sabato 2 maggio 2026

Recensione Syberia 3

Continuiamo a parlare di Syberia con il terzo e per ora ultimo capitolo disponibile sulla console Nintendo.

Vista la conclusione di Syberia 2 che apparentemente non lasciava spunti per continuare la saga, l'annuncio di Syberia 3 avvenuto nel 2009 fu una vera sorpresa.

A causa però di problematiche burocratiche e acquisizioni aziendali lo sviluppo del gioco si dilungò più del previsto uscendo solo nel 2017.

Syberia 3 rimane ad oggi il meno amato dai fan della saga per diversi motivi che andremo a vedere di seguito.

Vi lascio anche i link per la recensione di Syberia e Syberia 2.


ATTENZIONE LA RECENSIONE CONTIENE SPOILER SUI DUE GIOCHI PRECEDENTI


Recensione italiana Nintendo Switch Syberia 3 avventura grafica WarioPunk Hotel Wario Blog


Questo nuovo capitolo si apre con la nostra eroina svenuta a bordo di una scialuppa nella tempesta siberiana.

Fortunatamente per lei, la tribù degli Youkol si imbatte nel suo corpo esanime e decide di soccorrerla.

 

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Dopo una lunga febbre, Kate si risveglia nella clinica di Valsembor, un ospedale apparentemente all'avanguardia ma dove i pazienti sembrano tenuti prigionieri.

Con lei vi è anche Kurk, la giovane guida della carovana Youkol, i nomadi si sono infatti accampati fuori città attendendo la guarigione di Kurk e Kate.

La carovana Youkol è ne bel mezzo di un evento sacro che avviene ogni vent'anni, la migrazione degli Struzzi delle Nevi, viaggio che culmina con la riproduzione dei suddetti animali, fondamentali per la sopravvivenza della tribù.

Kate, sentendosi in debito con i nomadi a cui deve la vita decide di aiutarli nell'impresa, liberare Kurk e guidare la carovana fino alle terre sacre.

 

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Seppure la nostra lingua è presente nel testo scritto questo capitolo è il primo della serie a non avere il doppiaggio italiano, un vero peccato.

Iniziando il gioco ci verrà chiesto a quale modalità giocare, “Viaggio” o “Avventura”, la prima renderà più visibili gli hotspot e gli oggetti da raccogliere.

Sconsiglio di selezionare la seconda, nei primi due Syberia i fondali 2D rendevano il gioco meno dispersivo ed era facile visualizzare gli oggetti interattivi, la natura full 3D di Syberia 3 invece è inutilmente esagerata e in certe sezioni si rischia di vagare a vuoto per la disperazione.

 

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Mentre i primi due capitoli di Syberia erano programmati con un motore apposito, questo nuovo titolo è stato sviluppato in Unity e come tale sono visibili tutti i difetti noti dei giochi 3D sviluppati con tale motore nel decennio scorso.

 

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Nella versione Nintendo Switch le interazioni che necessitano di muovere elementi 3D con lo stick analogico (girare chiavi, volanti....) sono un vero e proprio incubo e i movimenti tendono a bloccarsi durante la rotazione.

Altra strana scelta è l'introduzione della meccanica della “ricerca nella cassa”, più volte nel gioco ci verrà chiesto di afferrare e spostare oggetti inutili all'interno di un baule per poter liberare dalla pila quello che ci serve.

Queste sezioni per nulla divertenti mostrano tutti i difetti della fisica del gioco.

 

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In Syberia 3 l'inventario di Kate viene semplificato ulteriormente, l'ex avvocatessa ha a disposizione un menù contenente gli oggetti e uno per i documenti.

Gli oggetti possono essere visualizzati in full 3D, in un paio di casi questa funzione è necessaria per poterli ruotare e trovare elementi fondamentali per proseguire, purtroppo è una meccanica che viene sfruttata pochissimo.

 

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I documenti invece hanno un menù che ne mostra la traduzione (sono di base tutti in russo o youkol), purtroppo l'impaginazione e i controlli di questo menù sono molto scomodi.

