martedì 3 marzo 2026

Recensione Gravity Circuit

Alla fine degli anni 80, la Capcom creò un classico dei giochi del genere Platform con Mega Man 1 (Rockman in Giappone), unico nel suo approccio di selezione dei livelli che portò i giocatori a sperimentare su percorsi differenti ad ogni partita.

Nel 1993 la serie si è espansa con la saga di Mega Man X, con un gameplay più pulito e una storia più dettagliata.

Saltando avanti nel 2021 abbiamo la nascita dello studio Indie “Domesticated Ant Games” che ci riporta a quei tempi, con il loro Gravity Circuit uscito nel 2023.

Gravity Circuit è fortemente ispirato sia alla serie classica di Mega Man per quel che riguarda le fondamenta, ma ancor di più nei suoi elementi narrativi e di gameplay a quella della saga Mega Man Zero.


Recensione Review Gravity Circuit PS4 Claudio La Volpe Hotel Wario

 

Devo precisare subito che Gravity Circuit non ha una traduzione in italiano, ma presenta un supporto multilingue che comprende l'inglese. Detto questo, passiamo al gioco.

Il gioco ci mostra subito una buona cura nei dettagli, cosa che possiamo vedere dal suo intro veloce e d'impatto, un elemento che rispecchia anche lo stile del gameplay di gioco.



La storia di Gravity Circuit inizia con la scoperta di una misteriosa struttura, successivamente seguita dalla comparsa di un'armata di Robot violenti chiamata l'armata Virus.


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Questa minaccia ha invaso il pianeta dei Robot civili, i quali però sono stati protetti da 9 guardiani, i “Guardian Corps” robot specializzati nel combattimento e nella difesa dei più deboli.


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Il tutto è scaturito in una grande guerra, che ha stremato entrambe le fazioni. Difatti al termine del conflitto, l'armata Virus così come i Guardian Corps sono stati annientati, ad eccezione del Leader dei guardiani, che ora versa in gravissime condizioni.

Col passare del tempo, le armate Virus sono riapparse per invadere la città dei Robot, ma il nostro eroe si è ridestato, il Leader dei Guardian Corps, Kai, è tornato a difendere il suo popolo.


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L'introduzione del gioco termina con una scena transitoria, dove Kai prontamente difende un robot bersagliato dai soldati Virus, a questo punto si è già catapultati nel vivo del gameplay.

Preciso ora che il gioco ha un opzione tutorial sui comandi, alla quale si può accedere solo nella schermata di selezione iniziale del gioco. Così facendo si dà libera scelta al giocatore se intraprendere un tutorial o meno, in quanto se iniziamo una partita il tutorial sarà assente.

Questo è un elemento secondo me gestito bene, poiché rende gameplay futuri privi di rallentamenti e che dà la libertà al giocatore di scegliere se avere una guida ai comandi, o impararli al volo per conto proprio.

Nello stage iniziale si è accompagnati dal tema musciale di Kai, che è perfetto per l'atmosfera della situazione.

Possiamo inoltre già farci un'idea della struttura dei livelli di gioco, che principalmente sono composti da nemici, collezionabili e segreti.

Nel primo stage tuttavia ci sono solo elementi base, quindi niente segreti ed extra, in quanto il livello ha la funzione di insegnare al giocatore a muoversi nel mondo di Gravity Circuit.

Ogni stage ha diverse tipologie di nemici tematici con il livello stesso, oltre ad ostacoli e diverse sezioni di platforming.

Inoltre è presente anche una valuta in monete, dei checkpoint e un boss.


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Kai ha a disposizione una combo di attacchi ravvicinati, oltre ad un gancio a distanza, che può utilizzare per aggrapparsi a pareti e soffitti, ma anche per afferrare nemici sconfitti, per poi poterli lanciare come arma. Il nostro eroe ha anche vari attacchi aerei, tra cui uno in picchiata regolabile nella direzione.

Infine Kai può anche saltare sui muri, eseguire una scivolata, ed ha a disposizione una corsa molto veloce, che è più utile della sua camminata di base.

 

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Come già detto, il gancio di Kai è fondamentale per superare varie sezioni platforming, dove spesso è impossibile toccare terra. Il primo stage ci presenta molto presto una di queste situazioni.


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Nel corso dello stage, un robot misterioso dona a Kai un potere speciale, questo ci introduce ad una nuova meccanica di gioco.

Infatti Kai oltre ad avere una barra della vita, possiede anche una barra dell'energia, che può spendere per utilizzare mosse speciali.

Queste mosse possono essere equipaggiate nel menù di gestione di Kai, tramite il tasto opzioni.

Kai può equipaggiare 4 poteri alla volta, volendo assegnando più volte lo stesso a varie combinazioni di tasti.

La barra dell'energia può essere ripristinata tramite icone energia lasciate da nemici sconfitti, oppure tramite dei checkpoint.

Ogni checkpoint può anche ripristinare la vita di Kay, ma richiede una spesa in monete per ricaricarlo al massimo. Ad ogni utilizzo nello stesso livello la spesa sarà maggiore.

