lunedì 5 ottobre 2026

Recensione Banner of the Maid

Il gioco di oggi è un rpg strategico sviluppato in Cina ma ambientato in Francia.

In Banner of the Maid rivivremo una rivisitazione “anime” della vita di Pauline Bonaparte, la sorella di Napoleone, in uno strategico che prende a piene mani dalla serie Fire Emblem.

 

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Siamo negli ultimi anni del XVIII secolo, la rivoluzione francese è in pieno corso, la nobiltà vacilla e i giacobini guadagnano consensi, in tutto questo ottiene sempre più meriti e potere un talentuoso ufficiale militare venuto dalla Corsica, Napoleone Bonaparte.

Nell'esercito francese riescono a farsi largo sempre più ufficiali donna, grazie alla scuola militare femminile École Militaire de Paris voluta dalla regina Maria Antonietta.

Tra gli ultimi diplomati c'è proprio Pauline Bonaparte, la ragazza ha infatti intrapreso la carriera militare per seguire le orme del fratello.

 

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Quello che però i più ignorano è che lo scopo dell' École Militaire de Paris è individuare le ragazze che possiedono il potere della Maid (va inteso come un modo arcaico per dire dama e non cameriera), donne che come Giovanna D'Arco a suo tempo nascondono poteri unici.

Inizialmente Pauline farà da supporto alle campagne del fratello in nord Italia per poi ritrovarsi con il proprio battaglione a proteggere la Francia dagli invasori e gli intrighi parigini. 

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Banner of the Maid è un titolo strategico in cui passiamo dal gestire le nostre unità a combattere battaglie campali o urbane, il tutto intervallato da cutscene in stile visual novel.

 

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Vi sono tre difficoltà in Banner of The Maid, oltre a modificare le statistiche dei nemici offrono anche dei vantaggi/svantaggi ulteriori.

Nella difficoltà più facile ad esempio riceviamo un bonus casuale ad inizio missione, in quella intermedia possiamo salvare in qualsiasi momento e non riceviamo malus per le unità sconfitte, in quella più difficile invece abbiamo a disposizione un solo salvataggio per missione e ogni unità persa risulterà in una detrazione nel compenso in denaro.

A differenza di Fire Emblem dove le unità sconfitte muoiono definitivamente, in questo titolo si è optato per il malus economico, a mio parere un'ottima scelta perchè costringe comunque il giocatore ad utilizzare al meglio le unità in quanto i soldi sono essenziali per tenere potenziato tutto l'esercito (imparare abilità, comprare armi, cambiare classe...).

 

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Iniziamo dal fulcro del gioco, la componente strategica.

Come già anticipato Banner of the Maid si rifà alla struttura classica di Fire Emblem (pre Three Houses), sia dal punto di vista del gameplay che dell'impostazione grafica.

Nel nostro turno attiviamo tutte le nostre unità, poi toccherà all'avversario e così via fino a raggiungere una delle condizioni di fine missione, che può essere la sconfitta di una o più unità o lo scadere di un tempo limite.

 

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Il movimento delle truppe è legato alla loro statistica velocità ed è influenzato dalle abilità, i tipi di terreno e il tempo atmosferico, questo dev'essere sempre la prima parte del turno di un'unità.

Oltre a muoversi le nostre truppe possono attaccare (o suonare nel caso delle bande), usare oggetti, scambiare oggetti o equipaggiamenti, attivare abilità uniche o passare.

 

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Ci sono quattro tipologie di armamenti, armi da taglio, da fuoco, artiglieria e musiche, questi hanno poi altre sottocategorie.

Tutte le armi hanno una “durata”, ovvero un numero di utilizzi possibili in una stessa battaglia, è molto facile esaurire tutte le cariche di una spada o un fucile quindi sempre meglio avere armi di riserva nell'inventario.

Finita la missione tutte le armi recuperano le proprie cariche.

 

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Selezionando un avversario possiamo avere una proiezione di un possibile combattimento, influenzata principalmente dalla velocità, la statistica che determina la probabilità di schivata ma anche il numero di attacchi consecutivi, personaggi più veloci infatti attaccano e contrattaccano più volte in una stessa battaglia.

