giovedì 12 marzo 2026

Recensione Homebody

Homebody è un titolo indie che fonde elementi puzzle con meccaniche basiche da survival horror e che tratta temi molto profondi.

Dietro alla produzione del gioco troviamo Game Grumps, longevo collettivo di youtuber che propone diversi format comici a tema videogiochi.

Il gioco precedente di Game Grumps è Dream Daddy: A Dad Dating Simulator, un titolo di genere dating sim. Scopriamo quindi in che modo gli stessi sviluppatori hanno sviluppato una storia all'apparenza molto più complessa e delicata. 

Aggiungo che quando il gioco era in preorder sul sito della Limited Run ci ho fatto un pensierino, poi però ho desistito a causa delle poche e scarne recensioni online che con il senno di poi non hanno fatto un buon lavoro nel vendermi questo titolo.

Tuttavia mi rendo conto che è difficile descrivere un gioco del genere evitando spoiler che possono indebolire l'esperienza del giocatore.

Io stesso ho fatto il possibile per descrivere le meccaniche al meglio senza essere troppo rivelatore.

 

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La storia di Homebody si svolge in una casa isolata nelle campagne americane, dove un gruppo di amici di vecchia data ha organizzato un weekend insieme per osservare una pioggia di meteore.

La nostra protagonista, Emily, non vede i suoi amici da un anno perchè da tempo si è trasferita in una città lontana.

Emily ha avuto molte difficoltà nel decidersi a partire ma alla fine, spinta dalla sua coinquilina Laura, ha intrapreso il viaggio. A causa di queste titubanze però è arrivata in ritardo a weekend già inoltrato.

Il gruppo accoglie Emily ,ognuno a modo suo, nella strana casa: si tratta della dimora di uno stravagante artista e presenta diversi sistemi di sicurezza all'avanguardia.

Emily deve tenere a bada tutti i suoi timori e insicurezze per potersi confrontare con i suoi amici, nel frattempo dovrà anche far luce sui mille misteri della casa e del suo proprietario. 

 

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Iniziamo subito dicendo che, nonostante Homebody si presenta in maniera superficiale come “survival horror”, è in realtà un “puzzle game” o volendo un “escape the room” molto ampio.

 

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Analizziamo ora il gameplay. Il gioco, anche per motivi strutturali, gestisce autonomamente il salvataggio della nostra partita.

Di base Emily può semplicemente muoversi a passo normale o correre (per i masochisti è possibile attivare anche i tank control). Gli oggetti interattivi sono contrassegnati da un cerchio bianco e con un tasto possiamo evidenziare tutti quelli presenti nelle vicinanze.

 

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In Homebody dobbiamo fare sempre i conti con il tempo: da quando Emily entra nella casa, infatti, il tempo continuerà a scorrere presentando anche alcuni eventi che accadono ciclicamente ad un certo orario.

Se Emily muore a causa di una delle insidie della casa il tempo si riavvolgerà ripartendo dal momento in cui è entrata nell'edificio. Tuttavia, manterrà la coscienza di ciò che è accaduto e dei Ricordi raccolti.

 

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Tra una morte e l'inizio di un nuovo ciclo il gioco ci presenterà quasi sempre una cutscene. Alcune sono flashback importanti che fanno luce sulla storia, altri invece sono indizi su quale puzzle dobbiamo dedicarci per proseguire.

 

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Emily non possiede un inventario e non ci troveremo mai a raccogliere o trasportare oggetti, tutte le risorse necessarie a completare i puzzle si trovano nel Registro dei Ricordi.

Ogni indizio chiave, combinazione, macchinario importante o codice scoperto durante il gioco viene immortalato con un'istantanea nel suddetto menù.

Tra le foto dei Ricordi sono segnati anche i collegamenti dei vari elementi che compongono un enigma ed è evidenziato l'obbiettivo attuale di Emily.

Aprire il menù dei Ricordi è uno dei pochi metodi per fermare lo scorrere del tempo ed è un buon modo per riflettere sulla risoluzione di un puzzle.

 

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I tanti puzzle proposti nel gioco sono più complessi di quello che ci si può aspettare da un survival horror e ricordano le sfide proposte nel genere “escape the room” o dalle avventure grafiche cerebrali come Myst.

 

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All'interno della casa possiamo anche interagire con i nostri amici: Megan, Francine, Cliff e Gary.

Oltre a dei dialoghi molto ben scritti che vanno ad approfondire la nostra conoscenza sul loro rapporto con Emily e il loro carattere (e che cambiano con l'avanzare dei cicli), ognuno di loro può anche darci degli aiuti per risolvere puzzle appartenenti alle loro sfere di competenza.