 

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Giunti alla fine del primo Stage, Kai scopre che Cable, uno dei suoi vecchi compagni è ancora vivo. Tuttavia l'ex Guardian Corps, è al comando dell'invasione di quella zona, e dopo aver deriso Kai, esce di scena.


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Risolta la situazione, Kai viene accolto nella base dei Guardian Corps dal comandante Kernel, un robot robusto e molto gentile, che ha protetto la città in assenza dai suoi guardiani, inoltre si è preso cura della riparazione di Kai dopo la grande guerra.

Tuttavia Kai ha pochi ricordi del suo passato, e solo adesso è in grado di conoscere il comandante.


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A questo punto si ha accesso al Hub World del gioco, ovvero la base dei Guardian Corps.

La base ha varie stanze con diversi NPC, che possono venderci potenziamenti o proporci piccole sfide, possiamo anche scoprire la loro personalità insieme a dettagli sul mondo e sui personaggi di Gravity Circuit.

Infine parlando con Kernel si può accedere agli stage di gioco, che sono divisi in 8 zone, ognuna minacciata da un Ex Guardian Corps, così facendo in pieno stile Mega Man, si può decidere l'ordine in cui risolvere ogni livello.


Prima di passare agli stage, voglio parlare degli NPC della base.

Questi sono vari con personalità molto diverse, e possono aggiungersene di nuovi, se salvati nei vari stage di gioco.


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Uno degli NPC più particolari è l'infermiera che si prendeva cura di Kai, nonostante il carattere irascibile, ci impone di salvare più robot possibili in ogni stage, se vogliamo acquistare da lei vari equipaggiamenti speciali.


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In infermeria si possono acquistare poteri speciali legati al movimento o alla gestione delle nostre risorse. Tuttavia ogni chip costa monete e richiede di avere salvato un certo numero di civili come requisito. Tutto questo per forzare Kai a salvare più robot possibile.

Un dettaglio carino inoltre è dato dall'icona di Kai, che se lasciata su un Chip già acquistato avrà un espressione felice.


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Nella base si trova anche il robot misterioso che ci ha donato il primo potere speciale, si tratta di “Nega” un robot dalla grande conoscenza, che ad ogni stage completato aggiorna la propria lista di poteri acquistabili.

Tramite Nega, si ottengono dettagli extra sui Guardian Corps e tecniche letali che sono molto utili contro i vari boss del gioco.



Un altro NPC particolare è il giovane Pat, grande ammiratore di Kai che ha stipulato una lista di sfide per il nostro eroe.

Queste servono come extra per i giocatori più incalliti che puntano al platino del gioco.

Inoltre gli scambi tra Kai e i vari personaggi come Pat, mostrano molto carattere con le varie reazioni del protagonista.


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L'ultimo NPC importante da ricordare è la bizzarra pittrice Prim, che con l'utilizzo di Chip colorati, può cambiare il colore della nostra armatura donandole un potere differente.

Ogni stage del gioco presenta infatti uno di questi chip nascosti, che ci da accesso ad un nuovo colore con un potere legato al boss di quella zona.

Ovviamente anche Prim ci chiede dei soldi per questo servizio, come tutti gli altri avidi NPC della base.



Tornando agli stage selezionabili, ognuno di essi ci mostra la difficoltà dal livello e del suo boss, tramite due parametri visibili al centro dello schermo. Inoltre ogni livello presenta 8 robot civili salvabili, dei quali ne è sempre presente uno speciale che si può aggiungere alla nostra base. Oltre ad essi, ogni stage ha un chip colorato nascosto e anche un chip permanente segreto.

Infatti ci sono un totale di 4 chip upgrade per la barra dell'energia e 4 per la barra della vita, che possono essere collezionati.


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Ogni stage ha vari checkpoint, e ci mostra nel menù di gestione di Kai, quanti civili abbiamo già salvato, mostrandoci anche il loro ordine.

Esempio: se abbiamo salvato 5 civili ma di questi abbiamo mancato il secondo, ci viene mostrata un icona scolorita del secondo robot nella fila dei cinque salvati. Questo ci indica pressapoco in quale zona del livello è nascosto.

Le icone dei civili sono visibili in basso a destra nel nostro menù di gestione di Kai.

Inoltre esso ci mostra anche una grande icona, se abbiamo salvato il personaggio speciale che si aggiunge alla nostra base.

Alla fine del livello si trova sempre un Guardian Corps specifico, che dopo aver parlato con Kai bisognerà sconfiggere.

Ogni guardiano quando ha subito metà dei suoi danni massimi, utilizza la sua mossa speciale, che dobbiamo imparare ad evitare.

Ognuna di queste boss fight è programmata molto bene, ed ogni boss ha una vasta serie di attacchi che può anche essere ampliata con opzioni aggiuntive.

Inoltre la nostra icona vicino alla barra della vita, reagirà agli attacchi subiti in base alla direzione del colpo (vale anche pe ri boss). Un dettaglio molto ben curato che l'autore ci regala come aggiunta extra.

La parte più emozionante delle boss fight, è data dai poteri speciali di Kai che spesso possono scaraventare via i boss, oltre anche ad essere usati in combinazione tra loro, per poi infliggere molti danni a catena.