 

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Una volta iniziata una battaglia, l'unità attaccante avrà sempre l'iniziativa, dopo aver attaccato, se vi sono le condizioni (gittata, munizioni o limiti posti dalle abilità) il difensore può contrattaccare. 

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Ogni attacco o contrattacco portato a termine fa guadagnare all'unità punti esperienza, riempendo la relativa barra la truppa salirà immediatamente di livello guadagnando incrementi alle statistiche e a volte anche nuove abilità.

 

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Sconfiggere il nemico appena colpito aggiungerà punti esperienza extra.

Oltre all'esperienza, gli attacchi andati a segno aumentano anche la barra della morale, questa una volta piena ci garantisce un attacco Eroico (critico), che oltre ad incrementare i danni garantisce l'infallibilità al colpo e dieci punti esperienza extra.

 

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Come in Fire Emblem il sistema di vantaggi e svantaggi tra le varie classi riprende il concetto di “sasso, carta, forbice” ma con quattro elementi, fanteria pesante ---> cavalleria pesante ---> cavalleria leggera ---> fanteria leggera ---> fanteria pesante, musici e artiglieria sono al di fuori di questo schema.

 

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Tra gli oggetti che possiamo utilizzare vi sono quelli curativi (pane), quelli che aumentano la morale (vini) o che incrementano permanentemente statistiche o punti esperienza (libri e cibarie varie).

Possiamo sempre controllare il raggio d'azione del nemico in maniera manuale selezionando la truppa desiderata oppure attivando la visuale apposita che colorerà di rosso le caselle che l'esercito avversario può raggiungere.

 

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Spesso le missioni nascondono degli scrigni o dei punti di interesse, terminando il turno sopra i primi o esaminando i secondi si possono trovare oggetti unici.

Molte delle armi più forti del gioco sono reperibili unicamente in questo modo e dato che le missioni non sono ripetibili possono essere perse per sempre.

Gli oggetti ottenuti dai punti di interesse sono invece parte di quest secondarie che vengono portate avanti durante il corso della campagna, è importante non perderne neanche un passaggio.

 

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Vi sono anche diversi personaggi il cui reclutamento è facoltativo, due di questi richiedono addirittura che vengano rispettati diversi passaggi nel corso della campagna (uno dei due richiede proprio l'aiuto di una guida).

 

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Spesso le missioni hanno anche una “challenge”, una sfida opzionale che va oltre la condizione di vittoria e che premia il giocatore con soldi extra o armi ed equipaggiamenti unici.


Passiamo ora alla parte del gioco che si svolge al di fuori dei campi di battaglia.

 

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Tramite la mappa di Parigi possiamo muoverci tra alcune locazioni importanti, la maggior parte di esse ospita i mercanti da cui comprare oggetti ed equipaggiamenti divisi per categorie, i nobili vendono gli accessori, i giacobini le armi da fuoco e così via...

All' École Militaire possiamo invece insegnare nuove abilità alle nostre truppe, queste avranno un costo in denaro ed “encomi”, una risorsa che si ottiene completando missioni secondarie o sconfiggendo gli “assi” nemici.

 

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Sia l' École Militaire che i vari mercanti non mostreranno fin da subito tutti i prodotti acquistabili, ogni fazione ha infatti un valore di Reputazione, influenzabile attraverso scelte nei dialoghi o missioni secondarie, ad ogni nuovo livello di reputazione raggiunto la fazione di riferimento sbloccherà nuovi prodotti (o abilità nel caso dell' École).

Importante notare che spesso ci vengono proposte scelte che aumentano l'influenza di una fazione piuttosto che un'altra e non è detto che a fine gioco si raggiunga il massimo livello con tutti.

Io ad esempio ho terminato la campagna senza portare al massimo l'influenza con i giacobini e quindi senza aver accesso alle armi da fuoco e di artiglieria più forti.

 

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Possiamo tenere traccia della reputazione alla Malmaisons, il quartier generale di Pauline a Parigi, dove troviamo anche la selezione delle quest secondarie, la galleria e gli obbiettivi.

Tra le quest secondarie, oltre a quelle uniche e DLC vi sono quelle generiche di attacco o difesa che possono essere rigiocate all'infinito per allenare le truppe lasciate indietro.