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Anche in Syberia 3 non è possibile unire gli oggetti dell'inventario tra loro, per ovviare a questa scelta, in alcuni momenti della storia ci saranno dei tavoli predisposti.

 

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A livello di enigmi e puzzle Syberia 3 è molto scarno, gli oggetti sono pochissimi così come le interazioni nelle locazioni, i puzzle veramente interessanti si contano sulle dita di una mano.

Gli sviluppatori hanno voluto dare molto più spazio alla storia e alla narrazione che fortunatamente sono di qualità.

 

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Anche l'impostazione dei dialoghi è cambiata, troviamo la tipica “ruota” onnipresente nei giochi di quel decennio.

Nella prima fase del gioco è presente anche una nuova meccanica legata ai pensieri di Kate.

Durante i dialoghi cruciali, Kate può analizzare mentalmente le possibili risposte prima di decidere quale selezionare.

L'idea è molto interessante ma oltre a scomparire nella seconda metà del gioco, le conseguenze delle nostre scelte non sono realmente rilevanti.

 

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I due grandi difetti del gameplay sono a mio avviso la gestione dei salvataggi e la mancanza di un diario.

Il gioco infatti salva in maniera autonoma ma solo in rari momenti, principalmente quando avanziamo nella storia, l'impossibilità di controllare questa cosa è molto frustrante specialmente quando decidiamo di chiudere il gioco.

 

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Mentre nei primi due titoli avevamo a disposizione il quaderno di Kate per tenere traccia degli obbiettivi correnti, in Syberia 3 siamo totalmente allo sbaraglio, buona fortuna a ricordarvi cosa stavate facendo se non giocate per settimane.

 

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La scelta di passare ad un gioco totalmente 3D ha diverse problematiche anche ludiche e visive.

Anche nei due giochi precedenti mancava la possibilità di utilizzare una mappa per il viaggio veloce, ma le locazioni aperte contemporaneamente non erano mai troppe.

In Syberia 3 Kate si troverà a vagare per aree enormi e poco ispirate, queste lunghe corse (almeno può correre) occuperanno un terzo dell'intero gameplay.

Il 3D porta anche ad una grossa perdita nella resa grafica.

In personaggi come Kate o la tribù degli Youkol troviamo il maggior impegno negli studi di Sokal e nella resa degli artisti 3D, ma per quanto riguarda tutto il resto l'aspetto degli altri personaggi è blando e senza una vera impronta, completamente dimenticabili.

 

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La vittima più grande sono però le locazioni, se nei giochi precedenti la resa 2.5 riusciva a far risaltare le incredibili capacità di illustratore di Sokal, nel terzo capitolo gli enormi ambienti russi sono poveri e generici, con asset anonimi e texture basiche.

Solo nelle piccole aree riguardanti gli Youkol e nei pochi accenni di steampunk compaiono elementi scenici veramente originali e che sembrano appartenere alla serie.

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I filmati invece sono veramente molto belli, peccato che spesso compaia un bug che ne rimuove musica ed effetti sonori (a me è successo anche con il finale).

Un plauso invece alla colonna sonora, il terzo gioco è quello dove la musica finalmente si fa sentire.

Nei primi due Syberia la soundtrack era sempre troppo bassa e timida, in Syberia 3 invece trova il suo posto e propone delle tracce veramente incisive.

Ottimo anche il doppiaggio inglese, bravissima l'attrice che interpreta Kate.

La traduzione italiana è piena di errori, oltre ai classici maschili e femminili invertiti ci sono diverse frasi senza senso nate da un termine interpretato male.

 

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La storia di Syberia 3 nasce da un tentativo di arrampicarsi sugli specchi, il secondo gioco terminava in maniera perfetta senza lasciare veri spunti per un seguito, perciò sono stati tirati fuori dal cilindro gli Struzzi delle Nevi.

Questi animali (dal bellissimo design) vanno a sostituire la figura dei Mammuth ma creano un buco logico nella continuity in quanto nei due giochi precedenti non ve ne era mai stato fatto alcun riferimento.

