Homebody è un titolo indie che fonde elementi puzzle con meccaniche basiche da survival horror e che tratta temi molto profondi.
Dietro alla produzione del gioco troviamo Game Grumps, longevo collettivo di youtuber che propone diversi format comici a tema videogiochi.
Il gioco precedente di Game Grumps è Dream Daddy: A Dad Dating Simulator, un titolo di genere dating sim. Scopriamo quindi in che modo gli stessi sviluppatori hanno sviluppato una storia all'apparenza molto più complessa e delicata.
Aggiungo che quando il gioco era in preorder sul sito della Limited Run ci ho fatto un pensierino, poi però ho desistito a causa delle poche e scarne recensioni online che con il senno di poi non hanno fatto un buon lavoro nel vendermi questo titolo.
Tuttavia mi rendo conto che è difficile descrivere un gioco del genere evitando spoiler che possono indebolire l'esperienza del giocatore.
Io stesso ho fatto il possibile per descrivere le meccaniche al meglio senza essere troppo rivelatore.
La storia di Homebody si svolge in una casa isolata nelle campagne americane, dove un gruppo di amici di vecchia data ha organizzato un weekend insieme per osservare una pioggia di meteore.
La nostra protagonista, Emily, non vede i suoi amici da un anno perchè da tempo si è trasferita in una città lontana.
Emily ha avuto molte difficoltà nel decidersi a partire ma alla fine, spinta dalla sua coinquilina Laura, ha intrapreso il viaggio. A causa di queste titubanze però è arrivata in ritardo a weekend già inoltrato.
Il gruppo accoglie Emily ,ognuno a modo suo, nella strana casa: si tratta della dimora di uno stravagante artista e presenta diversi sistemi di sicurezza all'avanguardia.
Emily deve tenere a bada tutti i suoi timori e insicurezze per potersi confrontare con i suoi amici, nel frattempo dovrà anche far luce sui mille misteri della casa e del suo proprietario.
Iniziamo subito dicendo che, nonostante Homebody si presenta in maniera superficiale come “survival horror”, è in realtà un “puzzle game” o volendo un “escape the room” molto ampio.
Analizziamo ora il gameplay. Il gioco, anche per motivi strutturali, gestisce autonomamente il salvataggio della nostra partita.
Di base Emily può semplicemente muoversi a passo normale o correre (per i masochisti è possibile attivare anche i tank control). Gli oggetti interattivi sono contrassegnati da un cerchio bianco e con un tasto possiamo evidenziare tutti quelli presenti nelle vicinanze.
In Homebody dobbiamo fare sempre i conti con il tempo: da quando Emily entra nella casa, infatti, il tempo continuerà a scorrere presentando anche alcuni eventi che accadono ciclicamente ad un certo orario.
Se Emily muore a causa di una delle insidie della casa il tempo si riavvolgerà ripartendo dal momento in cui è entrata nell'edificio. Tuttavia, manterrà la coscienza di ciò che è accaduto e dei Ricordi raccolti.
Tra una morte e l'inizio di un nuovo ciclo il gioco ci presenterà quasi sempre una cutscene. Alcune sono flashback importanti che fanno luce sulla storia, altri invece sono indizi su quale puzzle dobbiamo dedicarci per proseguire.
Emily non possiede un inventario e non ci troveremo mai a raccogliere o trasportare oggetti, tutte le risorse necessarie a completare i puzzle si trovano nel Registro dei Ricordi.
Ogni indizio chiave, combinazione, macchinario importante o codice scoperto durante il gioco viene immortalato con un'istantanea nel suddetto menù.
Tra le foto dei Ricordi sono segnati anche i collegamenti dei vari elementi che compongono un enigma ed è evidenziato l'obbiettivo attuale di Emily.
Aprire il menù dei Ricordi è uno dei pochi metodi per fermare lo scorrere del tempo ed è un buon modo per riflettere sulla risoluzione di un puzzle.
I tanti puzzle proposti nel gioco sono più complessi di quello che ci si può aspettare da un survival horror e ricordano le sfide proposte nel genere “escape the room” o dalle avventure grafiche cerebrali come Myst.
All'interno della casa possiamo anche interagire con i nostri amici: Megan, Francine, Cliff e Gary.
Oltre a dei dialoghi molto ben scritti che vanno ad approfondire la nostra conoscenza sul loro rapporto con Emily e il loro carattere (e che cambiano con l'avanzare dei cicli), ognuno di loro può anche darci degli aiuti per risolvere puzzle appartenenti alle loro sfere di competenza.
Da notare che fortunatamente anche i dialoghi mettono in pausa lo scorrere del tempo.
Infine troviamo la molto esile meccanica survival, ispirata dal filone nato con Clock Tower.