Nella galleria troviamo la biografia dei personaggi importanti che abbiamo incontrato nella campagna.

Nel menù degli obbiettivi invece vi sono delle sfide divise per difficoltà che una volta terminate possono essere reclamate per ottenere un premio.

 

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Dal menù “roster”, accessibile sia all' École Militaire che al nostro accampamento, possiamo gestire le nostre truppe.

Scambiare ed assegnare armi, oggetti ed equipaggiamenti, cambiare le abilità e promuovere le unità.

Raggiunto un certo livello (15 per alcune e 19 per altre) quasi tutte le nostre truppe hanno la possibilità di diventare un'unità d'elite migliorando la propria classe.

 

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Questo richiede oltre al livello minimo necessario anche una certa quantità di denaro e la specifica medaglia di quella classe, oggetto che si può acquistare o trovare nei forzieri.

Cambiando classe, la truppa guadagna una nuova abilità passiva, incrementi alle statistiche e la possibilità di usare armi avanzate.

 

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Prima di analizzare i vari aspetti del gioco parliamo anche dei due DLC, uno gratuito e uno a pagamento (entrambi già contenuti nella versione fisica della Super Rare Games).

Il DLC gratuito “Miss Eliza's Journal” aggiunge cinque missioni epiche nel post-game, pensate apposta per essere delle sfide anche per chi ha terminato senza problemi la campagna principale.

 

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Il DLC a pagamento “The Oriental Pirate” invece aggiunge cinque nuove missioni che si inseriscono come quest secondarie nel corso della campagna principale (solo l'ultima nel post-game) e anche qui troviamo delle vere e proprie sfide di logica, micro-management e puro sadismo.

Inoltre il nuovo personaggio reclutabile Mu Zhiyun che con la sua abilità speciale è in grado di rubare agli ufficiali avversari ha introdotto nel gioco un discreto numero di nuove armi uniche ed equipaggiamenti.

 

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Dal punto di vista grafico Banner of the Maid è decisamente ben fatto, ottimi i ritratti dei personaggi e le animazioni di battaglia, anche se per i primi non sarebbe stato male avere a disposizione qualche espressione in più per le cutscene.

Molto bello il mapping con campi di battaglia, mai uguali, sempre vivi ed animati.

Ottima la programmazione, il gioco è privo di bug e glitch, i cali di framerate sono molti rari e solo nella mappe con effetti atmosferici e molte unità.

 

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Per quanto riguarda il bilanciamento strategico, alcune classi sono molto più forti di altre e alcune unità diventano nettamente più deboli anche rimanendo al passo con i livello (povero d'Éon).

Molto vario il comparto strategico, vi sono missioni e sfide di ogni tipo, sono veramente poche le missioni prive di mordente.

 

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Il comparto sonoro è invece molto carente, nonostante le tracce siano di indubbia qualità sono troppo poche per un gioco così lungo, appena una decina per un titolo che dura una quarantina di ore.

Il gioco è doppiato in cinese e giapponese (quest'ultimo doppiaggio è stato aggiunto quest'anno con il cambio di publisher), non conosco nessuna delle due lingue ma le ho provate entrambe per curiosità.

Ogni personaggio ha un'esclamazione per le cutscene e quattro o cinque linee di dialogo per le battaglie.

 

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Il gioco è veramente lungo, con ventotto missioni principali, una dozzina secondarie e dieci DLC.

Banner of the Maid è un ottimo strategico che lascia da parte tutta la componente dating-sim delle sue controparti moderne per concentrarsi sulle battaglie, un titolo lungo ed impegnativo pieno di contenuti.


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GRAFICA 80/100

Buona la grafica di ritratti e sfondi e ottime le animazioni e il mapping, purtroppo le prime hanno poca variabilità.

 

SONORO 65/100

Ottimi pezzi ma selezione troppo breve, una decina di tracce per un gioco di quaranta ore è troppo poco, soprattutto considerando che la maggior parte è passata sul campo di battaglia ascoltando sempre lo stesso brano.

Il doppiaggio è presente in lingua cinese e giapponese, professionale ma decisamente di contorno.


