Prima di passare alla recensione una piccola comunicazione di servizio. Nonostante i continui sforzi e tentativi fatti negli ultimi due mesi (anche con servizi a pagamento), Google continua a rifiutare l'indicizzazione del blog.
Da Dicembre 2025 fino a metà Febbraio 2026 Hotel Wario Blog era visibile sul motore di ricerca per poi essere oscurato arbitrariamente.
Pur essendo comunque presente su altri motori (Yahoo, Bing, Duckduckgo, Ecosia...) sparendo da Google il blog è diventato invisibile per la maggior parte degli utenti (parliamo di un 70-80%).
Se apprezzate quello che facciamo vi chiedo di aiutarci a ridare visibilità al blog, anche un singolo post sui social è per noi un grande aiuto.
Questo progetto è completamente gratuito, quello che vogliamo fare è parlare di videogiochi in maniera umana, senza fingerci professionisti e senza avere secondi fini o sponsor che influenzano le nostre recensioni.
Tuttavia la situazione attuale di “invisibilità” del sito è avvilente, vedere le visualizzazioni azzerarsi unito all'impossibilità di appellarsi a Google ha intaccato non poco la vitalità del progetto.
Grazie dell'attenzione e ora passiamo a Xuan-Yuan Sword: Mists Beyond the Mountains.
Ho già spiegato le origini di questa prolifica saga nella prefazione di Xuan-Yaun Sword 7, se siete interessati alla storia del franchise e di DOMO Studio vi rimando a questo link, oltre a questo vi basti sapere che Xuan-Yuan Sword: Mists Beyond the Mountains è la remaster di Xuan-Yuan Sword III, uscito nel 1999 esclusivamente in Cina.
Il protagonista di Xuan Yuan Sword Mists (d'ora in poi lo chiameremo così) è Septem, un cavaliere del regno dei Franchi sotto il diretto servizio di Pipino il Breve. Septem è un meticcio dalle origini ignote, alcune delle sue caratteristiche fisiche indicano che uno dei sui genitori proveniva dall'estremo Oriente. Questa sua particolarità l'ha reso un reietto agli occhi dei più, tuttavia il Consigliere Pipino l'ha cresciuto come un figlio e ha fatto di lui la sua migliore spia.
Sarà proprio Pipino ad ordinare a Septem di partire per un viaggio verso le terre d'Oriente alla ricerca del “Segreto per vincere le Guerre” o “Arte della Guerra”.
Riluttante, Septem lascia la Francia per dirigersi a Venezia e imbarcarsi per la Palestina dove intende consultare i saggi del mondo Arabo.
A Venezia però la vita di Septem cambierà drasticamente, in città infatti un ordine di cavalieri zeloti capitanati dal suo amico d'infanzia Miles è alla ricerca di eretici da punire in nome di Dio.
Miles non è solo, con lui a Venezia c'è anche la sua promessa sposa, la dama Lillian, amore segreto di Septem.
Con questa premessa inizia un lungo viaggio che dalla laguna italiana arriverà fino alla Cina dell'impero Tang.
Il gameplay di Xuan Yuan Sword Mists è molto sapiente, il gioco ha fatto sue le migliori caratteristiche delle saghe allora più note in Giappone, possiamo ritrovare infatti sia elementi ispirati da Final Fantasy che da Shin Megami Tensei.
Iniziamo con una delle meccaniche più interessanti, “domare” demoni e mostri.
Una caratteristica della saga Xuan-Yuan è proprio quella di poter catturare le anime dei nemici, in questo capitolo Septem ha a disposizione la “Spirit Fusion Pot”, un antico arteffato cinese in grado di intrappolare l'essenza delle creature sovrannaturali.
Durante il combattimento, quando un nemico è gravemente ferito diventa assimilabile con il comando “Tame” di Septem. Questo nemico viene intrappolato in un sigillo e diviene un oggetto del nostro inventario.
Il mostro intrappolato può essere usato in battaglia come oggetto oppure, tramite il comando fusione, unito ad un altro: mostro o equipaggiamento per generarne uno nuovo.
I mostri catturati vengono raccolti nel compendio conosciuto come Mysteria (altra voce del menù) dove possiamo consultarne le statistiche e la mitologia.
Vi sono anche tre tipologie di creature (oltre ai Boss) che non possono essere imprigionati nella Pot: le belve feroci, gli esseri umani e gli automi, per completare le loro schede nel compendio è necessario affrontarli più volte.
Un'altra funzione dei mostri catturati è quella di divenire parte dell'equipaggiamento dei nostri personaggi, infatti ognuno dei membri del party può equipaggiare contemporaneamente fino a due mostri per ottenere dei bonus alle statistiche.
Altre particolarità riguardo all'equipaggiamento sono la “proficienza” della armi e i talismani.
Utilizzando per molto tempo la stessa arma, il personaggio ne ottiene la padronanza guadagnando un ulteriore aumento alle statistiche di attacco.