I boss se colpiti troppo spesso, ottengono uno stato di invincibilità per qualche secondo, per impedire che possa subire troppe combo in poco tempo.

Il tutto si bilancia molto bene e crea delle Boss fight epiche e soddisfacenti, specialmente nella difficoltà difficile del gioco, che presenta boss più resistenti.




Come nella serie Mega Man, il buon Gravity Circuit presenta uno scaling di difficoltà altalenante, dove inizilamente si hanno meno poteri e quindi si ha più difficoltà contro i primi boss.

Successivamente da metà dell'avventura si hanno più opzioni e quindi i boss saranno più facili da gestire.

Tuttavia gli stage finali si rivelano la sfida maggiore del gioco, e dimostrano di essere bilanciati bene e di superare inoltre la difficoltà iniziale delle prime fasi di gioco.

Questo ci porta a masterizzare i comandi e le mosse dei nostri nemici, per trovare le occasioni giuste per colpirli, un esempio è il mio primo scontro con il Boss Bit, che ho affrontato come primo boss selezionabile in difficoltà difficile.



Inoltre specifico che, ho finito Gravity Circuit in tutte le sue modalità, e anche nelle difficoltà più alte.

Una volta finito, il gioco ci regala elementi extra, tra cui un New Game+ e una nuova modalità chiamata Circuit Mode.

Il New Game+ ci permette di mantenere tutti i poteri della partita precedente e di modificare la difficoltà della nuova partita.

La Circuit Mode, ci lascia solo due barre dell'energia speciale, ma ci permette si spendere punti vita per le mosse speciali.

Infine il gioco ci lascia una nuova possibilità di elementi modificabili, tra cui nemici e boss più potenti, o livelli differenti e più difficili. Una modalità che ho finito con entrambe queste opzioni, che hanno reso l'esperienza più ostica e interessante.


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Gravity Circuit è un gioco che ho comprato senza aspettative e completamente al buio. L'esperienza di gioco si è rivelata ottima, e piena di variabili interessanti.



Claudio La Volpe



GRAFICA 100/100

Come ho già scritto in precedenza, il gioco ha molti dettagli curati, sia nella sua interfaccia sia nelle scene varie di dialogo o combattimento.

Ogni personaggio di Gravity Circuit mostra il suo carattere dal suo stile grafico e di animazione, così come i nemici e i boss del gioco. Ci sono anche mosse speciali in grado di mostrarci le reaction di ogni boss, durante l'esecuzione della mossa. Anche gli stage degli ex Guardian Corps richiamano il tema del loro guardiano.

La grafica e le animazioni sono ottime, e mostrano tutta la passione che è stata messa nella creazione del gioco e del suo mondo.


SONORO 100/100

Il compositore Dominic Ninmark, che ha postato la soundtrack su varie piattaforme, ha centrato il segno con la colonna sonora.

Ogni traccia del gioco ha un fascino ben distinto che si lega al personaggio a cui è dedicata. Inoltre il buon compositore ha anche rilasciato le varie musiche in stile eurobeat, come se fossero giochi retro. Vi consiglio di ascoltarvi il Tema di Cable oppure quello di Kai, che sono tra le mie musiche preferite di tutto il gioco.

La colonna sonora è fantastica, dategli un ascolto!


GAMEPLAY 100/100

Dopo aver finito il gioco 4 volte e averlo anche platinato, penso di essermi fatto un'idea completa sul gameplay.

Personalmente trovo che una solo run a Gravity Circuit, non basti a dargli il giusto giudizio. Giocandolo e finendolo più volte con diverse opzioni, ho trovato un titolo pieno di variabili, di build differenti per Kai e di strategie interessanti per i suoi boss. Il tutto si compone alla grande con un gioco che ha la massima cura per vari stili di gioco.

Gravity circuit supporta per esempio una modalità Speedrun, che rimuove cutscene e parti legate alla storia, per dare al giocatore tutti gli elementi per fare una giocata veloce e senza fronzoli.

Inoltre il gioco ha potenziamenti opzionali molto forti, che aiutano a renderlo più accessibile a giocatori inesperti, così come ne presenta altri che depotenziano Kai, per dare una sfida in più ai giocatori più esperti.

Quindi a parer mio, il gioco copre ogni possibilità e gestisce benissimo la sua difficoltà, oltre a tenersi aperto a tante variabili che possono creare partite diverse ad ogni run! Ottimo gioco, e Boss divertentissimi da affrontare e sconfiggere nelle difficoltà più alte.


STORIA 90/100

La storia per quanto semplice, presenta un ottimo cast di personaggi e un buon crescendo. Il tutto viene reso ancor più affascinante dai vari boss del gioco, come Hash l'hacker che può mandare un suo ologramma a deriderci, se cadiamo in una delle trappole del suo stage.

Quindi oltre ad avere una buona trama, con dei bei personaggi memorabili, il gioco usa in modo intelligente l'Enviromental Storytelling, cioè l'arte di narrare cose tramite i suoi sfondi e la sua atmosfera.

Un altro esempio è lo stage di Medley, la Guardiana legata ai suoni, che ha appeso un suo cartonato pubblicitario in città, che ci mostra tutto il suo carattere di pop star robotica.

