglio di quella SNES).
Molto spassosi i giochi di parole sui nomi dei livelli, in questo gioco sono realmente azzeccati.
Infine Bubsy II propone anche una modalità coop, dove il secondo giocatore controllerà Terri o Terry
Il ruolo del secondo giocatore è passivo, il nipote prescelto fluttuerà intorno allo zio con lo scopo di raccogliere oggetti e sconfiggere i nemici comuni.
Il secondo Bubsy migliora di gran lunga
il gameplay ma il gioco sarebbe stato molto più iconico con più
ambientazioni (solo cinque ripetute sei volte è un po troppo poco)
boss battle più strutturate e una colonna sonora non dico
all'altezza del primo ma almeno ascoltabile.
VOTO 3/5
------------------------------------------------------------------
Bubsy II (Game Boy)
La versione portatile del secondo Bubsy
è come accadeva all'epoca una riproposizione striminzita del gioco
originale, questo ovviamente a causa dell'hardware di riferimento.
La trama è la stessa della versione
SNES e Genesis ma questa volta è raccontata nel menù principale
tramite una serie di sottotitoli a scorrimento.
Nella versione Game Boy l'Amazatorium è
composto da 9 livelli distribuiti a gruppi di tre su altrettanti
piani.
Vista la mancanza di un sistema di
password è possibile decidere da quale piano iniziare.
Le cinque ambientazioni si riducono a
tre, non abbiamo più il medioevo e i pirati spaziali.
Le boss battle invece sono la
riproposizione dello stesso nemico in versione più coriacea.
Anche il gameplay riceve delle
riduzioni, Bubsy perde gli equipaggiamenti e scompaiono i bonus e la
possibilità di acquistare vite con i ticket.
I livelli sono molto più intricati ed
è facile ritrovarsi senza più tempo e le hitbox dei nemici non
perdonano (tipico dei giochi GameBoy e delle loro sprite minimali).
Graficamente nel suo minimalismo il
gioco è ok, negli standard della console portatile Nintendo.
Musicalmente invece è molto meglio della sua controparte a 16bit, il
chip audio minimale del GameBoy salva enormemente quelle tracce
deliranti.
Per essere un gioco del primo GameBoy è
ok, manca sicuramente di intuizione o inventiva, invece di adattare
Bubsy II in maniera creativa lo hanno semplicemente ridotto all'osso.
VOTO 2/5
------------------------------------------------------------------
Bubsy in Fractured Furry Tales (Jaguar)
Questo titolo ha avuto una produzione particolare, la Atari vedendo del potenziale in Bubsy decise che era un ottimo candidato per diventare la mascotte ufficiale della loro prossima console.
Tuttavia non volendo proporre un semplice porting di un gioco disponibile anche nelle console rivali, mentre Accolade sviluppava internamente Bubsy II, Atari commissionò ad Imagitec il proprio Bubsy originale, programmato sulla base di Bubsy I.
Da questo ultimo dettaglio nascono i problemi principali di questo titolo, in primis, essendo basato su Bubsy: In Claws Encounters of the Furred Kind, nonostante Fractured Furry Tales sia uscito dopo Bubsy II, non presenta nessuno dei miglioramenti di gameplay apportati al secondo titolo.
Oltre a questo, dato che le fondamenta erano quelle di un gioco già vecchio di qualche anno, il risultato finale è un platform che non sfrutta le prestazione della Jaguar e sembra uscito dalla generazione precedente.
Anche la produzione di Fracture Furry Tales è stata frettolosa e lo vediamo subito con la trama:
In Fractured Furry Tales, Hansel e Gretel hanno rapito Mamma Oca portando scompiglio nel mondo delle fiabe dove i cattivi delle rispettive storie hanno preso il sopravvento.
Bubsy è chiamato a risolvere la situazione e ristabilire l'ordine nel mondo della fiabe.
Questa volta non solo non c'è nessun fumetto riassuntivo ma nemmeno una cutscene, è possibile trovare quest'abbozzo di trama solo sul libretto e dietro la scatola del gioco.
Come dicevo c'è stata molta confusione durante la creazione del gioco, difatti Mamma Oca è rappresentata con una maga/fata e Hansel e Gretel nello script iniziale erano uno dei primi boss, probabilmente la "trama" è stata sconvolta nella fase finale di produzione.
Come già anticipato il gameplay si rifà al primo Bubsy di cui ne condivide il sourcecode, il caro Bobcat: può correre, saltare e planare.
