Arzette: The Jewel of Faramore è un gioco particolare perché prende ispirazione e rende omaggio ad una coppia di titoli del passato che al giorno d'oggi non possiedono una bella nomea: i due Zelda CD-i sviluppati da Animation Magic e prodotti da Philips.
Nel 1990 Philips rafforza i suoi rapporti con Nintendo (pestando in questo modo i piedi alla Sony e dando il via al processo che porterà alla creazione della Playstation 1) richiedendo l'utilizzo di alcuni franchise Nintendo al fine di sviluppare giochi originali per la loro periferica CD-i, un supporto in grado di leggere CD collegabile ai televisori.
Tuttavia, non essendo nata con il concetto di console, i giochi per CD-i si presentavano come sequenze di fondali e animazioni con scarsissimi elementi di gameplay.
Fu così che vennero alla luce: Zelda: The Wand of Gamelon, Link: The Faces of Evil, Hotel Mario (da cui si ispira goliardicamente il nostro blog) e in un secondo momento Zelda's Adventure.
Il risultato finale fu talmente assurdo che portò alla decisione da parte di Nintendo di non licenziare mai più i propri franchise ad esterni, una conseguenza molto importante perchè fu proprio grazie a questo che oggi i franchise Nintendo sono dei colossi rinomati e riconoscibili rispetto a quelli della concorrenza.
Nonostante oggi i giochi per CD-i siano noti principalmente come meme di Youtube, l'autore di Arzette ha specificato che non era questa la sua intenzione, bensì rendere omaggio all'idea originale creando però un gioco funzionante. Vediamo insieme il risultato finale.
Anni fa il regno di Faramore fu messo sotto assedio dal perfido demone Daimur e dal suo esercito di mostri, questo grazie anche all'aiuto del Duca Nodelki che tradì il proprio sovrano.
Re Rahklin, sua figlia Arzette, il mago di corte Wogram e il bardo Dail guidarono l'esercito del regno contro l'armata di Daimur, attraverso il potere del gioiello di Faramore sigillarono il perfido demone stregone nel libro di Oakurin, distruggendo il gioiello e ponendo fine alla guerra.
Dieci anni dopo però, Nodelki ha recuperato i frammenti e tramite il loro potere libera Daimur dalla sua prigionia, Il perfido stregone affida i frammenti ai suoi cinque generali demoniaci e riprende l'avanzata sul regno di Faramore.
Durante i dieci anni di pace i nostri eroi si sono adagiati (soprattutto Dail) e solo Arzette ha continuato ad allenare le proprie abilità marziali, perciò tocca alla principessa guerriera avventurarsi nelle regioni di Faramore per recuperare i frammenti e fermare Daimur una volta per tutte.
All'inizio del gioco abbiamo a disposizione due difficoltà tra cui scegliere, “normale” o “difficile”, che vanno ad alterare le statistiche dei nemici. Una volta completata una partita, si sbloccherà un'ulteriore difficoltà oltre alla modalità “Boss Rush”.
Importante notare anche che il gioco gestisce in maniera autonoma i salvataggi.
Una volta iniziato il gioco siamo liberi di selezionare quale zona di Faramore visitare, tra queste troviamo anche la capitale.
Ogni regione possiede diversi elementi collezionabili che possono essere visualizzati accanto al nome del luogo nella mappa di Faramore.
Tra questi vi sono i raggi di luce, necessari per proseguire la storia e aprire nuove regioni.
Non è possibile completare al 100% una regione in un solo tentativo in quanto sono necessari potenziamenti che verranno sbloccati in seguito, si dovranno quindi rigiocare più volte. Tuttavia ogni livello non richiede molto tempo per essere completato, la maggior parte è composta da 5-6 schermate.
Altri collezionabili presenti nei livelli sono: le monete, i tesori, i bonus, le candele sacre e i frammenti del gioiello di Faramore.
Le monete si trovano spesso in stanze nascoste dietro muri segreti e servono unicamente a raggiungere il 100% di completamento. I tesori possono essere o potenziamenti per Arzette o oggetti necessari agli NPC che incontreremo.
I bonus sono pergamene che portano a sessioni extra, ne esistono varie tipologie (una ispirata proprio ad Hotel Mario) e possono essere completati una sola volta, se falliti è necessario ricominciare il livello da capo per ritentarli.
Le candele sacre sono una risorsa necessaria per aprire sessioni dei livelli chiuse da dei drappi magici, sono quindi consumabili. Lo stesso avviene anche per le chiavi, altro consumabile che si trova però sempre nei pressi di una porta chiusa.
I frammenti invece sono protetti dai generali di Daimur e per ottenerli bisogna combatterli in una boss fight.
Prima di addentrarci nelle meccaniche del gameplay analizziamo la funzione degli NPC.
Nei livelli sono presenti alcuni abitanti di Faramore che se attivati con un colpo di spada, tramite una sequenza animata ci chiederanno di portagli un oggetto. Una volta portato l'oggetto richiesto tramite un'ulteriore sequenza riceveremo un potenziamento o un altro oggetto chiave necessario ad un altro NPC.
In città è presente anche il negozio per acquistare le ricariche dell'equipaggiamento di Arzette tramite i Rubini.