In più trovo esilarante il fatto che il povero Kai venga tassato da tutti i vari cittadini, che lo obbligano quasi ad essere un eroe, specialmente l'infermiera della base.

L'unica mancanza per me è sui legami tra Kai e i suoi vecchi compagni. Avrei apprezzato una scena extra basata su ogni Guardian Corps e Kai, magari vista dopo averli sconfitti ognuno nella loro boss fight. Questo per dare un extra al background dei suoi vecchi compari ed un legame più forte con il loro ex leader.


LONGEVITA' 95/100

In media la mia prima partita che è stata fatta in difficoltà difficile, è durata sulle 8 ore. Le partite successive superavano di poco le 2 ore di gioco.

Quindi in media il gioco è corto, ma ha tante variabili da rendere diverso l'approccio ad ogni run. Inoltre abbiamo anche delle opzioni extra per modificare livelli, boss o anche renderlo ancora più difficile, giocandolo con un unico tentativo per tutto il gioco.

Insomma Gravity Circuit è uno di quei giochi che si possono rigiocare tra mesi o anni e riviverlo in modo differente.

L'unica pecca che trovo, è la mancanza di una modalità dove si possa usare un personaggio diverso da Kai, sarà il mio spirito da giocatore di Castlevania a parlare, ma trovo che una modalità del genere sia il pezzo mancante per renderlo un gioco completo nella sua rigiocabilità.


VOTO FINALE 100

Gravity Circuit per me non è un omaggio a Mega Man, ma è il suo degno successore, è l'allievo che ha superato il maestro.

Un must per i fan della serie Capcom, ed è un ottimo titolo anche per chi non conosce la serie da cui trae ispirazione.

È un gioco con una forte personalità, un gameplay dinamico ed emozionante e una colonna sonora fantastica.

Un titolo imperdibile che spero abbia un sequel in futuro!

 


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venerdì 27 febbraio 2026

Recensione Starlight Legacy

Il gioco di cui parliamo oggi è un Jrpg indipendente sviluppato da una persona sola con RPG maker (sembra la stessa introduzione di Lisa: The Painful) e che si ispira notevolmente ai classici di fine 80 inizio 90 (Final Fantasy e Dragon Quest) e alle prime verisoni di Pokemon.


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Starlight Legacy è ambientato nel regno di Evaria, un dominio formato da quattro grandi province governate da un unico Re.

Un tempo le province erano regni indipendenti ognuno con una sua storia e un suo governo, ma un avo dell'attuale Re Lennox le conquistò con la forza annettendole al suo stato.

Il conquistatore spogliò le province dalla loro identità culturale, privandole del loro nome originale, queste divennero: Provincia del Cielo, Provincia della Foresta, Provincia della Montagna e Provincia del Deserto.

Infine, dato che la Provincia del Cielo era la più restia a questa sottomissione, per impedire futuri moti di rivolta, le venne proibito l'uso della magia.

 

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Il gioco inizia con Ignus, uno dei protagonisti, che viene spinto da sua madre a trovare un obbiettivo nella vita, quest'ultima gli suggerisce di accompagnare il loro vicino Teryl nel suo prossimo incarico.

Teryl è infatti un messo reale e deve consegnare un pacco a Re Lennox.

Quando i due eroi raggiungono il Re rimangono però invischiati nelle trame di corte e assistono alla distruzione della Gemma Sacra, l'artefatto che mantiene l'equilibrio naturale delle quattro provincie.

Con l'aiuto di Frida la mercante, il gruppo verrà incaricato di esplorare le quattro provincie per recuperare le rispettive Reliquie e ripristinare la gemma prima che l'ecosistema collassi.

 

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Appena iniziamo la partita ci verrà scelto con quale stile di gioco vogliamo iniziare, le possibilità sono: Mano Destra, Mano Sinistra e Classica, queste fanno riferimento alla selezione delle azioni da eseguire in battaglia.

A seconda della modalità scelta queste vengono assegnate ai tasti A/B/X/Y, alle frecce direzionali o selezionate dal menù a tendina come da tradizione.

 

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Come vedremo ora, Starlight Legacy propone un mashup di meccaniche tra jrpg tradizionale e prime versioni dei Pokemon, il tutto condito con alcune idee di bilanciamento che ammiccano alla serie SaGa.

I personaggi sono privi di una Classe, saremo noi a personalizzarli a nostro piacere tramite: elemento, equipaggiamento, abilità e magie.

 

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Partiamo dagli elementi, motore fondamentale della battaglie.

Starlight Legacy si basa a grandi linee su un triangolo di tre elementi: Fuoco batte Ghiaccio, Ghiaccio batte Terra, Terra batte Fuoco, a questo si aggiungeranno più avanti un paio di elementi secondari.

 

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I nostri personaggi partono privi di elemento, con l'utilizzo di un oggetto apposito (facilmente acquistabile) però possono cambiarlo ed ottenerne benefici e malus.

Ad esempio un personaggio di elemento Fuoco sarà resistente al Ghiaccio e debole alla Terra.

Almeno metà dei mostri del gioco appartiene ad un elemento, bisogna quindi trarre vantaggio da queste debolezze e resistenze, tuttavia è possibile tranquillamente lasciare i tre personaggi privi di elemento.