Bubsy torna ad avere un solo e unico punto ferita, perde gli equipaggiamenti e la possibilità di comprare vite o scegliere e ripetere i livelli.
Tornano invece le tshirt speciali, invisibilità e immortalità.
Le uniche due novità che ho riscontrato rispetto al primo gioco sono, che è stata rimossa la morte da schianto contro il muro (e meno male) e se Bubsy rimane fermo per qualche secondo compare una freccia che indica la direzione dell'uscita del livello.
Tuttavia il level design di questo gioco è il più ostico e intricato tra i Bubsy 2D, gli sviluppatori hanno abusato del sistema di leve già presente in Bubsy I e i livelli dei mondi finali sono incredibilmente labirintici, richiedendo anche più di dieci minuti per essere completati senza guide o esperienza pregressa.
Anche i pattern e le posizioni di nemici e ostacoli sono inutilmente aggressive, creando situazioni veramente frustranti (le gocce di cioccolato nel mondo di Hansel e Gretel sono criminali).
Finalmente per la prima volta abbiamo dei veri e propri boss, ogni mondo ha il suo cattivo da battere, evitando i suoi arti o proiettili e colpendolo in testa numerso volte, niente di spettacolare ma meglio di ciò proposto dai titoli precedenti
Anche in questo titolo torna il sistema di password.
Graficamente Fractured Furry Tales non si discosta dai suoi due predecessori, le sprite e le animazioni sono varie e colorate.
La musica invece fa un salto di qualità, nonostante le tracce siano pochissime sono al livello di quelle del primo Bubsy e aiutano a dimenticare quelle di Bubsy II.
Il terzo Bubsy è un platform incredibilmente difficile, parliamo però di una difficoltà artificiosa nata da un level design spietato e a detta degli sviluppatori causato dallo scarso testing dovuto agli stretti tempi di produzione.
Nonostante ciò dal punto di vista del design è il gioco più completo e divertente della collection.
VOTO 3/5
------------------------------------------------------------------
Bubsy 3D (PS1)
Passiamo infine al più moderno dei
giochi contenuti nella collection, il famoso Bubsy 3D, qui presente
sia nella sua forma originale che nella versione “Refurbished
Edition”.
Quest'ultima è una versione rivisitata
dal team LRG che apporta diversi miglioramenti per modernizzare il
gioco come: la rimozione dei tank control, il controllo libero della
telecamera e l'autosalvataggio.
Ma partiamo dalla trama, in Bubsy 3D
tornano i Woolies i primi e più iconici nemici del nostro caro
bobcat.
Il Generale Woolie per ordine delle
regine Poly e Esther decide di tentare un'altra invasione del pianeta
Terra, ma prima è necessario sbarazzarsi dell'unico ostacolo che in
passato ha intralciato i loro piani, Bubsy.
Perciò i woolies catturano il nostro
eroe e lo portano sul loro pianeta, Rayon, sfruttando un
malfunzionamento della navicella in qui era tenuto prigioniero, Bubsy
riesce a liberarsi e inizia a scorrazzare per il pianeta in cerca dei
frammenti del razzo di cui ha bisogno per tornare a casa.
Tutti gli abitanti di Rayon hanno
l'ordine di catturare il bobcat.
La trama ci viene illustrata da una
cutscene iniziale che setta già gli standard audio del gioco, in
tutto Bubsy 3D non c'è alcuna traccia di sottotitoli e le voci dei
vari personaggi sono stridule e spesso incomprensibili, passi per la
trama ma questa cosa va a incidere poi anche sui tutorial.
Parliamo del gameplay, in Bubsy 3D
potremo selezionare una serie di livelli che vengono sbloccati in
maniera consequenziale completandoli in ordine.
In ogni livello sono nascosti due frammenti di razzo, non è obbligatorio collezionarli ma terminare il gioco senza
aver finito il razzo porterà al finale negativo.
Ogni livello si apre con una title card
esclusiva (una delle cose migliori del gioco) che ricorda proprio gli
episodi dei cartoni animati anni 90.
Gli stage si presentano come enormi
ammassi di poligoni e texture geometriche minimali in cui Bubsy può
saltare e planare spostandosi tra piattaforme e altri poliedri
fluttuanti.
I nemici, oltre a provocare danni da
contatto sono in gran parte anche in grado di sparare proiettili, per
difendersi Bubsy può saltargli in testa (con precisione
millimetrica) oppure utilizzare gli atomi come proiettili.