Passando oltre a questo escamotage narrativo la storia è comunque raccontata molto bene ed è l'unico motivo per passare oltre al poco esaltante gameplay.

Anche nella trama ci sono però elementi non proprio perfetti, personaggi che era meglio lasciar riposare e che sembrano più elementi di fanservice ed un finale veramente deludente.

 

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Nella versione Switch è contenuto anche il DLC gratuito che ci permette di giocare una piccola sezione semplice e simpatica (da giocare obbligatoriamente dopo il gioco base).

A differenza dei giochi precedenti non vi è purtroppo nessuna galleria dei bozzetti, un vero peccato.

 

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Syberia 3 è alla fin fine una bella storia, è sempre un piacere rivedere Kate Walker ma il secondo gioco poteva benissimo essere la degna conclusione della sua avventura.

Il finale di questo terzo capitolo è proprio deludente, oggi sappiamo che esiste un Syberia 4 ma se la saga fosse finita così sarebbe stato un vero e proprio crimine riesumarla per un gioco che non è poi così speciale come i primi due.


WarioPunk




GRAFICA 75/100

I filmati sono il fiore all'occhiello della produzione di questo titolo.

Il meglio dello stile di Sokal si può vedere negli elementi steampunk e della cultura Youkol, nonché nel modello di Kate e di alcuni personaggi principali.

Tutto ciò che riguarda il mondo russo, sia urbano che selvaggio è invece ricreato con un 3D molto banale e privo di impronta che non sembra appartenere alla serie dando vita a locazioni per nulla incisive.

Un vero peccato considerando che si Syberia 4 che la recente remaster di Syberia dimostrano che le splendide illustrazioni di Sokal si possono ricreare fedelmente anche in 3D.


SONORO 85/100

Finalmente la colonna sonora trova il suo posto, nei giochi precedenti era sempre silenziosa e poco incisiva, in questo terzo titolo troviamo forse le tracce migliori.

Molto bravi i doppiatori inglesi soprattutto l'attrice che interpreta Kate.


GAMEPLAY 70/100

Il gameplay fa enormi passi indietro, diventando più banale e a causa della programmazione anche frustrante.

Le avventure grafiche in 3D hanno sempre avuto problemi a traslare il genere ma in questo caso ci sono anche infelici scelte di design e sbavature proprie di Unity.


STORIA 80/100

Mentre nei giochi precedenti il focus era il viaggio di Kate, in questo terzo Syberia è tutto incentrato su Kate stessa.

E scontato dire che la protagonista a cui ormai siamo affezionati traina l'intero gioco.

Se non avessimo una protagonista così forte e con le sue avventure pregresse, la trama fine a se stessa avrebbe avuto un voto molto molto più basso.

Sta di fatto che la storia riesce sempre ad essere interessante purtroppo il finale è veramente una delusione.

Alcuni elementi che sembrano più che altro scelte di fanservice possono piacere o meno.


LONGEVITA' 80/100

Syberia 3 dura un paio d'ore in più del gioco precedente, purtroppo gran parte del tempo è impiegato a correre per scenari inutilmente vasti e poco ispirati.


VOTO FINALE 75

Poter accompagnare ancora una volta Kate Walker nel suo viaggio è sempre un piacere.

Ad ammazzare gameplay e comparto grafico del gioco è però il 3D, dando vita ad un'avventura grafica poco divertente e con scenari blandi rispetto a quelli a cui la saga ci aveva abituato.

Troviamo però una storia toccante e ben raccontata oltre ad un'ottima colonna sonora.

 


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mercoledì 15 aprile 2026

Recensione Tombi! 2: The Evil Swine Return Special Edition

Oggi facciamo un po di operazione nostalgia parlando della nuova versione di un titolo storico per PSX, un gioco che quasi tutti i giocatori per console della mia generazione ricordano.