Da notare che fortunatamente anche i dialoghi mettono in pausa lo scorrere del tempo.

 

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Infine troviamo la molto esile meccanica survival, ispirata dal filone nato con Clock Tower.

In Homebody è infatti presente un inseguitore che è in grado di uccidere Emily con un solo colpo.

In alcune stanze è presente un “nascondiglio” (sempre sgabuzzino o armadio) in cui Emily può rifugiarsi per seminare il killer tuttavia, a differenza di altri giochi simili, il nascondiglio può reggere due o tre utilizzi per ogni ciclo prima di rompersi e diventare inservibile.


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La grafica di HomeBody è volutamente retrò e poligonale, seguendo il nuovo gusto degli horror indie reso celebre da developer come Puppet Combo o i recenti giochi Alisa e Crow Country.

I modelli sono comunque molto dettagliati nel loro minimalismo e ben animati, anche gli asset della casa sono ben utilizzati.

I filtri grafici, l'uso della telecamera e gli effetti aggiuntivi (bagliori, pulviscolo...) arricchiscono l'aspetto cinematografico del gioco dando vita ad un prodotto visivamente molto bello.

 

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La musica è usata intelligentemente, una perfetta colonna sonora da film Slasher, come sempre di grande effetto l'uso degli archi.

Il gioco non possiede un doppiaggio e le battute dei protagonisti sono accompagnate da effetti di digitazione retrò come nelle console di una volta.

 

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Il punto più forte del gioco è la scrittura. I personaggi di Homebody sono veramente interessanti così come il rapporto che hanno con Emily.

Tutti quanti sono rappresentati in maniera piuttosto realistica: i loro ricordi e atteggiamenti sono perfettamente riconducibili a uno scenario verosimile e non sembrano mai costruiti o forzati.

Anche la storia di fondo e il messaggio che vuole raccontare sono narrati in maniera sapiente e competente. Considerando il genere scelto e le tematiche coinvolte non è una cosa per niente scontata.

 

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Aggiungo che sono presenti anche diversi elementi di disturbo veramente d'effetto: gironzolando per la casa è possibile incontrare incongruenze o vere e proprie manifestazioni di grande impatto visivo, non i banali jumpscare da walking simulator ma veri e propri “orrori” come nel classico Eternal Darkness.

 

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Il gioco è disponibile anche in italiano, tuttavia la traduzione presenta diversi errori di battitura e un paio di adattamenti un po' azzardati, anche se c'è da considerare la mole di lavoro fatta dai traduttori.

Nel gioco infatti sono presenti libri sfogliabili per intero come Dracula e Frankestein. 

 

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Homebody è un bel puzzle game con una bellissima storia e degli ottimi personaggi, gli elementi horror sono principalmente un contorno per stimolare un senso di ansia e urgenza.

Sicuramente non è un titolo che consiglierei a chi non è amante dei rompicapo, in quanto sono l'elemento predominante del gioco.


WarioPunk


 


GRAFICA 80/100

Lo stile scelto è stato utilizzato al meglio, i modelli 3D sono dettagliati pur rimanendo nei limiti dello stile retrò.

La casa è studiata ed arredata in maniera armoniosa e ha una sua identità.

Ottimo l'uso degli effetti visivi extra, come filtri o punti di luce che vanno ad arricchire l'effetto cinematografico.

Molto bella anche la direzione delle cutscene.


SONORO 75/100

La colonna sonora utilizza al meglio i tropes del genere horror per colpire il giocatore al momento giusto.



GAMEPLAY 75/100

Alcune scelte sono state rese meglio di altre.

Mentre i puzzle sono spesso ingegnosi e appaganti, la meccanica dell'inseguitore è solo accennata e finalizzata a instillare nel giocatore un senso di urgenza.

Il sistema dei timeloop è gestito molto bene, con l'avanzare della storia il ritmo diventa sempre più incalzante. 


STORIA 85/100

I personaggi e la storia raccontata sono ottimi, tutti i membri del gruppo sono realistici e interessanti.

I temi scelti sono stati trattati in maniera adulta e in cui può essere facile riconoscersi.

Giusto dal finale mi aspettavo qualcosa in più, considerando i parallelismi che personalmente ho trovato con Mulholland Drive.


LONGEVITA' 80/100

Il gioco è lungo il giusto, se fosse durato di più sarebbe stato solamente più stressante.

La storia viene raccontata con il giusto ritmo e sembra anche più lungo di quello che è.