GAMEPLAY 85/100

Banner of the Maid si focalizza sugli aspetti chiave degli strategici a turni, diversificando le missioni e proponendo varietà di classi e abilità.

Il comparto strategico è ben studiato ed appagante.


STORIA 75/100

Se da un lato la mancanza di meccaniche dating-sim o visual-novel aiutino a dare più spessore alla parte strategica, dall'altro avrebbero giovato allo sviluppo dei personaggi e dei loro rapporti.

Le cutscene sono tropo poche per dare rilievo ai tanti membri del cast e la trama principale sebbene proponga tante reference alla narrativa e alla storia francese, nella sua digressione fantasy-anime perde un po di colpi.


LONGEVITÀ 90/100

Considerando che il gioco si focalizza interamente sulle battaglie e la preparazione ad esse c'è molto da fare, considerando anche i DLC siamo oltre le cinquanta missioni per una longevità di tutto rispetto.


VOTO FINALE 80

Banner of the Maid è un ottimo strategico nonché una perfetta alternativa a Fire Emblem, sebbene richiami più i classici della serie non proponendo tutto il comparto dating-sim.

Il gameplay è ricco e profondo e propone una moltitudine di missioni e sfide interessanti ed accattivanti, tuttavia si perde un po con una storia non particolarmente brillante e una colonna sonora striminzita.


 

lunedì 7 settembre 2026

Recensione Ty 4: La Banda del Boomerang il Ritorno

Purtroppo la versione HD di Ty La Tigre della Tasmania 3 non ha ricevuto un porting per console, dunque passiamo direttamente a Ty 4: La Banda del Boomerang il Ritorno.

Questo gioco oltre ad appartenere ad un genere diverso rispetto agli altri titoli numerati della saga, nasce in realtà come titolo stand-alone uscito per PC nel 2013 con il semplice titolo di Ty La tigre della Tasmania, il gioco inizialmente era acquistabile sul Xbox store e aveva contenuti a pagamento.

Per qualche motivo, Krome Studio ha deciso di rinominare il suo porting prima su Steam (2015) poi su Switch Ty 4, rendendo così un gioco spin-off il sequel ufficiale della trilogia.

 

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Sulla trama del gioco c'è ben poco da dire, Ty e gli altri membri della Banda del Boomerang (Bush Rescue in originale) lavorano sodo per proteggere l'ambiente e la sicurezza della popolazione in una serie di missioni scollegate tra loro.

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Ma come sempre, il perfido Boss Cass è impegnato a tramare nell'ombra per imporre la supremazia degli animali a sangue freddo...

Il gioco è ambientato qualche tempo dopo gli eventi di Ty 3, elemento stabilito in alcune cutscene.

 

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Dopo una trilogia di Platform 3D (escludendo le versioni GBA di Ty 2 e Ty 3) Krome decide di buttarsi nella produzione di un gioco più semplice, ed è così che quello che oggi è il quarto gioco della serie di Ty diviene un platform side-scroller.

 

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Scompare così l'hub-world, la nostra sede gestionale, la cittadina di Coolarangah, è rappresentata da un semplice menù in cui possiamo decidere quale missione della storia intraprendere, se comprare costumi o boomerang o affrontare i minigiochi (ci vuole coraggio a chiamarli così).

 

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Le missioni della storia sono suddivise in tre capitoli (più un Prologo tutorial e una cutscene che funge da Epilogo), ogni capitolo è formato a sua volta da tre aree composte da tre livelli, completati questi nove livelli è possibile affrontare il boss del relativo capitolo.

Alla fine si parla quindi di 27 livelli effettivi, tre boss e una decina di “minigiochi”, vedremo poi in cosa consistono questi ultimi.

 

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I vari livelli si presentano come i più classici degli schemi side-scroller.

Ad inizio missione Ty riceve un incarico che funge da condizione di fine livello (a volte è semplicemente raggiungere l'uscita), nel frattempo può dedicarsi alla raccolta dei vari collezionabili.

 

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Il gioco, non più un vero collectathon, vede ridursi di molto le cose da raccogliere.

Ogni livello nasconde tre frutti viola, due cuccioli koala e una missione secondaria che una volta completata ci premierà con un Uovo di Tuono (come ai tempi di Ty 1).