Questo perchè la demo del primo Tombi! Era nel mitico CD di demo 1998 per PS1 incluso con l'acquisto della console in quello stesso anno, tutti i bambini dell'epoca hanno macinato più e più volte la demo sperando di mettere un giorno le mani sul gioco completo (me compreso).

Purtroppo quando ho inaugurato questo blog avevo già terminato la remaster di Tombi! da qualche mese, perciò passiamo subito a parlare del suo fantastico sequel, gioco che nonostante la grande qualità e i suoi tanti meriti segnò anche la fine della breve vita della software house Whoopee Camp.

 

Recensione Tombi! 2 Tomba! 2 The Evil Swine Return Special Edition platform Nintendo Switch Hotel Wario Blog


La storia di Tombi! 2 The Evil Swine Return inizia quando il nostro protagonista riceve un pacco contenente l'insetto Zippo, inviato da Tabby, amica d'infanzia di Tombi, per chiedere il suo aiuto.

Il continente vicino è infatti caduto sotto il controllo dei Maiali Cattivi, eterni nemici di Tombi.

Il nostro eroe dai capelli rosa si imbarca così in una nuova avventura accompagnato da Zippo.

 

Recensione Tombi! 2 Tomba! 2 The Evil Swine Return Special Edition platform Nintendo Switch Hotel Wario Blog

Il gameplay è molto simile a quello del gioco precedente ma con alcune aggiunte.

Il nostro Tombi utilizza sempre diverse armi per stordire i nemici per poi finirli con il suo morso sulla testa seguito da un lancio in giravolta.

Lanciare i nemici in questo sequel però non serve a riempire l'indicatore delle combo ma a caricare l'indicatore magico, alcuni costumi permettono a Tombi di lanciare magie.

 

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Ai pantaloni di diverso colore e che garantiscono boost ai movimenti di Tombi vanno ad aggiungersi i vari costumi, che permettono di: planare, nuotare... (sì, tra un gioco e l'altro Tombi si è scordato come si nuota).

Mentre le armi possono essere cambiate anche con i tasti rapidi, i costumi e i pantaloni richiedono obbligatoriamente di passare dalla schermata dell'inventario.

 

Recensione Tombi! 2 Tomba! 2 The Evil Swine Return Special Edition platform Nintendo Switch Hotel Wario Blog

L'indicatore della salute del protagonista aumenterà trovando le ½ ampolle della salute, una volta esaurita quest'ultima porta ad un game over molto flessibile in quanto possiamo riprendere dall'ultimo checkpoint mantenendo tutti gli oggetti raccolti.

Anche le cadute nel vuoto portano ad un game over immediato.

 

Recensione Tombi! 2 Tomba! 2 The Evil Swine Return Special Edition platform Nintendo Switch Hotel Wario Blog

Per salvare la partita ritornano i cartelli all'ingresso delle varie aree, fungono anche come punto di riferimento per il viaggio veloce.

Tornano anche diverse meccaniche puzzle già viste nel primo gioco e distintive della serie come gli stati alterati di “pianto” e “riso” più nuove aggiunte che vanno ad arricchire l'esperienza di backtracking.

 

Recensione Tombi! 2 Tomba! 2 The Evil Swine Return Special Edition platform Nintendo Switch Hotel Wario Blog

Nel menù del protagonista troviamo: inventario, diario delle avventure con le missioni in corso e complete e lo stato della partita.

Se dal punto di vista del gameplay il gioco ripropone gli elementi chiave del suo predecessore in maniera leggermente migliorata, la vera protagonista è la grafica.

 

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Nel primo Tombi la viabilità degli scenari 3D era più costretta, con i classici due percorsi paralleli tra cui muoversi ma che comunque si sviluppavano in maniera lineare.

In Tombi! 2 il 3D è a più ampio respiro, con scenari più intricati e ingarbugliati che creano l'illusione di una maggiore vastità.

 

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A guadagnarne maggiormente sono le arene delle boss fight con i Maiali Cattivi, molto più complesse di quelle del primo gioco anche se spesso esplorarle è controproducente ed è meglio non allontanarsi dal punto iniziale.