Gli atomi sono il collezionabile più
comune all'interno dei livelli, raccogliendone cinquanta Bubsy
recupera un punto salute, con centro una vita extra, con
centocinquanta ottiene l'accesso al bonus di fine livello e con
duecento tempo extra per il suddetto bonus.
Tenendo premuto il pulsante assegnato
al momento della raccolta dell'atomo, avremo a disposizione qualche
secondo per poter prendere la mira e utilizzarlo come proiettile,
questo verrà conteggiato comunque come raccolto ma se non colpiremo
nessun ostacolo il proiettile tornerà indietro rischiando di
colpirci.
Spesso gli atomi sono necessari per
distruggere pareti segrete che celano la locazione di un razzo.
Oltre agli atomi tornano non più
sottoforma di magliette: invincibilità (tuono), invisibilità
(contorno della testa di Bubsy) e le vite extra (testa di Bubsy) che
in questo titolo sono molto abbondanti.
I checkpoint invece non hanno più
l'aspetto di punti esclamativi ma sono delle frecce circolari.
Ultimo oggetto che possiamo trovare
sono i proiettili, raccogliendolo otteniamo dieci colpi da sparare
senza bisogno di atomi, se nel livello sono presenti i proiettili c'è
sicuramente un puzzle o un muro segreto nelle vicinanze che lo
richiede.
Finalmente Bubsy torna ad avere più di
un punto ferita come già successo in "Bubsy II", il contatto con i
nemici o i proiettili ne fa perdere uno, mentre alcuni tipi di
terreno o atterrare malamente sulle piattaforme (con i piedi nel
vuoto) provoca la morte istantanea e la conseguente animazione
dedicata.
Nei livelli sono presenti alcuni puzzle
principalmente basati sull'attivazione di interruttori, comunque dal
design simpatico e ai tempi anche carini.
Uscendo da un livello Bubsy ottiene un
ammontare di punti, la password per recuperare i progressi e una
piccola cutscene che mostra le sue disavventure sul pianeta Rayon.
Sono presenti anche alcuni livelli
subacquei e devo ammettere che sono rimasto stupito da come è stata
gestita la fisica dell'acqua, non male per il periodo.
In questi livelli Bubsy deve tenere in
considerazione anche la sua scorta di ossigeno, che può essere
incrementata raccogliendo le bombole sparse per il livello e
utilizzata anche per effettuare uno sprint in grado anche di
eliminare i nemici.
Finalmente abbiamo per la prima volta
delle boss battle con dei personaggi unici che hanno senso nella
serie, probabilmente le migliori del franchise fino ad ora
(aspettando Bubsy 4D).
La grafica di Bubsy 3D è....
particolare, il setting del pianeta alieno (che comunque era stato
mostrato molto diverso nel fumetto del primo Bubsy) può giustificare
il bizzarro minimalismo delle locazioni, tuttavia questi scenari
d'avanguardia non sono poi così male e hanno un loro fascino
bizzarro.
L'audio è completamente da
dimenticare, dall'insopportabile e indecifrabile voce di Bubsy
(meglio il doppiatore più adulto dei giochi precedenti) agli effetti
sonori dei nemici che producono delle interminabili nenie, anche la
colonna sonora è sufficiente ma per niente memorabile.
I difetti del gioco stanno tutti nei
suoi controlli e nella gestione di collisioni e hitbox, se i primi
sono stati messi a posto nella versione Refurbished, tutta la fisica
è invece molto pastrocchiata, con nemici che ci colpiscono se non
gli saltiamo in testa con precisione chirurgica o morti da caduta
causate dal un atterraggio (a volte anche una camminata) su una
piattaforma in cui i piedi di Bubsy fuoriescono di un micron.
L'unico problema che ho avuto con "Bubsy
3D: Refurbished Edition" è stato causato dall'autosalvataggio,
purtroppo questa funzione inserita dalla LRG non è controllabile e
una volta sconfitto il boss finale salverà automaticamente
impedendoci di poter tornare alla selezione de livelli, con quel
salvataggio è possibile solo rivedere il finale o tornare al menù e
iniziare una nuova partita.
Nel mio caso, in cui mi mancava un solo
razzo per poter ottenere il finale Good ho perso tutti i miei
progressi.
Esiste anche una modalità a due
giocatori, molto singolare.