VOTO FINALE 80

Homebody è un gioco con una scrittura ottima, soprattutto considerando i temi ed il genere scelto.

Alla fine però è doveroso far notare che parliamo di un puzzle game con elementi horror e non di un survival horror.

Il gusto retrò è stato reso perfettamente.

Personalmente mi è piaciuto molto ma se non siete amanti dei puzzle in stile “escape the room” questo gioco non fa per voi.

 


 

sabato 7 marzo 2026

Recensione Syberia

È un po strano recensire nel 2026 un classico come Syberia. Tuttavia, nonostante sia un gioco di cui si sia parlato tantissimo dal 2002 ad oggi, trovo che leggere una recensione recente sia sempre più utile.

Io stesso prima di acquistare la collection dei tre Syberia su Switch ho cercato recensioni dell'epoca e devo ammettere che ho trovato articoli molto vaghi e lusinghieri senza spiegare veramente perché Syberia meriti di essere giocato.

Detto questo andiamo a rivisitare questo classico delle avventure grafiche firmato da Benoît Sokal a quasi 25 anni dalla sua uscita.

 

Recensione Italiana Review Syberia avventura grafica punta e clicca Nintendo Switch Hotel Wario Blog WarioPunk

La storia di Syberia inizia nella piccola cittadina di Valadilene situata nelle Alpi francesi, un tempo rinomata per la produzione di automi della fabbrica Voralberg.

Oggi, nel 2001, la nostra protagonista Kate Walker è un'avvocatessa di New York e si trova in paese per far firmare all'ultimo erede Voralberg gli atti di vendita della fabbrica di famiglia.

Tuttavia le cose non sono semplici come sembrano, appena giunta a Valadilene, Kate scopre di dover far luce sul passato della famiglia Voralberg per poter compiere la sua missione e tornare a casa.

 

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Come avventura grafica, Syberia è molto minimalista. L'interfaccia si riduce ad un inventario, un cellulare, il taccuino con le note di Kate e un piccolo riquadro sempre presente sullo schermo che mostra l'oggetto attivo.

 

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Il taccuino di Kate ha lo scopo molto utile di elencare gli obbiettivi correnti. Le voci riportate non sono mai troppo rivelatrici e servono più che altro per orientarsi o ricordare a che punto si era lasciata l'ultima partita.

 

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Kate si muove all'interno delle locazioni tramite lo stick analogico e può anche correre, la sua vicinanza con un oggetto interattivo fa apparire un'icona che all'occorrenza si trasforma nelle icone prendi, usa e parla a seconda della situazione.

 

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In Syberia non ci verrà mai chiesto di unire gli oggetti dell'inventario tra di loro (strana scelta) e la maggior parte di questi sono documenti che possono essere visionati in maniera molto dettagliata.

 

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Gli enigmi di Syberia sono molto diretti, per la maggior parte si parla di unire componenti meccanici con i relativi macchinari o utilizzare chiavi.

Sono presenti anche alcuni puzzle logici e questi sono probabilmente i rompicapo che brillano di più per l'ingegno.

 

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Anche le locazioni presentano solo elementi d'interazione utili alla storia, benché siano riccamente dettagliate.

 

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I dialoghi sono gestiti tramite argomenti, Kate può chiedere all'interlocutore informazioni su elementi o persone utili alla sua missione.

 

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C'è da dire anche che il gioco in questa sua nuova incarnazione per console gestisce tutti i salvataggi autonomamente.

A primo impatto Syberia è spettacolare, i modelli 3D di ottima qualità si collocano all'interno di magnifici scenari 2D di grande bellezza.

Il gioco non si risparmia anche nelle cinematiche che sono numerose e animate con grande maestria.

 

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È facile notare come la mente dietro al gioco sia un illustratore. Sono tantissime infatti le locazioni di puro passaggio in cui non ci sono elementi utili all'avanzamento della storia, ma che vanno unicamente ad arricchire l'aspetto artistico del gioco. Spesso sembra di muovere Kate all'interno di una serie di quadri.

 

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Altro aspetto unico del lato artistico di Syberia è il suo gusto Steampunk. Se infatti molti elementi narrativi richiamano al nostro presente, gli automi e i macchinari che troviamo nelle varie architetture che visiteremo sembrano invece far parte di un mondo alternativo.

Le locazioni che Kate andrà a visitare diventeranno sempre più di stile Romantico, in un connubio decadente di architetture classiche, vegetazioni e macchinari a vapore.

 

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Il doppiaggio italiano è di primissima qualità, troviamo infatti i migliori attori dell'epoca (molti già sentiti anche in Broken Sword), con una registrazione di qualità e dialoghi ben diretti.