Anche trovare tutti i koala e i frutti viola di ogni gruppo di tre livelli ci donerà un Uovo di Tuono.


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Onnipresenti gli opali rossi, che da Ty 2 diventano la moneta corrente della saga, qui necessari per acquistare boomerang e skin alternative.

Parlando del nostro protagonista, Ty mantiene il suo solito arsenale di mosse, boomerang, morso e planata.

Perde ovviamente la possibilità di mirare con visuale in prima persona, ora i colpi possono essere direzionati con il movimento dell'analogico.

L'eroico tilacino ottiene invece la capacità di caricare il colpo per sferrare attacchi devastanti in grado di ribaltare i nemici corazzati.

 

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In questo titolo Ty possiede quattro punti ferita prima di andare KO, le vite invece sono infinite, è possibile curarsi trovando le torte sparse per il livello.

L'enorme numero di punti checkpoint smorza il poco impegno necessario al completamento delle aree leggermente più difficili.

Il menù di selezione dei boomerang viene semplificato, per poter cambiare arma è necessario aprirlo ogni volta, non ci sono più tasti veloci per scorrere le varie armi.


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Gli stage non presentano grande varietà ne stilistica ne di design, possiamo ritrovare elementi tipici della saga come le iconiche sedie a sdraio a scacchi bianchi e azzurri su cui rimbalzare, le trappole di fuoco e le uova-spia da azzannare per raggiungere zone più elevate.


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Infine in alcuni dei livelli si trovano anche gli accessi ai “minigiochi”, è necessario completarli per sbloccarli anche nel menù principale.

Questi “minigiochi” sono di tre tipi: Sfida a Tempo, Caccia al Tacchino e Arena.

Nella Sfida a Tempo bisogna completare un percorso attraversando in ordine tutti gli anelli, purtroppo saremo noi a stabilire il miglior tempo al primo tentativo, quindi non c'è effettivamente una vera sfida da battere.

 

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Caccia al Tacchino riprende il puzzle di Ty 1 (chiaramente ispirato da Spyro) in cui dobbiamo raggiungere e azzannare un tacchino.

L'Arena invece è uno stage a scorrimento in cui la sfida consiste nello sconfiggere più nemici possibile per stabilire un record.

Tutti questi “minigiochi”, decisamente poco emozionanti e per nulla divertenti ci ricompenseranno con un pugno di opali.

 

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A Coolarangah nel nogozio della famiglia di Ty è possibile spendere opali per comprare nuovi boomerang, purtroppo tranne il Rivelarang, necessario per vedere e utilizzare le piattaforme invisibili, gli altri risultano quasi inutili vista la debolezza dei nemici.

I boomerang elementali vengono infatti sbloccati avanzando nella storia e si rivelano i più utili per eliminare gli avversari più tosti come le iguane ninja o le iguane battitore.

 

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Nel negozio di Dennis possiamo invece comprare nuove skin per il nostro eroe (nella primissima versione per PC di questo gioco era necessario spendere soldi veri), qui il team Krome si è decisamente sbizzarrito, ogni personaggio che condivide le stesse proporzioni di Ty è infatti presente come skin alternativa.

Rimane infine l'Epilogo, sbloccabile completando il gioco al 100%, serviranno infatti tutte le Uova di Tuono.

 

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Ty 4 è veramente facile, non solo dal punto di vista dei livelli stessi, il ritrovamento di tutti i collezionabili è poco ispirato e non richiede una guida e le boss battle sono delle mere formalità basate sul fanservice della serie.

 

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Graficamente il gioco è passabile, lo stile è buono ma l'impegno (o il budget) investito è decisamente inferiore a quello già visto in passato nella saga.

Le cutscene sono godibili ma per nulla memorabili se non quella del Prologo, questo a causa anche della trama praticamente inesistente.

 

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Analizzando il comparto audio troviamo un buon doppiaggio (questa volta non in italiano) accompagnato però da un gigantesco riciclo di tracce ed effetti sonori dei primi tre giochi.

Praticamente ogni traccia del gioco è una riproposizione a volte leggermente modificata e a volte nemmeno quello, dei pezzi iconici della trilogia originale.