 

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Le magie invece richiamano molto ai Pokemon, vengono apprese tramite oggetti chiamati Tomi (MT) e nonostante un personaggio ne può conoscere una trentina alla volta, in battaglia ne può utilizzare solo quattro.

 

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Le abilità vengono apprese con l'aumento di livello (FFIV), mentre ad inizio gioco non saranno uguali per tutti e tre i protagonisti, con il passare dei livelli si uniformeranno e tutti avranno a disposizione le stesse scelte.

Un personaggio può avere una sola abilità assegnata alla volta, queste richiamano molto apertamente alla saga di Final Fantasy, troviamo: Salto, Lancio, Cover, Summon, Berserk e così via...

 

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Il sistema di equipaggiamento è molto basico (credo sia proprio quello di default dell'engine), ogni personaggio può portare: un'arma, una protezione e un accessorio, senza restrizioni o requisiti.

 

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Nel menu di gioco, troviamo anche la voce Bestiario (Pokedex) in cui sono registrati tutti i mostri e i Boss che abbiamo sconfitto, tutte le voci del bestiario sono evocabili in battaglia tramite l'abilità Summon.

Ad ogni mostro è assegnato o un valore di attacco fisico (in quel caso colpisce tutti i nemici sullo schermo) o una magia offensiva o difensiva.

 

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Passiamo ora all'esplorazione e alle due meccaniche più interessanti del gioco.

La prima riguarda la progressione, ad inizio gioco quando riceveremo l'incarico di recuperare le reliquie dal Re, ci verrà consegnato un solo Lasciapassare.

Tramite il Lasciapassare possiamo ottenere l'accesso ad uno dei quattro ponti che collegano la capitale del regno alle provincie.

Possiamo scegliere la provincia che preferiamo, tuttavia non avremo altri Lasciapassare finchè non recuperiamo la Reliquia della provincia selezionata.

Questa libertà di attraversare le regioni nell'ordine che preferiamo è molto ben gestita ed è una cosa che le varie versioni dei Pokemon avrebbero dovuto implementare da anni.

 

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Oltre agli scrigni normali, ogni regione contiene anche degli scrigni numerati (da uno a tre), il numero rappresenta il valore richiesto di reliquie in nostro possesso per poterli aprire.

Ciò significa che in ogni regione sono presenti oggetti ed equipaggiamenti bilanciati secondo il nostro progresso attuale nella storia.

 

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Anche i mostri fanno riferimento al numero di reliquie in nostro possesso, come in SaGa dove viene utilizzato un “challenge rate” (in quel caso basato sugli incontri iniziati, non importa se finiti con la vittoria o con la fuga) anche in Starlight Legacy gli incontri casuali del gioco cambieranno per tutte le aree a seconda di un valore globale.

Questo significa che anche facendo backtracking per recuperare scrigni non aperti in precedenza in un'area già visitata troveremo nemici molto più forti e in linea con il nostro livello attuale.

Questo vale anche per i boss a guardia delle reliquie, ognuno di loro infatti ha quattro possibili versioni. 

 

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Infine le regioni contengono anche un altro elemento di blocco tipico dei Pokemon (MN) e di alcuni Action RPG, ovvero ostacoli superabili solo con un determinato oggetto chiave.

Per chi è avvezzo ai giochi Pokemon classici possiamo trovare ad esempio l'equivalente di Spaccaroccia e Surf.

 

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Altri elementi tipici dei giochi Pokemon sono i puzzle dei dungeon e la mappa di Evaria (questa sembra proprio uscita da un fangame).

 

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Ultimo elemento di Gameplay da analizzare sono le città.

Gli insediamenti oltre ai soliti NPC dispensatori di consigli basilari e qualche stralcio di lore, contengono tutte: una locanda, un negozio di armi e uno di magie.

Nella locanda oltre a poter riposare troviamo anche il venditore di oggetti.

Questi ultimi assieme ad: armi, armature, accessori e magie cambiano disponibilità a seconda del numero di Reliquie in nostro possesso, ad ogni nuova reliquia corrispondono magie o equipaggiamenti più potenti.

Il gioco è molto generoso nella sua economia, non rimaniamo mai senza soldi (qui chiamati Mani) da spendere ed è possibile comprare anche oggetti molto potenti capaci di riportare in vita i personaggi a salute piena o di ripristinare tutti gli MP.

Tuttavia per qualche motivo l'inventario di gioco è limitato è c'è un numero di voci massime tra gli oggetti, a fine gioco mi sono ritrovato a doverne buttare via parecchi per aprire gli scrigni del Dungeon Finale.

 

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La grafica è molto essenziale, il lavoro migliore è stato fatto con gli sprite dei personaggi ed i mostri che tutto sommato sono anche abbastanza fantasiosi.

Per quello che riguarda: percorsi, dungeon, edifici e città troviamo una pixelart molto banale priva di una propria impronta, non sono abbastanza avvezzo alle nuove edizioni di RPG maker per riconoscere se fa parte di un pacchetto standard ma sicuramente è completamente priva di identità.