La colonna sonora invece rimane incredibilmente piatta, troppo atmosferica e capace di qualche timido crescendo solo nei momenti clou della trama.

 

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Se uno dei punti di forza di Syberia è la splendida grafica, il secondo è la narrazione.

Il viaggio di Kate è raccontato come una favola steampunk, con personaggi e situazioni bizzarri e al tempo stesso perfettamente ambientati nel loro strambo universo, contorno di una spedizione verso un luogo ignoto e misterioso.

Mi ha ricordato sia “Alice nel paese delle meraviglie”che “Il Mago di OZ”, ma senza essere derivativo anzi proponendo un viaggio fantastico tutto suo e riuscendo perfettamente a trasmettere al giocatore le sensazioni di Kate.

 

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Un altro elemento narrativo che ho apprezzato moltissimo sono le chiamate al cellulare.

Durante la sua avventura Kate verrà chiamata al telefono: dal suo superiore, da sua madre, dal suo fidanzato e dalla sua migliore amica; tutte le interazioni con questi personaggi andranno a rafforzare il senso di distacco dal mondo reale.

Kate diventerà sempre più sprezzante e curiosa di scoprire cosa l'aspetta alla fine del viaggio, lasciando via via da parte sempre di più i legami con la routine del suo mondo americano fatto di mondanità e routine.

 

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Questa nuova versione di Syberia per console aggiunge al gioco originale una galleria di bozzetti sbloccabili come bonus, alcuni solo tramite interazioni secondarie.

Vale la pena di ottenere tutti i bozzetti, poter visionare i disegni preparatori di personaggi e locazioni è incredibilmente interessante.

 

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Finito Syberia si è immediatamente travolti dalla voglia di iniziare il secondo capitolo. Oggi per fortuna si tratta di un'operazione immediata, mentre al tempo i giocatori dovettero aspettare un anno perché uscisse.


Syberia è una bellissima storia su un viaggio fantastico, con una protagonista forte e delle estetiche meravigliose.


WarioPunk

 


GRAFICA 100/100

I fondali di Sokal sono tra i più belli mai visti in un'avventura grafica, l'illustratore non si risparmia mai e l'enorme numero di animazioni degli automi e di cinematiche rende il mondo di Syberia più vivo che mai.

Anche i modelli 3D sono riccamente dettagliati e le diverse angolazioni e vedute della telecamera ne risaltano i punti di forza.


SONORO 85/100

Il doppiaggio italiano è ad opera di professionisti di altissimo livello, è incredibilmente piacevole ascoltare le loro voci ignorando i sottotitoli.

Oltre alla qualità delle registrazioni pulite e dal tempismo perfetto aggiungo anche che, a differenza di altri giochi, in Syberia si percepisce che gli attori avevano cognizione della scena che stavano recitando, creando così botta e risposta più realistici ed evitando esclamazioni esagerate.

Purtroppo la colonna sonora non è all'altezza, la decisione di lasciare il palcoscenico alla grafica porta ad un accompagnamento musicale timido e che quasi mai dice la sua.


GAMEPLAY 80/100

Dal punto di vista della programmazione il gioco con la sua interfaccia minimale risulta pulito e scorrevole, giusto i modelli 3D occasionalmente possono avere qualche rarissimo glitch visivo in fase di movimento.

Tuttavia il sistema da “avventura grafica” sembra più un pretesto per mettere in scena un bellissimo spettacolo: enigmi semplici e diretti e locazioni spoglie di interazioni.


STORIA 100/100

Il fatto che il gameplay sia asservito alla storia è perdonabile, in quanto quest'ultima è impeccabile.

Il pretesto con cui inizia il viaggio di Kate, nella sua semplicità, diviene subito intrigante, ogni elemento narrativo e personaggio va ad accrescere la nostra curiosità.

Kate è un personaggio forte e relazionabile, il suo carattere e la sua voglia di scoperta di questo nuovo mondo bizzarro e misterioso sono rappresentati in maniera realistica.

Infine “l'universo” di Syberia e la sua lore non sono mai noiosi, pur proponendo scenari decadenti e semi-disabitati questi sono sempre una scoperta.

Molto interessanti anche i numerosi riferimenti ad Amerzone, il gioco precedente dell'autore.


LONGEVITA' 80/100

Syberia ha la durata tipica delle avventure della sua epoca, sfiora quasi le dieci ore.

C'è da dire che molto di questo tempo è impiegato nell'attraversare più volte le stesse locazioni e che il gioco finisce lasciandoci con la voglia di vedere di più.