La traduzione italiana è di buon livello, fortunatamente sono stati coinvolti traduttori professionisti, cosa oramai non più scontata.

Il gioco non è esente da bug o crash inaspettati, è capitato anche un freezee alla fine di un livello nella schermata dei risultati.


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Ty 4: La Banda del Boomerang il Ritorno è un titolo completamente privo di anima, un gioco imbastito con poco impegno e che campa sul fanservice delle serie.

Se siete fan sfegatati di Ty potete ritrovare citazioni e personaggi che avete amato, ma se cercate un buon platform impegnativo e ben congegnato non è questo il titolo.

 

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Donkey Kong Country Returns e Rayman Origins avevano già settato molto in alto gli standard della rinascita del sidescrolling 2D prima che uscisse Ty 4, dimostrando che anche un genere che all'apparenza può sembrare più semplice e scarno e appartenente al passato può invece celare delle sfide veramente coinvolgenti e divertenti.

Ty 4 si lascia completare in poche ore senza divertire ne emozionare, considerando che sulla stessa console possiamo giocare titoli come Rayman Legends o Yooka-Laylee and the Impossible Lair che spingono al limite le potenzialità dello stesso genere, non ha quasi senso scegliere di giocare a questo gioco.


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GRAFICA 65/100

Nonostante i grafici di Krome Studio siano sempre competenti e dal tratto distintivo, il gioco si limita ad offrire un ampio numero di skin, per il resto si compone di stage dal design poco ispirato e dagli asset ripetitivi.

 

SONORO 70/100

Buono il doppiaggio così come le musiche, che altro non sono che le tracce più distintive della saga, il voto basso è infatti un sintomo di questo riciclaggio.


GAMEPLAY 65/100

Dal punto di vista del platforming 2D siamo proprio a livelli basilari, i segreti e le aree bonus sono nascoste in maniera svogliata e il level-design manca di carattere.

I cosiddetti “minigiochi” sono terribili e privi di interesse.


STORIA 50/100

Il gioco non ha una trama, è una sequela di eventi che porta a una spiegazione finale e raffazzonata di Boss Cass, insomma manca anche il minimo indispensabile.

La struttura minimale di Ty 4 impedisce anche qualsiasi tentativo di character development.


LONGEVITÀ 65/100

Per completare il gioco al 100% bastano circa cinque o sei ore, veramente poco non solo rispetto agli altri titoli della saga ma anche ad altri giochi dello stesso genere disponibili su Nintendo Switch.


VOTO FINALE 65

Ty 4 non merita assolutamente di essere considerato come parte della saga principale.

Nasce come prodotto spin-off di nicchia destinato all'acquisto digitale da parte dei super appassionati disposti anche a pagare soldi veri per le skin, per poi essere riproposto come sequel vero e proprio.

Il gioco si lascia finire senza intrattenere ne divertire, sebbene la “trama” sia paragonabile a quella di un brutto fangame, persino i prodotti amatoriali presentano idee di level-design più intriganti.

 

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mercoledì 2 settembre 2026

Recensione Ty 2: La Banda del Boomerang HD

Proseguiamo con la rivisitazione dei titoli della saga di Ty la Tigre della Tasmania con la versione HD del secondo capitolo, “La Banda del Boomerang”.

Come per il primo gioco di Ty (recensione), il porting HD per console è stato finanziato tramite una raccolta fondi su Kickstarter.

 

Recensione Nintendo Switch Ty la tigre della Tasmania 2 La banda del Boomerang Bush Rescue HD platform 3D HotelWario Blog WarioPunk

Dopo gli eventi del primo gioco sembra tornata la pace nelle terre australiane.

Per proteggere la popolazione e l'ecosistema locale, Dennis istituisce il corpo dei Bush Rescue Ranger, di cui fanno parte Ty e altri volti noti come Sly, Shazza, Julius, Ken...


Recensione Nintendo Switch Ty la tigre della Tasmania 2 La banda del Boomerang Bush Rescue HD platform 3D HotelWario Blog WarioPunk

Purtroppo non c'è tempo per festeggiare perchè le iguane di Cass organizzano un attacco contro la prigione locale per liberare il loro leader.