Ci sono cinque stage disponibili in cui
un giocatore interpreta Bubsy mentre l'altro un mirino, il giocatore
che controlla il Bobcat deve fare più punti possibile raccogliendo
collezionabili mentre l'altro deve far esaurire i punti salute di
Bubsy il più in fretta possibile.
Personalmente mi aspettavo un totale
disastro considerando la nomea che questo gioco si porta dietro, ma
devo dire che non solo (grazie agli aggiustamenti fatti dalla
versione Refurbished) mi sono divertito ma anche che Bubsy 3D ha
delle qualità.
Oltre a non essere affatto male dal
punto di vista del design per essere un pioniere del 1996 ci sono
anche delle idee che seppur possono non aver ispirato direttamente
chi è venuto dopo lo hanno comunque anticipato. Paragonare Bubsy 3D
a produzioni come Mario 64 o Crash Bandicoot non ha molto senso e se
invece parliamo puramente di fisica e comandi non c'è molta
differenza con un gioco più rinomato come Croc.
VOTO 3/5
------------------------------------------------------------------
Bubsy in: The Purrfect Collection è un
ottima retro compilation emulata bene e con un sacco di materiale
extra (al contrario di Tombi! 2), forse la migliore proposta dalla
LRG.
Un peccato che per motivi legati ai
vari diritti non siano stati inclusi anche "The Woolies Strike Back!" e "Paws of Fire" che avrebbero reso la collezione veramente completa.
Grazie a tutti gli aiuti ed escamotage
del Carbon Engine ho potuto divertirmi a rigiocare tutti i Bubsy
senza che fosse un'esperienza frustrante e devo dire che non capisco
perchè il caro bobcat sia così odiato.
Sono sicuro che il tanto atteso Bubsy
4D degli autori di Demon Turf riuscirà a dar lustro e nuova vita al
brand e Bubsy tornerà ad essere una presenza fissa nel panorama
videoludico.
WarioPunk
GRAFICA
75/100
In
ogni gioco di Bubsy la grafica è sempre ad un livello che possiamo
considerare mediocre/buono nel proprio periodo storico, forse solo le
bizzarre geometrie di Bubsy 3D sono sottotono.
Per
quanto riguarda il 2D le animazioni abbondano e i livelli hanno un
buon numero di asset diversi.
SONORO
65/100
Solo
“Claws Encounters” e “Fractured Furry Tales” hanno una buona
musica, “Bubsy II” e “Bubsy 3D” sono da dimenticare.
GAMEPLAY
65/100
Da
questo punto di vista la saga di Bubsy è un continuo “hit e miss”,
ci sono buone idee, ci sono le capacità ma alla fine vince sempre un
gameplay inutilmente punitivo e ottuso.
I
progressi sono stati fatti con “Bubsy II” e qualche intuizione
degna di nota in “Bubsy 3D” (l'esatto contrario del sonoro).
STORIA
60/100
Lo
sviluppo della saga è molto confusionario, è passata di mano e c'è
stato un pilota che non ha portato ad una serie.
Di
conseguenza ci sono personaggi che compaiono e scompaiono e manca una
vera continuity, solo “Claws Encounters” e “Bubsy 3D” hanno
dei punti in comune, mentre poi saranno “Paws of fire” e “Bubsy
4D” a mescolare tutto (tranne "Fractured Furry Tales" che è una
sorta di Mario 2) e cercare di dare un senso a questo potpourri di
amici e nemici.
Nemmeno
Bubsy stesso riesce a stabilire un carattere continuativo, rimangono
le sue battutine e il suo umorismo slapstick ma la serie fatica a
creare degli elementi riconducibili.
LONGEVITA'
80/100
Tutti
i titoli, tranne la versione GB di “Bubsy II” sono abbastanza
lunghi se inquadrati nel loro genere e periodo di uscita, per
completare tutti i giochi della collection ho impiegato circa sedici
ore, una buona durata.
VOTO
FINALE 70
Probabilmente
la retro collection più curata mai prodotta dalla LRG.
Finalmente
la saga di Bubsy è giocabile in maniera meno frustrante ed è
possibile scoprire il buono che si cela in una serie di giochi che è
stata esageratamente demonizzata.
Gli
speedrunner e i giocatori hardcore troveranno pane per i loro denti,
chi invece cerca un gameplay più clemente può utilizzare i trucchi
o il rewind dell'emulatore.