VOTO FINALE 90

Syberia è un viaggio meraviglioso tra scenari spettacolari e personaggi bizzarri.

Il viaggio di Kate è intrigante e sempre ricco di elementi interessanti.

Purtroppo le meccaniche “Punta e clicca” sono molto semplici e minimali, asservite alla narrazione così come la colonna sonora.

Tuttavia l'immaginario dell'autore, i suoi incredibili fondali e uno dei migliori protagonisti del genere rendono Syberia un must.

Dopo aver finito Syberia non riuscirete a pensare ad altro che iniziare il secondo gioco.

 

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martedì 3 marzo 2026

Recensione Gravity Circuit

Alla fine degli anni 80, la Capcom creò un classico dei giochi del genere Platform con Mega Man 1 (Rockman in Giappone), unico nel suo approccio di selezione dei livelli che portò i giocatori a sperimentare su percorsi differenti ad ogni partita.

Nel 1993 la serie si è espansa con la saga di Mega Man X, con un gameplay più pulito e una storia più dettagliata.

Saltando avanti nel 2021 abbiamo la nascita dello studio Indie “Domesticated Ant Games” che ci riporta a quei tempi, con il loro Gravity Circuit uscito nel 2023.

Gravity Circuit è fortemente ispirato sia alla serie classica di Mega Man per quel che riguarda le fondamenta, ma ancor di più nei suoi elementi narrativi e di gameplay a quella della saga Mega Man Zero.


Recensione Review Gravity Circuit PS4 Claudio La Volpe Hotel Wario

 

Devo precisare subito che Gravity Circuit non ha una traduzione in italiano, ma presenta un supporto multilingue che comprende l'inglese. Detto questo, passiamo al gioco.

Il gioco ci mostra subito una buona cura nei dettagli, cosa che possiamo vedere dal suo intro veloce e d'impatto, un elemento che rispecchia anche lo stile del gameplay di gioco.



La storia di Gravity Circuit inizia con la scoperta di una misteriosa struttura, successivamente seguita dalla comparsa di un'armata di Robot violenti chiamata l'armata Virus.


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Questa minaccia ha invaso il pianeta dei Robot civili, i quali però sono stati protetti da 9 guardiani, i “Guardian Corps” robot specializzati nel combattimento e nella difesa dei più deboli.


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Il tutto è scaturito in una grande guerra, che ha stremato entrambe le fazioni. Difatti al termine del conflitto, l'armata Virus così come i Guardian Corps sono stati annientati, ad eccezione del Leader dei guardiani, che ora versa in gravissime condizioni.

Col passare del tempo, le armate Virus sono riapparse per invadere la città dei Robot, ma il nostro eroe si è ridestato, il Leader dei Guardian Corps, Kai, è tornato a difendere il suo popolo.


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L'introduzione del gioco termina con una scena transitoria, dove Kai prontamente difende un robot bersagliato dai soldati Virus, a questo punto si è già catapultati nel vivo del gameplay.

Preciso ora che il gioco ha un opzione tutorial sui comandi, alla quale si può accedere solo nella schermata di selezione iniziale del gioco. Così facendo si dà libera scelta al giocatore se intraprendere un tutorial o meno, in quanto se iniziamo una partita il tutorial sarà assente.

Questo è un elemento secondo me gestito bene, poiché rende gameplay futuri privi di rallentamenti e che dà la libertà al giocatore di scegliere se avere una guida ai comandi, o impararli al volo per conto proprio.

Nello stage iniziale si è accompagnati dal tema musciale di Kai, che è perfetto per l'atmosfera della situazione.

Possiamo inoltre già farci un'idea della struttura dei livelli di gioco, che principalmente sono composti da nemici, collezionabili e segreti.

Nel primo stage tuttavia ci sono solo elementi base, quindi niente segreti ed extra, in quanto il livello ha la funzione di insegnare al giocatore a muoversi nel mondo di Gravity Circuit.

Ogni stage ha diverse tipologie di nemici tematici con il livello stesso, oltre ad ostacoli e diverse sezioni di platforming.

Inoltre è presente anche una valuta in monete, dei checkpoint e un boss.


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Kai ha a disposizione una combo di attacchi ravvicinati, oltre ad un gancio a distanza, che può utilizzare per aggrapparsi a pareti e soffitti, ma anche per afferrare nemici sconfitti, per poi poterli lanciare come arma. Il nostro eroe ha anche vari attacchi aerei, tra cui uno in picchiata regolabile nella direzione.