L'evasione ha successo e Boss Cass fonda un proprio stato indipendente per ottenere la protezione diplomatica e poter continuare a tramare indisturbato contro i mammiferi.

 

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E qui entra in gioco Ty, il nostro eroe dovrà infatti destreggiarsi tra le missioni di routine dei Ranger e i sabotaggi da parte di Cass.

 

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Iniziamo subito evidenziando la grande differenza strutturale tra il primo e il secondo gioco.

Mentre Ty 1 si risolveva in un semplice hubworld contenente l'accesso a tutti i livelli, in Ty 2 Krome Studio ha optato per un'ambientazione più aperta, superata la base dei Bush Rescue Ranger e la cittadina di Burramudgee ci troviamo infatti a dover guidare per le strade della regione per raggiungere missioni e livelli.

 

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Questo passaggio da struttura classica ad ambientazione più ampia ed interattiva che necessità dell'uso di veicoli per spostarsi ricorda molto il cambiamento che Naughty Dog apportò alla saga di Jak and Daxter sempre tra il primo e il secondo capitolo.

Fortunatamente l'aggiunta di una pratica minimappa nell'angolo in basso dello schermo viene in nostro aiuto. 


Recensione Nintendo Switch Ty la tigre della Tasmania 2 La banda del Boomerang Bush Rescue HD platform 3D HotelWario Blog WarioPunk

Anche nel secondo gioco Ty si limita a saltare e planare, mentre per attaccare troviamo sempre boomerang e i morsi.

Una nuova capacità è però quella di grindare, in alcuni livelli e minigiochi sono presenti funi o rotaie da percorrere evitando gli ostacoli.

 

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Ty 2 introduce anche un discreto numero di veicoli, alcuni presenti nei livelli altri in minigiochi dedicati.

Il nostro eroe può pilotare dei Battle Bunyip, esoscheletri ideati da Julius e dedicati a varie mansioni come lo spegnimento degli incendi o il sollevamento di enormi detriti.


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Altre missioni invece ci mettono alla guida di un elicottero o di un sottomarino.

I livelli veri e propri sono pochi ma molto vasti e pieni di cose da fare e raccogliere.

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Raddoppia il numero di boomerang a nostra disposizione, tornano tutti quelli del gioco precedente, molti di essi ricevono anche una versione migliorata.

Due nuovi boomerang che aggiungono meccaniche inedite sono il frustarang e il teletrasportarang, il primo permette di agganciarsi ad anelli fluttuanti e dondolare, il secondo di utilizzare dei teletrasporti dedicati.

 

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Vengono rivoluzionati anche i collezionabili, alcuni ritornano ma assumono un nuovo ruolo.

Ad esempio gli ingranaggi, una volta dorati ora di platino, non servono più per creare nuovi boomerang ma per acquistare skin per Ty e la jeep.

 

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I bilby sperduti, non più ingabbiati, sono ancora sparsi per i livelli, trovarli tutti conta come completamento di una delle missioni.

Tornano anche i ritratti di Ty, necessari per sbloccare gli artworks e i bozzetti nella galleria degli extra.

 

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Tra le novità abbiamo invece i Globi Krome (con il logo della compagnia), spendendone dieci si può comprare nell'apposito negozio una delle tre mappe utili per localizzare gli altri collezionabili.

Nascosto/i per la regione è possibile incontrare anche Steve (o gli Steve), un bizzarro personaggio farneticante ispirato ad uno dei membri del team Krome Studio e ideatore della serie.

Ci sono poi le spie, iguane travestite da koala che si sono infiltrate nella comunità locale per ordine di Cass.

Per poterle smascherare è necessario utilizzare uno dei due boomerang dedicati alla visione dei segreti, zoomarang o infrarang.

 

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Infine gli opali assumono il ruolo di moneta di scambio perdendo il ruolo di collezionabile unico.

E' proprio tramite queste gemme rosse che possiamo comprare nuovi boomerang e potenziamenti per i Bunyip.

 

Recensione Nintendo Switch Ty la tigre della Tasmania 2 La banda del Boomerang Bush Rescue HD platform 3D HotelWario Blog WarioPunk

Nella mappa della regione possiamo trovare anche le Arene, stanze create da Julius per mettere alla prova le nostre abilità in combattimento in cambio di opali.