Vediamo ora come si presentano i livelli.
Ad inizio gioco Arzette dispone di comandi molto basilari, oltre a poter saltare e attaccare a corto raggio con la spada può solamente accucciarsi per entrare ne cunicoli o colpire nemici di bassa statura.
Avanzando con la storia la protagonista diventerà molto più versatile e resistente rendendo i livelli iniziali delle vere e proprie passeggiate.
La difficoltà del gioco è graduale e bilanciata bene, ad inizio partita anche i livelli più semplici non sono facili da completare senza morire un paio di volte.
Inizialmente Arzette dispone di tre cuori, la maggior parte dei colpi o proiettili nemici ne toglie uno (raramente mezzo).
Finire i cuori o cadere in un dirupo porta alla morte di Arzette che verrà riportata all'inizio dell'ultima schermata visitata (dalla porta in cui è entrata, valgono quindi anche le case degli NPC) o in alcune locazioni più vaste dalla bandiera del checkpoint.
Le vite sono infinite, la morte di Arzette non porta a conseguenze se non dover ripetere una porzione del livello.
Alcuni nemici vengono sconfitti con un solo colpo, altri se colpiti mostrano sopra alla testa una barra che riporta la salute rimasta, dopo ogni colpo subito questi mostri più resistenti hanno qualche secondo di invulnerabilità e possono reagire con dei contrattacchi se non ci allontaniamo in fretta.
I nemici sconfitti lasciano rubini o ricariche per le abilità di Arzette.
Nei livelli ci sono diverse barriere che possono essere distrutte tramite le abilità o chiavi e candele sacre.
Nell'equipaggiamento di Arzette troviamo: le bombe, la lanterna e le corde.
Le bombe aprono zone segrete nei livelli o sconfiggono i nemici comuni con un colpo, la lanterna aumenta la visibilità delle stanze buie consumando olio e le corde ci permettono di tornare all'inizio del livello.
Normalmente per uscire dal livello è necessario utilizzare il portale a forma di mappa che sitrova all'entrata dello stage e alla fine della sua ultima locazione, tuttavia in qualsiasi momento è possibile aprire il menù e decidere di salvare e tornare alla mappa di Faramore.
Graficamente il gioco è molto gradevole. I fondali riprendono lo stile disegnato a mano degli originali Zelda CD-i, mentre i mostri e i personaggi hanno un taglio più moderno e si distaccano dallo sfondo.
Le sequenze animate seguono l'estetica grezza e psichedelica dei giochi di riferimento tuttavia, mentre nei titoli CD-i aveva un taglio unico (a modo suo), in Arzette è troppo derivativa e stranamente più amatoriale.
La colonna sonora è molto competente, tutti i livelli possiedono un pezzo unico molto d'impatto.
Il doppiaggio è sia referenziale dello stile assurdo dei due titoli CD-i che competente al tempo stesso, operazione non facile, gli attori hanno fatto un ottimo lavoro.
La storia è semplice e prende direttamente i punti chiave dai giochi a cui si ispira, tuttavia le sequenze degli NPC nascondono battute e riferimenti molto divertenti e i personaggi di Arzette e Dail sono molto ben riusciti e simpatici.
Arzette riesce a dimostrare che Zelda e Link CD-i possono essere la base per un gioco moderno che funziona, è un titolo semplice e breve ma al tempo stesso rilassante e mai noioso.
WarioPunk
GRAFICA 75/100
I fondali e i personaggi/nemici nei livelli sono molto belli, le sequenze animate cercano di essere derivative e risultano quindi più amatoriali di quelle di riferimento.
SONORO 75/100
Sia la colonna sonora che il doppiaggio sono di ottimo livello, alcune delle tracce sono memorabili e gli attori hanno fatto un buon lavoro cercando di creare un tono retrò/amatoriale e professionale al tempo stesso.
GAMEPLAY 70/100
Le meccaniche di Zelda CD-i sono riproposte con tutte le quality of lifes del caso, creando un prodotto semplice e godibile.
Ho apprezzato il fatto che ottenere il 100% non sia un processo frustrante.
Tuttavia le boss fight sono troppo semplici, per queste sezioni si poteva lasciar perdere il collegamento con i giochi CD-i e proporre qualcosa di più sostanzioso.
STORIA 60/100
La storia semplicistica del gioco fa da sfondo a personaggi simpatici e situazioni godibili.
Ho molto apprezzato i personaggi di Arzette e Dail.
LONGEVITA' 65/100
Arzette si può completare al 100% in appena 5 ore, un gioco molto breve che gioca sulla necessità di ripetere i livelli più volte.
VOTO FINALE 70
Arzette: The Jewel of Faramore è un gioco semplice ma compatto.
L'autore è riuscito a riproporre le caratteristiche dei giochi CD-i in chiave moderna e funzionale.
A causa di questo però alcuni elementi risultano troppo forzati, come le boss fight all'acqua di rose e le sequenze animate dal taglio troppo amatoriale anche rispetto a quelle di riferimento, che erano più che altro limitate tecnicamente.
Arzette è un gioco breve e rilassante, se mai uscirà un sequel spero che si stacchi parzialmente dall'idea originale per osare di più. Potrebbe venirne fuori qualcosa di molto valido.


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