Infine Kai può anche saltare sui muri, eseguire una scivolata, ed ha a disposizione una corsa molto veloce, che è più utile della sua camminata di base.

 

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Come già detto, il gancio di Kai è fondamentale per superare varie sezioni platforming, dove spesso è impossibile toccare terra. Il primo stage ci presenta molto presto una di queste situazioni.


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Nel corso dello stage, un robot misterioso dona a Kai un potere speciale, questo ci introduce ad una nuova meccanica di gioco.

Infatti Kai oltre ad avere una barra della vita, possiede anche una barra dell'energia, che può spendere per utilizzare mosse speciali.

Queste mosse possono essere equipaggiate nel menù di gestione di Kai, tramite il tasto opzioni.

Kai può equipaggiare 4 poteri alla volta, volendo assegnando più volte lo stesso a varie combinazioni di tasti.

La barra dell'energia può essere ripristinata tramite icone energia lasciate da nemici sconfitti, oppure tramite dei checkpoint.

Ogni checkpoint può anche ripristinare la vita di Kay, ma richiede una spesa in monete per ricaricarlo al massimo. Ad ogni utilizzo nello stesso livello la spesa sarà maggiore.

 

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Giunti alla fine del primo Stage, Kai scopre che Cable, uno dei suoi vecchi compagni è ancora vivo. Tuttavia l'ex Guardian Corps, è al comando dell'invasione di quella zona, e dopo aver deriso Kai, esce di scena.


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Risolta la situazione, Kai viene accolto nella base dei Guardian Corps dal comandante Kernel, un robot robusto e molto gentile, che ha protetto la città in assenza dai suoi guardiani, inoltre si è preso cura della riparazione di Kai dopo la grande guerra.

Tuttavia Kai ha pochi ricordi del suo passato, e solo adesso è in grado di conoscere il comandante.


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A questo punto si ha accesso al Hub World del gioco, ovvero la base dei Guardian Corps.

La base ha varie stanze con diversi NPC, che possono venderci potenziamenti o proporci piccole sfide, possiamo anche scoprire la loro personalità insieme a dettagli sul mondo e sui personaggi di Gravity Circuit.

Infine parlando con Kernel si può accedere agli stage di gioco, che sono divisi in 8 zone, ognuna minacciata da un Ex Guardian Corps, così facendo in pieno stile Mega Man, si può decidere l'ordine in cui risolvere ogni livello.


Prima di passare agli stage, voglio parlare degli NPC della base.

Questi sono vari con personalità molto diverse, e possono aggiungersene di nuovi, se salvati nei vari stage di gioco.


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Uno degli NPC più particolari è l'infermiera che si prendeva cura di Kai, nonostante il carattere irascibile, ci impone di salvare più robot possibili in ogni stage, se vogliamo acquistare da lei vari equipaggiamenti speciali.


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In infermeria si possono acquistare poteri speciali legati al movimento o alla gestione delle nostre risorse. Tuttavia ogni chip costa monete e richiede di avere salvato un certo numero di civili come requisito. Tutto questo per forzare Kai a salvare più robot possibile.

Un dettaglio carino inoltre è dato dall'icona di Kai, che se lasciata su un Chip già acquistato avrà un espressione felice.


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Nella base si trova anche il robot misterioso che ci ha donato il primo potere speciale, si tratta di “Nega” un robot dalla grande conoscenza, che ad ogni stage completato aggiorna la propria lista di poteri acquistabili.

Tramite Nega, si ottengono dettagli extra sui Guardian Corps e tecniche letali che sono molto utili contro i vari boss del gioco.



Un altro NPC particolare è il giovane Pat, grande ammiratore di Kai che ha stipulato una lista di sfide per il nostro eroe.

Queste servono come extra per i giocatori più incalliti che puntano al platino del gioco.

Inoltre gli scambi tra Kai e i vari personaggi come Pat, mostrano molto carattere con le varie reazioni del protagonista.


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L'ultimo NPC importante da ricordare è la bizzarra pittrice Prim, che con l'utilizzo di Chip colorati, può cambiare il colore della nostra armatura donandole un potere differente.

Ogni stage del gioco presenta infatti uno di questi chip nascosti, che ci da accesso ad un nuovo colore con un potere legato al boss di quella zona.

Ovviamente anche Prim ci chiede dei soldi per questo servizio, come tutti gli altri avidi NPC della base.