Non mi sono piaciuti i ritratti dei personaggi e la boxart, troppo amatoriali rispetto a tutto il resto.

 

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Anche la musica è stata composta dal programmatore (ad eccezione della battle theme del Boss finale) e tutto sommato è buona.

Certamente derivativa dell'epoca d'oro dei Jrpg senza avere una propria direzione o spunti creativi (come quella di Lisa: The Painful ad esempio), fa il suo lavoro in maniera accettabile ma senza colpire veramente.

 

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Di questo gioco mi è piaciuta molto la gestione della libertà dell'esplorazione, sia il bilanciamento delle regioni che quello dei mostri, da questo punto di vista Starlight Legacy ha fatto un ottimo lavoro.

La storia è praticamente inesistente così come lo sviluppo dei personaggi, ma è trascurabile considerando i jrpg di riferimento (solo da Final Fantasy IV la storia acquisì veramente importanza).

 

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L'aspetto di gameplay che non mi ha convinto è la scelta di poter assegnare solo quattro magie ai personaggi.

Considerando che oltre a quelle offensive e difensive degli elementi troviamo, buff e debuff per ogni caratteristica e le varie cure, non siamo in grado di creare vere build per i personaggi.

Ad esempio io ho giocato utilizzando due “guerrieri” e un “mago curativo”, ognuno dei personaggi aveva anche la magia d'attacco e di difesa del rispettivo elemento.

Il risultato finale è un gameplay molto riduttivo e ripetitivo, quando anche solo l'aggiunta di un quarto personaggio o la possibilità di equipaggiare sei magie/due abilità avrebbe reso tutto più dinamico e duttile.

Starlight Legacy è un Jrpg solido dal punto di vista del gameplay, nullo dal punto di vista della storia, è un prodotto di tutto rispetto e con delle buone idee che trovo più divertente di Final fantasy I.


WarioPunk




GRAFICA 60/100

La pixelart è buona ma dall'immaginario troppo basilare, nessuna delle regioni ha delle vere caratteristiche distintive, i dungeon poi sono troppo generici.

Le cose migliori si vedono nel mapping del Dungeon Finale e con le sezioni aeree del Mode7.

La boxart meritava un'illustrazione più studiata.


SONORO 65/100

Riconosco il buon lavoro svolto dallo sviluppatore ma tutte le tracce possono essere etichettate come “Jrpg fantasy generico”.

Sicuramente la musica riesce ad essere di accompagnamento ma non è in grado di rimanere impressa.


GAMEPLAY 70/100

Il mashup fatto dallo sviluppatore di meccaniche già note funziona, nel complesso è una ricetta gustosa.

Nonostante non ci sia nulla di nuovo è un gioco che può intrattenere e soddisfare gli amanti dei vecchi Jrpg, togliere qualche limitazione alle build dei personaggi avrebbe reso tutto più strategico.


STORIA 50/100

Il fatto di voler inscenare un retrogame non giustifica la mancanza di quality of life.

Se i giochi di fine 80 o inizio 90 erano carenti dal punto di vista della storia per motivazioni che vanno contestualizzate nel loro periodo storico oggi è una scelta puramente voluta.

Personalmente trovo che storia e character development sono i punti cardine del genere Jrpg.


LONGEVITA' 70/100

La mia partita è durata undici ore, con tanto di backtracking e dei due dungeon opzionali.

Considerando che il gioco è quasi privo di cutscene, tutta la sua durata è composta da esplorazione e combattimento, non male come quantità di contenuti.


VOTO FINALE 65

Considerando che è il secondo gioco dello sviluppatore il prodotto complessivo è buono, un Jrpg semplice che si rifà al passato ma allo stesso tempo propone una struttura esplorativa aperta.

Con più lavoro sulla storia, una grafica veramente dedicata e meno limitazioni sulla personalizzazione dei personaggi può uscire un sequel veramente degno di nota.

In bocca al lupo al creatore di Starlight Legacy, le prospettive per fare un ottimo sequel ci sono tutte.

 

 

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martedì 24 febbraio 2026

Recensione Fear Effect

Tempo di tornare a parlare di classici dell'era PS1 con un titolo molto particolare, il survival horror (chiamarlo in altro modo è fuorviante) Fear Effect.

In particolare parliamo della nuova versione distribuita dalla Limited Run Games che altro non è che un'emulazione dell'originale.

 

Recensione Nintendo Switch Fear Effect Limited Run Games Hotel Wario WarioPunk

Fear Effect sia apre nell'anno 2050 con un trio di mercenari: Hana, Glas e Deke, sulle tracce della figlia del leader della Triade di Honk Kong, scomparsa in circostanze misteriose.

Il gruppo non è stato assunto ufficialmente e ha deciso di trovare la ragazza in maniera autonoma per poi richiedere un riscatto al padre.

A causa di ciò non solo dovranno procurarsi le informazioni a modo loro ma dovranno anche scontrarsi con gli uomini del leader della Triade già in cerca della ragazza.

 

Recensione Nintendo Switch Fear Effect Limited Run Games Hotel Wario WarioPunk

Leggendo una trama del genere c'è da aspettarsi un gioco stealth/action con eroi e malavitosi che si sparano in contesti urbani, ma questo è vero solo in parte.