 

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Spariscono anche le vite, finendo i punti salute Ty tornerà sempre all'ultimo checkpoint visitato, tuttavia non c'è più possibilità di gameover.

Ovviamente questo non conta per la modalità Hardcore in cui si ha disposizione una sola vita per terminare il gioco.

 

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Le boss battle, già ottime nel primo Ty, rimangono divertenti e ben studiate senza mai diventare frustranti.

 

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Da segnalare anche la presenza di un ottimo minigioco di go-kart presente sia nella storia che nel menù principale, in quest'ultimo è possibile giocare anche in due giocatori.

Questo minigame è chiaramente ispirato dai classici del genere e in particolare allo storico Crash Team Racing, è facile riconoscere lo stile intricato e tortuoso delle piste.

Nonostante sia solo un minigioco il numero e la varietà delle piste è di tutto rispetto così come il folto roster di piloti (che tuttavia non hanno statistiche uniche).

 

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La pulizia di guida, la struttura fantasiosa e appagante delle piste e l'elevato numero di contenuti non possono che far desiderare un intero gioco di kart sviluppato da Krome Studio.


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Il comparto grafico riprende lo stile del gioco precedente ma proponendo un elevato numero di nuove locazioni caratterizzate da texture e asset di qualità.

Anche i filmati sono molto più numerosi e ben diretti.

Sempre apprezzati i bozzetti presenti negli Extra.

 

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Il comparto audio migliora sia dal punto di vista della OST che del doppiaggio.

La prima si impone in maniera più decisa rispetto al gioco precedente, con tracce memorabili e molto più variegate.

 

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Tornano gli ottimi doppiatori del gioco precedente (eccetto qualche cambio, tipo Boss Cass) ma con una direzione del doppiaggio più attenta, i dialoghi sono più fluidi e meno “copia e incolla”.


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Ty 2: La Banda del Boomerang è un ottimo platform, che osa di più rispetto al suo predecessore (che rimane un ottimo gioco) e ci propone missioni diversificate alternate a livelli classici.

Krome Studio si riconferma un developer di grande talento ed è un peccato che Ty 3 non riceverà lo stesso trattamento HD per console.

 

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GRAFICA 80/100

Ancora una volta Krome Studio ci propone un gioco ricco di vita grazie a grafica e modelli di alto livello che riescono a rendere le locazioni memorabili e non ripetitive.

 

SONORO 80/100

In questo secondo gioco la colonna sonora è molto più incisiva, con motivi più complessi e capaci di lasciare il segno.

Anche il doppiaggio italiano ha una direzione più ordinata e le cutscene ne guadagnano.



GAMEPLAY 85/100

Il gameplay del gioco precedente viene arricchito con un gran numero di nuove meccaniche e soluzioni.

Se le dinamiche di base del platforming rimangono invariate, il level design diviene più strutturato con puzzle e segreti appaganti.

I minigiochi sono ben programmati e non presenti in modo eccessivo.

Incredibile l'impegno messo nel minigioco dei go-kart.


STORIA 70/100

Ancora una volta ci ritroviamo con una trama semplice e volutamente infantile che fa il suo lavoro.

Il roster di personaggi ricorrenti che popolano l'universo di Ty va ad ampliarsi ulteriormente.


LONGEVITÀ 80/100

Nonostante l'enorme numero di cose da fare, per completare il gioco al 100% mi ci sono volute solo un paio d'ore in più del primo Ty.

C'è anche da dire che mentre per il primo gioco non ho avuto bisogno di una guida per trovare tutti i collezionabili, in questo secondo capitolo è stata quasi obbligatoria.


VOTO FINALE 80

Ty 2 fa quello che deve fare un buon sequel, riproporre la magia del titolo precedente portando però anche novità ed innovazioni.

La struttura più libera, i minigiochi ben pensati, un level design maturo e una OST più coraggiosa aiutano questo secondo capitolo ad elevare la serie.

Decisamente consigliato agli amanti dei platform 3D più rilassati ma con tante cose da collezionare.


 
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