Tornando agli stage selezionabili, ognuno di essi ci mostra la difficoltà dal livello e del suo boss, tramite due parametri visibili al centro dello schermo. Inoltre ogni livello presenta 8 robot civili salvabili, dei quali ne è sempre presente uno speciale che si può aggiungere alla nostra base. Oltre ad essi, ogni stage ha un chip colorato nascosto e anche un chip permanente segreto.

Infatti ci sono un totale di 4 chip upgrade per la barra dell'energia e 4 per la barra della vita, che possono essere collezionati.


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Ogni stage ha vari checkpoint, e ci mostra nel menù di gestione di Kai, quanti civili abbiamo già salvato, mostrandoci anche il loro ordine.

Esempio: se abbiamo salvato 5 civili ma di questi abbiamo mancato il secondo, ci viene mostrata un icona scolorita del secondo robot nella fila dei cinque salvati. Questo ci indica pressapoco in quale zona del livello è nascosto.

Le icone dei civili sono visibili in basso a destra nel nostro menù di gestione di Kai.

Inoltre esso ci mostra anche una grande icona, se abbiamo salvato il personaggio speciale che si aggiunge alla nostra base.

Alla fine del livello si trova sempre un Guardian Corps specifico, che dopo aver parlato con Kai bisognerà sconfiggere.

Ogni guardiano quando ha subito metà dei suoi danni massimi, utilizza la sua mossa speciale, che dobbiamo imparare ad evitare.

Ognuna di queste boss fight è programmata molto bene, ed ogni boss ha una vasta serie di attacchi che può anche essere ampliata con opzioni aggiuntive.

Inoltre la nostra icona vicino alla barra della vita, reagirà agli attacchi subiti in base alla direzione del colpo (vale anche pe ri boss). Un dettaglio molto ben curato che l'autore ci regala come aggiunta extra.

La parte più emozionante delle boss fight, è data dai poteri speciali di Kai che spesso possono scaraventare via i boss, oltre anche ad essere usati in combinazione tra loro, per poi infliggere molti danni a catena.

I boss se colpiti troppo spesso, ottengono uno stato di invincibilità per qualche secondo, per impedire che possa subire troppe combo in poco tempo.

Il tutto si bilancia molto bene e crea delle Boss fight epiche e soddisfacenti, specialmente nella difficoltà difficile del gioco, che presenta boss più resistenti.




Come nella serie Mega Man, il buon Gravity Circuit presenta uno scaling di difficoltà altalenante, dove inizilamente si hanno meno poteri e quindi si ha più difficoltà contro i primi boss.

Successivamente da metà dell'avventura si hanno più opzioni e quindi i boss saranno più facili da gestire.

Tuttavia gli stage finali si rivelano la sfida maggiore del gioco, e dimostrano di essere bilanciati bene e di superare inoltre la difficoltà iniziale delle prime fasi di gioco.

Questo ci porta a masterizzare i comandi e le mosse dei nostri nemici, per trovare le occasioni giuste per colpirli, un esempio è il mio primo scontro con il Boss Bit, che ho affrontato come primo boss selezionabile in difficoltà difficile.



Inoltre specifico che, ho finito Gravity Circuit in tutte le sue modalità, e anche nelle difficoltà più alte.

Una volta finito, il gioco ci regala elementi extra, tra cui un New Game+ e una nuova modalità chiamata Circuit Mode.

Il New Game+ ci permette di mantenere tutti i poteri della partita precedente e di modificare la difficoltà della nuova partita.

La Circuit Mode, ci lascia solo due barre dell'energia speciale, ma ci permette si spendere punti vita per le mosse speciali.

Infine il gioco ci lascia una nuova possibilità di elementi modificabili, tra cui nemici e boss più potenti, o livelli differenti e più difficili. Una modalità che ho finito con entrambe queste opzioni, che hanno reso l'esperienza più ostica e interessante.


Recensione Review Gravity Circuit PS4 Claudio La Volpe Hotel Wario


Gravity Circuit è un gioco che ho comprato senza aspettative e completamente al buio. L'esperienza di gioco si è rivelata ottima, e piena di variabili interessanti.



Claudio La Volpe



GRAFICA 100/100

Come ho già scritto in precedenza, il gioco ha molti dettagli curati, sia nella sua interfaccia sia nelle scene varie di dialogo o combattimento.

Ogni personaggio di Gravity Circuit mostra il suo carattere dal suo stile grafico e di animazione, così come i nemici e i boss del gioco. Ci sono anche mosse speciali in grado di mostrarci le reaction di ogni boss, durante l'esecuzione della mossa. Anche gli stage degli ex Guardian Corps richiamano il tema del loro guardiano.