Infatti io stesso per anni ho erroneamente etichettato Fear Effect in questo modo, quando in realtà ad appena un quarto del gioco, l'ambientazione si stravolge completamente diventando un survival horror a tutti gli effetti.

 

Recensione Nintendo Switch Fear Effect Limited Run Games Hotel Wario WarioPunk

Inoltre prima di analizzare il gioco nei dettagli vorrei aggiungere che si tratta di un titolo molto tosto, le due difficoltà disponibili sono “normale” e “difficile”, la seconda è una vera e propria tortura per il giocatore.

Infatti cercando opinioni sulla difficoltà potrete trovare solo testimonianze che concordano sul fatto che “difficile” sia completabile solo con i cheats (il problema principale è la mancanza di munizioni), purtroppo assenti in questa nuova edizione del gioco.

Ciliegina sulla torta il finale migliore di Fear Effect si può ottenere solo completandolo con la difficoltà più alta.

 

Recensione Nintendo Switch Fear Effect Limited Run Games Hotel Wario WarioPunk

Parlando di gameplay invece possiamo dire che l'interfaccia è molto minimale, tutto l'inventario del giocatore è infatti riassunto in una barra a scorrimento in basso sullo schermo.

Sistema decisamente scomodo per due motivi, armi e oggetti chiave sono mischiati tra loro ed è necessario scorrerli uno ad uno per raggiungere quello desiderato, inoltre non potendo mettere in pausa il gioco per cambiare arma o usare una chiave siamo sempre in balia dei colpi nemici.

 

Recensione Nintendo Switch Fear Effect Limited Run Games Hotel Wario WarioPunk

Nello schermo è presente anche l'innovativo sistema di salute marchio di fabbrica del gioco, sotto forma di elettrocardiogramma.

In Fear Effect non sono presenti oggetti curativi, la salute del personaggio è rappresentata dal suo stato mentale e per l'appunto dalla sua “Paura”, per curarsi avrà bisogno di guadagnare confidenza.

Trappole e colpi nemici peggiorano lo stato dell'elettrocardiogramma (che da verde passa prima a giallo e poi a rosso), ma anche situazioni come rimanere senza munizioni o sbagliare a risolvere i puzzle.


Recensione Nintendo Switch Fear Effect Limited Run Games Hotel Wario WarioPunk

Trovare munizioni o nuove armi, uccidere i nemici in modalità stealth, risolvere i puzzle, raggiungere zone sicure invece migliora lo stato della nostra salute.

Un sistema sicuramente innovativo ma che a volte diventa difficile interpretare.

 

Recensione Nintendo Switch Fear Effect Limited Run Games Hotel Wario WarioPunk

L'ultimo elemento presente sullo schermo è il mirino, in alto al centro è visibile un quadrato verde in cui compare una croce quando puntiamo un nemico, decisamente molto utile considerando che è quasi sempre impossibile decifrare il posizionamento dei modelli all'interno della profondità delle stanze.

Il mirino inoltre diventa rosso quando è possibile effettuare un'uccisione stealth, prerogativa delle armi corpo a corpo.

 

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Il movimento dei protagonisti avviene in maniera abbastanza libera all'interno delle aree calpestabili dello scenario, senza l'utilizzo di tank control, anche se spesso è facile incagliarsi in angoli invisibili.

Inoltre certi punti della stanza possono portare senza preavviso a delle nuove angolazioni rivelando nuovi elementi. 

Il personaggio che controlliamo può anche correre (il rumore può attirare su di noi l'attenzione dei nemici), accovacciarsi per schivare alcuni tipi di colpi e rotolare.

Il rotolamento è una schivata in movimento e nelle prime fasi di gioco se masterizzato può farci evitare quasi tutti i nemici comuni.

 


Le munizioni e la maggior parte degli oggetti chiave appaiono dopo aver sconfitto dei nemici, tuttavia dato che i nemici non ricompaiono il numero delle munizioni è limitato.

 

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Se possediamo due copie della stessa arma possiamo decidere di utilizzarle in simultanea, questo consuma più proiettili ma oltre ad aumentare la cadenza di tiro permette anche di sparare a due nemici contemporaneamente, con armi a ripetizione questo può anche immobilizzarli sul posto.

 

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Fear Effect come ogni buon Survival Horror presenta anche diversi puzzle, questi a differenza di quelli visti in Resident Evil o Silent Hill sono abbastanza ostici, spesso richiedono di identificare un elemento scenico di un'altra locazione da utilizzare per decrittare l'enigma; enigmi che spesso portano al “game over” se falliti.


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Infine il salvataggio “classico” del gioco avviene utilizzando il cellulare in dotazione ai nostri protagonisti in piccole aree in cui c'è campo. Entrando in queste aree, spesso minuscole, il cellulare inizia a squillare indicandoci che è possibile salvare.

Essendo il titolo emulato il sistema di salvataggio è gestito come sulla PS1, abbiamo a disposizione quattro slot di cui non possiamo vedere i dettagli se non il numero, bisogna avere buona memoria per non sovrascrivere un salvataggio importante.