I modelli e le animazioni sono variegati e ancora una volta il design di locazioni e personaggi è particolarmente distintivo e marchio di fabbrica della serie. 

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La colonna sonora presenta ottime tracce per quello che riguarda i temi delle aree di gioco, i pezzi che invece accompagnano dialoghi e cutscene oltre ad essere particolarmente brevi vengono riproposti in maniera ciclica fino allo sfinimento.

Il doppiaggio italiano è amatoriale come lo ricordavo, ritroviamo lo stesso studio a cui venne affidata anche la serie di Spyro.

Oltre alla qualità tragicomica del parlato c'è anche da considerare il lavoro confusionario fatto con la traduzione nella nostra lingua.

 

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Moltissimi dei dialoghi del gioco non hanno alcun senso, non parliamo di femminili o maschili invertiti ma intere frasi interpretate male, oltre che spesso attribuite al personaggio sbagliato e questo errore viene seguito anche dal doppiatore.

 

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In questa versione di Tombi! 2 della Limited Run Games troviamo le quality of life solite dei giochi che la compagnia ripropone tramite il suo Carbon Engine.

Oltre a qualche scarno filtro grafico e adattamento e cornice per la risoluzione dello schermo, un lettore musicale e una galleria di artwork e materiale promozionale molto povera.

Rispetto ad altri giochi emulati da Limited Run Games Tombi! 2 è molto più stabile, non ho riscontrato bug o crash, tuttavia inizialmente il gioco aveva solo la colonna sonora giapponese, quella americana/europea è stata aggiunta in seguito con una patch.

Per quanto riguarda gli eventi bonus che nella versione originale si sbloccavano leggendo un salvataggio di Tombi!, in questa Special Edition si sbloccano automaticamente una volta completata la quest scatenante.

 

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Anche questa volta, come con Tombi! Special Edition Ho completato il gioco al 100% per la prima volta in vita mia, devo dire che alcune missioni sono particolarmente ottuse (i minigame in particolare) e per un paio di cose è necessaria una guida o infinita pazienza.

 

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Personalmente sono incredibilmente affezionato alla seppur breve serie Tombi! e ho sempre sperato in un fantomatico Tombi! 3.

Nonostante la Limited Run come sempre poteva fare di più (vedasi altre ottime remaster di altre compagnie come: Shadow Man, Beyond Good & Evil o Soul Reaver) è almeno un occasione per giocare a questo fantastico titolo per PS1 che al tempo non ha ricevuto i giusti meriti.


WarioPunk



GRAFICA 85/100

Tombi! 2 uscì originalmente tra Crash 3 e Spyro 3, il livello del 3D è assolutamente all'altezza con quello dei portabandiera del genere della sua console di riferimento (lasciamo da parte i titoli Nintendo).

Il maggior punto di forza sta nel comparto creativo, l'immaginario di Tombi! è sempre unico ed evocativo, con locazioni assurde e colorate che possono appartenere solo a questa serie. 

 

SONORO 70/100

Mentre i temi delle varie aree sono molto distintivi ed ambientati, le tracce di riferimento di eventi e dialoghi vengono riepetute fino allo sfinimento.

Tolto il velo della nostalgia il doppiaggio italiano si rivela per quello che è, tremendamente amatoriale e sconclusionato, era comunque la norma per la PS1. 


GAMEPLAY 75/100

Tombi! Ha un suo stile distintivo come platformer: l'utilizzo delle varie quest secondarie, la cattura dei maiali, gli status alterati e il backtracking.

Tuttavia questo secondo gioco aggiunge veramente poco a quello già visto nel primo titolo e alla lunga alcuni elementi che vanno oltre alla storia principale vengono a noia.


STORIA 65/100

La storia del gioco è incredibilmente basilare e raccontata anche in modo molto confuso.

Il voto si riferisce principalmente alla simpatia dei personaggi e dell'ambientazione.