La grafica e le animazioni sono ottime, e mostrano tutta la passione che è stata messa nella creazione del gioco e del suo mondo.


SONORO 100/100

Il compositore Dominic Ninmark, che ha postato la soundtrack su varie piattaforme, ha centrato il segno con la colonna sonora.

Ogni traccia del gioco ha un fascino ben distinto che si lega al personaggio a cui è dedicata. Inoltre il buon compositore ha anche rilasciato le varie musiche in stile eurobeat, come se fossero giochi retro. Vi consiglio di ascoltarvi il Tema di Cable oppure quello di Kai, che sono tra le mie musiche preferite di tutto il gioco.

La colonna sonora è fantastica, dategli un ascolto!


GAMEPLAY 100/100

Dopo aver finito il gioco 4 volte e averlo anche platinato, penso di essermi fatto un'idea completa sul gameplay.

Personalmente trovo che una solo run a Gravity Circuit, non basti a dargli il giusto giudizio. Giocandolo e finendolo più volte con diverse opzioni, ho trovato un titolo pieno di variabili, di build differenti per Kai e di strategie interessanti per i suoi boss. Il tutto si compone alla grande con un gioco che ha la massima cura per vari stili di gioco.

Gravity circuit supporta per esempio una modalità Speedrun, che rimuove cutscene e parti legate alla storia, per dare al giocatore tutti gli elementi per fare una giocata veloce e senza fronzoli.

Inoltre il gioco ha potenziamenti opzionali molto forti, che aiutano a renderlo più accessibile a giocatori inesperti, così come ne presenta altri che depotenziano Kai, per dare una sfida in più ai giocatori più esperti.

Quindi a parer mio, il gioco copre ogni possibilità e gestisce benissimo la sua difficoltà, oltre a tenersi aperto a tante variabili che possono creare partite diverse ad ogni run! Ottimo gioco, e Boss divertentissimi da affrontare e sconfiggere nelle difficoltà più alte.


STORIA 90/100

La storia per quanto semplice, presenta un ottimo cast di personaggi e un buon crescendo. Il tutto viene reso ancor più affascinante dai vari boss del gioco, come Hash l'hacker che può mandare un suo ologramma a deriderci, se cadiamo in una delle trappole del suo stage.

Quindi oltre ad avere una buona trama, con dei bei personaggi memorabili, il gioco usa in modo intelligente l'Enviromental Storytelling, cioè l'arte di narrare cose tramite i suoi sfondi e la sua atmosfera.

Un altro esempio è lo stage di Medley, la Guardiana legata ai suoni, che ha appeso un suo cartonato pubblicitario in città, che ci mostra tutto il suo carattere di pop star robotica.

In più trovo esilarante il fatto che il povero Kai venga tassato da tutti i vari cittadini, che lo obbligano quasi ad essere un eroe, specialmente l'infermiera della base.

L'unica mancanza per me è sui legami tra Kai e i suoi vecchi compagni. Avrei apprezzato una scena extra basata su ogni Guardian Corps e Kai, magari vista dopo averli sconfitti ognuno nella loro boss fight. Questo per dare un extra al background dei suoi vecchi compari ed un legame più forte con il loro ex leader.


LONGEVITA' 95/100

In media la mia prima partita che è stata fatta in difficoltà difficile, è durata sulle 8 ore. Le partite successive superavano di poco le 2 ore di gioco.

Quindi in media il gioco è corto, ma ha tante variabili da rendere diverso l'approccio ad ogni run. Inoltre abbiamo anche delle opzioni extra per modificare livelli, boss o anche renderlo ancora più difficile, giocandolo con un unico tentativo per tutto il gioco.

Insomma Gravity Circuit è uno di quei giochi che si possono rigiocare tra mesi o anni e riviverlo in modo differente.

L'unica pecca che trovo, è la mancanza di una modalità dove si possa usare un personaggio diverso da Kai, sarà il mio spirito da giocatore di Castlevania a parlare, ma trovo che una modalità del genere sia il pezzo mancante per renderlo un gioco completo nella sua rigiocabilità.


VOTO FINALE 100

Gravity Circuit per me non è un omaggio a Mega Man, ma è il suo degno successore, è l'allievo che ha superato il maestro.

Un must per i fan della serie Capcom, ed è un ottimo titolo anche per chi non conosce la serie da cui trae ispirazione.

È un gioco con una forte personalità, un gameplay dinamico ed emozionante e una colonna sonora fantastica.

Un titolo imperdibile che spero abbia un sequel in futuro!

 


Recensione Review Gravity Circuit PS4 Claudio La Volpe Hotel Wario


 

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