In Homebody è infatti presente un inseguitore che è in grado di uccidere Emily con un solo colpo.
In alcune stanze è presente un “nascondiglio” (sempre sgabuzzino o armadio) in cui Emily può rifugiarsi per seminare il killer tuttavia, a differenza di altri giochi simili, il nascondiglio può reggere due o tre utilizzi per ogni ciclo prima di rompersi e diventare inservibile.
La grafica di HomeBody è volutamente retrò e poligonale, seguendo il nuovo gusto degli horror indie reso celebre da developer come Puppet Combo o i recenti giochi Alisa e Crow Country.
I modelli sono comunque molto dettagliati nel loro minimalismo e ben animati, anche gli asset della casa sono ben utilizzati.
I filtri grafici, l'uso della telecamera e gli effetti aggiuntivi (bagliori, pulviscolo...) arricchiscono l'aspetto cinematografico del gioco dando vita ad un prodotto visivamente molto bello.
La musica è usata intelligentemente, una perfetta colonna sonora da film Slasher, come sempre di grande effetto l'uso degli archi.
Il gioco non possiede un doppiaggio e le battute dei protagonisti sono accompagnate da effetti di digitazione retrò come nelle console di una volta.
Il punto più forte del gioco è la scrittura. I personaggi di Homebody sono veramente interessanti così come il rapporto che hanno con Emily.
Tutti quanti sono rappresentati in maniera piuttosto realistica: i loro ricordi e atteggiamenti sono perfettamente riconducibili a uno scenario verosimile e non sembrano mai costruiti o forzati.
Anche la storia di fondo e il messaggio che vuole raccontare sono narrati in maniera sapiente e competente. Considerando il genere scelto e le tematiche coinvolte non è una cosa per niente scontata.
Aggiungo che sono presenti anche diversi elementi di disturbo veramente d'effetto: gironzolando per la casa è possibile incontrare incongruenze o vere e proprie manifestazioni di grande impatto visivo, non i banali jumpscare da walking simulator ma veri e propri “orrori” come nel classico Eternal Darkness.
Il gioco è disponibile anche in italiano, tuttavia la traduzione presenta diversi errori di battitura e un paio di adattamenti un po' azzardati, anche se c'è da considerare la mole di lavoro fatta dai traduttori.
Nel gioco infatti sono presenti libri sfogliabili per intero come Dracula e Frankestein.
Homebody è un bel puzzle game con una bellissima storia e degli ottimi personaggi, gli elementi horror sono principalmente un contorno per stimolare un senso di ansia e urgenza.
Sicuramente non è un titolo che consiglierei a chi non è amante dei rompicapo, in quanto sono l'elemento predominante del gioco.
WarioPunk
GRAFICA 80/100
Lo stile scelto è stato utilizzato al meglio, i modelli 3D sono dettagliati pur rimanendo nei limiti dello stile retrò.
La casa è studiata ed arredata in maniera armoniosa e ha una sua identità.
Ottimo l'uso degli effetti visivi extra, come filtri o punti di luce che vanno ad arricchire l'effetto cinematografico.
Molto bella anche la direzione delle cutscene.
SONORO 75/100
La colonna sonora utilizza al meglio i tropes del genere horror per colpire il giocatore al momento giusto.
GAMEPLAY 75/100
Alcune scelte sono state rese meglio di altre.
Mentre i puzzle sono spesso ingegnosi e appaganti, la meccanica dell'inseguitore è solo accennata e finalizzata a instillare nel giocatore un senso di urgenza.
Il sistema dei timeloop è gestito molto bene, con l'avanzare della storia il ritmo diventa sempre più incalzante.
STORIA 85/100
I personaggi e la storia raccontata sono ottimi, tutti i membri del gruppo sono realistici e interessanti.
I temi scelti sono stati trattati in maniera adulta e in cui può essere facile riconoscersi.
Giusto dal finale mi aspettavo qualcosa in più, considerando i parallelismi che personalmente ho trovato con Mulholland Drive.
LONGEVITA' 80/100
Il gioco è lungo il giusto, se fosse durato di più sarebbe stato solamente più stressante.
La storia viene raccontata con il giusto ritmo e sembra anche più lungo di quello che è.
VOTO FINALE 80
Homebody è un gioco con una scrittura ottima, soprattutto considerando i temi ed il genere scelto.
Alla fine però è doveroso far notare che parliamo di un puzzle game con elementi horror e non di un survival horror.
Il gusto retrò è stato reso perfettamente.
Personalmente mi è piaciuto molto ma se non siete amanti dei puzzle in stile “escape the room” questo gioco non fa per voi.
















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