LONGEVITÀ 80/100

Come platform 3D non propriamente di tipo collect-a-thon il gioco è decisamente lungo, pur avendo meno aree principali e boss del suo predecessore lo supera in longevità di qualche ora (puntando al 100%).


VOTO FINALE 75

Tombi! 2 è un gioco per cui ho un forte legame nostalgico e che adoro rigiocare.

Nonostante questo la nuova edizione non propone nulla di particolarmente invitante e se paragonato al suo predecessore, seppur riconoscendo le varie migliorie sparse qua e la, è il primo gioco a risultare più innovativo e creativo.

Un classico della PS1 per gli amanti dei platform.

 

 

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martedì 7 aprile 2026

Recensione Xuan-Yuan Sword: Mists Beyond the Mountains

Prima di passare alla recensione una piccola comunicazione di servizio. Nonostante i continui sforzi e tentativi fatti negli ultimi due mesi (anche con servizi a pagamento), Google continua a rifiutare l'indicizzazione del blog.

Da Dicembre 2025 fino a metà Febbraio 2026 Hotel Wario Blog era visibile sul motore di ricerca per poi essere oscurato arbitrariamente.

Pur essendo comunque presente su altri motori (Yahoo, Bing, Duckduckgo, Ecosia...) sparendo da Google il blog è diventato invisibile per la maggior parte degli utenti (parliamo di un 70-80%).

Se apprezzate quello che facciamo vi chiedo di aiutarci a ridare visibilità al blog, anche un singolo post sui social è per noi un grande aiuto.

Questo progetto è completamente gratuito, quello che vogliamo fare è parlare di videogiochi in maniera umana, senza fingerci professionisti e senza avere secondi fini o sponsor che influenzano le nostre recensioni.

Tuttavia la situazione attuale di “invisibilità” del sito è avvilente, vedere le visualizzazioni azzerarsi unito all'impossibilità di appellarsi a Google ha intaccato non poco la vitalità del progetto.

Grazie dell'attenzione e ora passiamo a Xuan-Yuan Sword: Mists Beyond the Mountains.


Ho già spiegato le origini di questa prolifica saga nella prefazione di Xuan-Yaun Sword 7, se siete interessati alla storia del franchise e di DOMO Studio vi rimando a questo link, oltre a questo vi basti sapere che Xuan-Yuan Sword: Mists Beyond the Mountains è la remaster di Xuan-Yuan Sword III, uscito nel 1999 esclusivamente in Cina.

 

Recensione italiana Nintendo Switch Xuan-Yuan Sword Mists Beyond the Mountains hotel wario blog wariopunk


Il protagonista di Xuan Yuan Sword Mists (d'ora in poi lo chiameremo così) è Septem, un cavaliere del regno dei Franchi sotto il diretto servizio di Pipino il Breve. Septem è un meticcio dalle origini ignote, alcune delle sue caratteristiche fisiche indicano che uno dei sui genitori proveniva dall'estremo Oriente. Questa sua particolarità l'ha reso un reietto agli occhi dei più, tuttavia il Consigliere Pipino l'ha cresciuto come un figlio e ha fatto di lui la sua migliore spia.

 

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Sarà proprio Pipino ad ordinare a Septem di partire per un viaggio verso le terre d'Oriente alla ricerca del “Segreto per vincere le Guerre” o “Arte della Guerra”.

Riluttante, Septem lascia la Francia per dirigersi a Venezia e imbarcarsi per la Palestina dove intende consultare i saggi del mondo Arabo.

A Venezia però la vita di Septem cambierà drasticamente, in città infatti un ordine di cavalieri zeloti capitanati dal suo amico d'infanzia Miles è alla ricerca di eretici da punire in nome di Dio.

 

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Miles non è solo, con lui a Venezia c'è anche la sua promessa sposa, la dama Lillian, amore segreto di Septem.

Con questa premessa inizia un lungo viaggio che dalla laguna italiana arriverà fino alla Cina dell'impero Tang.

 

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Il gameplay di Xuan Yuan Sword Mists è molto sapiente, il gioco ha fatto sue le migliori caratteristiche delle saghe allora più note in Giappone, possiamo ritrovare infatti sia elementi ispirati da Final Fantasy che da Shin Megami Tensei.