 

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Vediamo ora le “quality of life” di questa emulazione, innanzitutto fondamentale è la possibilità di utilizzare dei “salva stato”, salvataggi temporanei che possono essere effettuati e caricati in qualsiasi momento.

Inoltre è stata aggiunta anche una funzione “rewind” che permette di fermare il gioco e riavvolgere il tempo per ritentare le ultime azioni svolte.

Nei settings è possibile anche modificare diverse funzioni grafiche tra cui anche i filtri visivi, come potete vedere dalle immagini io ho sempre tenuto il filtro retro per simulare il gioco su PS1 e tubo catodico.

 

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Parlando della grafica Fear Effect ha una caratteristica molto particolare, infatti propone un connubio tra personaggi in cell-shading e sfondi in full-motion video. Se in Resident Evil o anche Final Fantasy troviamo fondali pre-renderizzati con effetti animati aggiunti, in questo titolo gli sviluppatori hanno voluto puntare alto utilizzando soltanto video come locazioni di gioco.

Questo spiega anche perchè Fear Effect fosse uno dei pochi titoli per Ps1 ad avere quattro dischi.

In questa nuova edizione non è stato fatto nessun ritocco sostanziale alla grafica (se non consideriamo i filtri) ed è possibile ammirare l'incredibile qualità originale del gioco.

 

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Sono presenti anche moltissime cutscene cinematiche che vanno a rafforzare la natura cinematografica del gioco.

Il doppiaggio inglese è di buon livello, i doppiatori sono professionisti e la natura da film action trash della trama e gli accenti esagerati vanno a creare un effetto spesso comico.

 

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La colonna sonora è competente, in certi punti cyberpunk in altri più tradizionale, tuttavia le tracce presenti sono poche e con una durata non molto alta quindi tendenti al loop.

La storia è l'aspetto più riuscito di Fear Effect, il continuo cambio di prospettiva tra i protagonisti e le situazioni adrenaliniche riescono a tenere il giocatore incollato.

I tre protagonisti inoltre sono incredibilmente carismatici ed entrano immediatamente nelle grazie del giocatore.

 

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Fear Effect è un ottimo Survival Horror, forse un po corto, che offre un gameplay che oscilla tra l'ottuso e lo stimolante e una storia horror dal retrogusto anni 80 con dei protagonisti che è impossibile non adorare.


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GRAFICA 85/100

È difficile decidere su cosa basarsi per dare un voto alla grafica, se considerare solo il gioco originale nel suo contesto storico o il lavoro fatto su questa nuova edizione.

Ho deciso di unire le due cose, se il gioco originale ha alle spalle un lavoro incredibile dal punto di vista dell'animazione, questa sua nuova versione non offre niente di nuovo se non qualche filtro.


SONORO 75/100

Il doppiaggio è sicuramente molto colorito, lo stile “over the top” degli attori coinvolti è perfetto per la storia raccontata.

La colonna sonora fa il suo lavoro ma non riesce ad essere ne incisiva ne memorabile.


GAMEPLAY 75/100

Il gameplay del gioco originale è punitivo e certe volte decisamente ottuso, ci sono sezioni molto lunghe o situazioni inaspettate molto lontane dall'ultimo salvataggio disponibile.

Grazie ai "save state" dell'emulazione è possibile ritagliare un po della frustrazione originale del gameplay ma rimane comunque un titolo veramente difficile.

Anche i puzzle sono decisamente esagerati, più adatti ad un avventura grafica rilassata che ad un gioco di questo genere.


STORIA 80/100

La storia inizia in maniera poco interessante (mafiosi, rapimenti, bombe) per poi sfociare subito su temi molto più interessanti in puro stile B-Movie anni 80.

Con colpi di scena e rivelazioni esagerate la trama di Fear Effect non annoia mai.

I tre protagonisti sono incredibilmente carismatici anche solo dopo poche battute, non è difficile capire perchè siano rimasti nel cuore di molti appassionati.


LONGEVITA' 75/100

Se andiamo a vedere il mio salvataggio, Fear Effect è durato tre ore e mezzo, la verità è che sono morto talmente tante volte che ci ho giocato per otto ore.

Questo poi utilizzando i “save state”, molto più veloci dei caricamenti tradizionali e che mi hanno risparmiato di ripetere molti pezzi inutili.

Diciamo che una longevità raggiunta in questo modo non la considero del tutto positiva anche se capisco benissimo che le risorse disponibili per raggiungere gli standard grafici di Fear Effect non potevano garantire un gioco più lungo.

Comunque la storia viene sviluppata al meglio anche con una longevità così bassa, inoltre per vedere il vero finale è necessario finire il gioco nell'infame modalità difficile.


VOTO FINALE 80

Fear Effect è un gioco strano, sicuramente con un'identità tutta sua.

Certe scelte di gameplay lo rendono ostico in maniera artificiosa e sicuramente rendono obbligatorio l'utilizzo delle nuove funzioni di emulazione per i salvataggi rapidi.

Tuttavia l'incredibile lavoro grafico e la sua trama coinvolgente interpretata da personaggi memorabili, lo rendono sia un classico che un must per i fan dei Survival Horror e dei B-Movies.

 


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