Iniziamo con una delle meccaniche più interessanti, “domare” demoni e mostri.

Una caratteristica della saga Xuan-Yuan è proprio quella di poter catturare le anime dei nemici, in questo capitolo Septem ha a disposizione la “Spirit Fusion Pot”, un antico arteffato cinese in grado di intrappolare l'essenza delle creature sovrannaturali.

 

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Durante il combattimento, quando un nemico è gravemente ferito diventa assimilabile con il comando “Tame” di Septem. Questo nemico viene intrappolato in un sigillo e diviene un oggetto del nostro inventario.

Il mostro intrappolato può essere usato in battaglia come oggetto oppure, tramite il comando fusione, unito ad un altro: mostro o equipaggiamento per generarne uno nuovo.

 

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I mostri catturati vengono raccolti nel compendio conosciuto come Mysteria (altra voce del menù) dove possiamo consultarne le statistiche e la mitologia.

 

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Vi sono anche tre tipologie di creature (oltre ai Boss) che non possono essere imprigionati nella Pot: le belve feroci, gli esseri umani e gli automi, per completare le loro schede nel compendio è necessario affrontarli più volte.

 

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Un'altra funzione dei mostri catturati è quella di divenire parte dell'equipaggiamento dei nostri personaggi, infatti ognuno dei membri del party può equipaggiare contemporaneamente fino a due mostri per ottenere dei bonus alle statistiche.

Altre particolarità riguardo all'equipaggiamento sono la “proficienza” della armi e i talismani.

Utilizzando per molto tempo la stessa arma, il personaggio ne ottiene la padronanza guadagnando un ulteriore aumento alle statistiche di attacco.

 

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I talismani invece sono equipaggiamenti in grado di donare nuovi comandi in battaglia ai personaggi (ruba, tira, medita...) o protezioni elementali molto forti, ottengono dei punti ad ogni scontro e una volta raggiunto il loro livello massimo non hanno più costi per l'utilizzo.

I personaggi dispongono anche di mosse “Ultimate” (le Limit di FF), queste si caricano infliggendo e subendo colpi, questi stessi punti richiesti per caricarle fungono anche da esperienza per imparare quelle successive, conviene quindi usarle subito e non conservarle per i boss.

 

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Infine il gioco presenta un numero enorme di incantesimi, questi come in FFIV vengono appresi salendo di livello, non abbiamo alcun controllo e nessuna indicazione su quali vengono appresi e a che livello.

 

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Il sistema di combattimento è fortemente focalizzato su debolezze e resistenze elementali, ogni personaggio del gruppo padroneggia in maniera già prestabilita due o tre elementi ed è molto importante studiare le mosse del nemico per capire a quale elementi appartiene e non rischiare di curarlo con la magia sbagliata.

Le statistiche di battaglia dei personaggi sono tre: salute, spirito e vitalità.

La salute indica i punti ferita, quando scende a zero il personaggio diviene incosciente, lo spirito è il mana necessario per utilizzare la maggior parte delle magie, la vitalità invece serve per alcune magie marziali, i comandi aggiuntivi dei talismani e per utilizzare mostri e evocazioni.

Sono presenti anche i classici status alterati e le relative cure e protezioni.

 

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E' possibile impostare l'attacco automatico ai membri del party per liberarsi dei nemici più deboli.

La fuga dagli scontri avviene con un tasto assegnato ed è immediata.

Alcuni scontri con i mostri comuni contengono eventi scriptati che ricordano una versione semplificata delle trattative con i demoni nella serie Shin Megami Tensei.

 

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I dungeon per lo più presentano semplici strutture labirintiche, occasionalmente contengono anche puzzle ed enigmi molto semplici.

A differenza di altri jrpg, i forzieri dei dungeon sono numerosi e contengono spesso oggetti di cura molto rari o equipaggiamenti unici, incentivando l'esplorazione.

 

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Nonostante siano ancora presenti i punti di salvataggio del gioco originale, in questa remaster è possibile anche salvare la partita in qualsiasi momento dal menù.

Sempre nel menù troviamo anche un registro che raccoglie le missioni in corso, purtroppo tremendamente scarno e molto vago.

 

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Graficamente il gioco è di ottimo livello, ricorda molto SaGa Frontier per le scelte stilistiche e l'accostamento di complessi fondali prerenderizzati e personaggi in 2D caricaturali.

Le locazioni sono molto varie e i grafici si sono impegnati molto per rendere al meglio le varie aree geografiche e loro culture con edifici pieni di dettagli. 

Nella prima parte del gioco sono presenti anche diverse cinematiche, queste ultime risultano un po grezze ma hanno comunque uno stile distintivo e nonostante non possano sicuramente rivaleggiare con i prodotti Square dell'epoca hanno un loro fascino.

 

Recensione italiana Nintendo Switch Xuan-Yuan Sword Mists Beyond the Mountains hotel wario blog wariopunk

I mostri, gli oggetti e le animazioni della battaglia sono disegnati con un gusto raffinato e con una grande varietà di sprites.

La parte più carente del comparto grafico sono i ritratti che accompagnano i dialoghi,  quasi sempre troppo abbozzati e con pochissime varietà di espressione.

La colonna sonora è molto professionale, con ritmi e melodie che variano a seconda della zona geografica.

 

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Infine da segnalare che la versione Switch di questa remaster non è priva di sbavature.

In circa 25 ore di gameplay il gioco si è chiuso a causa di un errore per sei volte mentre altre due volte si è bloccato durante un'animazione, un numero abbastanza alto di crash.

Inoltre nella prima parte del gioco ci sono numerosi errori di spaziatura, moltre parole sono attaccate tra loro o a volte troppo distanziate.

Aggiungo anche che la scelta del rosso per evidenziare i punti chiave dei dialoghi è alquanto infelice dato che è quasi sempre illeggibile.

 

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Ho apprezzato molto la storia stravagante ma con spunti storici e il gameplay classico ma mai derivativo, sicuramente lo consiglio a tutti gli amanti dei Jrpg old school. 

 

WarioPunk



GRAFICA 85/100

Le ambientazioni storiche/geografiche sono rese con una grande cura per i dettagli e risultano incredibilmente evocative.

Mostri, oggetti, equipaggiamenti e animazioni della battaglia hanno un tratto delicato e minuzioso unico nel suo genere. 

 

SONORO 80/100

La colonna sonora è di ottimo livello, proponendo tracce ambientate con un utilizzo intelligente di stili e strumenti inseriti nel contesto della trama.


GAMEPLAY 80/100

Come Jrpg propone tutto quello che si può volere dal genere: grande varietà di combinazioni, esplorazione, un pizzico di strategia....

Unico grande difetto di questa remaster il numero non esiguo di crash.


STORIA 85/100

La trama è molto articolata, mescola eventi storici realmente accaduti (non manca qualche licenza poetica) con esoterismo e trame diaboliche.

I personaggi sono tutti molto accattivanti e alla fine è impossibile non sentirsi coinvolti nell'odissea di Septem. 


LONGEVITÀ 85/100

Per terminare il gioco ho impiegato circa 25 ore, una durata di tutto rispetto, specialmente considerando che non ci sono momenti morti o ripetitivi e le quest secondarie e i numerosi segreti sono impostati come i giochi di una volta senza risultare in frustranti fetch quest.


VOTO FINALE 85

La remaster del terzo Xuan-Yuan Sword è un titolo imperdibile per tutti gli amanti dei jrpg old school. Questo gioco un tempo inedito nel nostro continente, mostra una corrente alternativa del suo genere di riferimento piena di spunti e intuizioni azzeccate. Fa molto piacere per una volta cambiare il solito canovaccio fantasy con una versione romanzata dell'alto medioevo infarcita con diversi riferimenti storici di tante culture diverse.

 

 

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