I talismani invece sono equipaggiamenti in grado di donare nuovi comandi in battaglia ai personaggi (ruba, tira, medita...) o protezioni elementali molto forti, ottengono dei punti ad ogni scontro e una volta raggiunto il loro livello massimo non hanno più costi per l'utilizzo.
I personaggi dispongono anche di mosse “Ultimate” (le Limit di FF), queste si caricano infliggendo e subendo colpi, questi stessi punti richiesti per caricarle fungono anche da esperienza per imparare quelle successive, conviene quindi usarle subito e non conservarle per i boss.
Infine il gioco presenta un numero enorme di incantesimi, questi come in FFIV vengono appresi salendo di livello, non abbiamo alcun controllo e nessuna indicazione su quali vengono appresi e a che livello.
Il sistema di combattimento è fortemente focalizzato su debolezze e resistenze elementali, ogni personaggio del gruppo padroneggia in maniera già prestabilita due o tre elementi ed è molto importante studiare le mosse del nemico per capire a quale elementi appartiene e non rischiare di curarlo con la magia sbagliata.
Le statistiche di battaglia dei personaggi sono tre: salute, spirito e vitalità.
La salute indica i punti ferita, quando scende a zero il personaggio diviene incosciente, lo spirito è il mana necessario per utilizzare la maggior parte delle magie, la vitalità invece serve per alcune magie marziali, i comandi aggiuntivi dei talismani e per utilizzare mostri e evocazioni.
Sono presenti anche i classici status alterati e le relative cure e protezioni.
E' possibile impostare l'attacco automatico ai membri del party per liberarsi dei nemici più deboli.
La fuga dagli scontri avviene con un tasto assegnato ed è immediata.
Alcuni scontri con i mostri comuni contengono eventi scriptati che ricordano una versione semplificata delle trattative con i demoni nella serie Shin Megami Tensei.
I dungeon per lo più presentano semplici strutture labirintiche, occasionalmente contengono anche puzzle ed enigmi molto semplici.
A differenza di altri jrpg, i forzieri dei dungeon sono numerosi e contengono spesso oggetti di cura molto rari o equipaggiamenti unici, incentivando l'esplorazione.
Nonostante siano ancora presenti i punti di salvataggio del gioco originale, in questa remaster è possibile anche salvare la partita in qualsiasi momento dal menù.
Sempre nel menù troviamo anche un registro che raccoglie le missioni in corso, purtroppo tremendamente scarno e molto vago.
Graficamente il gioco è di ottimo livello, ricorda molto SaGa Frontier per le scelte stilistiche e l'accostamento di complessi fondali prerenderizzati e personaggi in 2D caricaturali.
Le locazioni sono molto varie e i grafici si sono impegnati molto per rendere al meglio le varie aree geografiche e loro culture con edifici pieni di dettagli.
Nella prima parte del gioco sono presenti anche diverse cinematiche, queste ultime risultano un po grezze ma hanno comunque uno stile distintivo e nonostante non possano sicuramente rivaleggiare con i prodotti Square dell'epoca hanno un loro fascino.
I mostri, gli oggetti e le animazioni della battaglia sono disegnati con un gusto raffinato e con una grande varietà di sprites.
La parte più carente del comparto grafico sono i ritratti che accompagnano i dialoghi, quasi sempre troppo abbozzati e con pochissime varietà di espressione.
La colonna sonora è molto professionale, con ritmi e melodie che variano a seconda della zona geografica.
Infine da segnalare che la versione Switch di questa remaster non è priva di sbavature.
In circa 25 ore di gameplay il gioco si è chiuso a causa di un errore per sei volte mentre altre due volte si è bloccato durante un'animazione, un numero abbastanza alto di crash.
Inoltre nella prima parte del gioco ci sono numerosi errori di spaziatura, moltre parole sono attaccate tra loro o a volte troppo distanziate.
Aggiungo anche che la scelta del rosso per evidenziare i punti chiave dei dialoghi è alquanto infelice dato che è quasi sempre illeggibile.
Ho apprezzato molto la storia stravagante ma con spunti storici e il gameplay classico ma mai derivativo, sicuramente lo consiglio a tutti gli amanti dei Jrpg old school.
WarioPunk
GRAFICA 85/100
Le ambientazioni storiche/geografiche sono rese con una grande cura per i dettagli e risultano incredibilmente evocative.
Mostri, oggetti, equipaggiamenti e animazioni della battaglia hanno un tratto delicato e minuzioso unico nel suo genere.
SONORO 80/100
La colonna sonora è di ottimo livello, proponendo tracce ambientate con un utilizzo intelligente di stili e strumenti inseriti nel contesto della trama.
GAMEPLAY 80/100
Come Jrpg propone tutto quello che si può volere dal genere: grande varietà di combinazioni, esplorazione, un pizzico di strategia....
Unico grande difetto di questa remaster il numero non esiguo di crash.
STORIA 85/100
La trama è molto articolata, mescola eventi storici realmente accaduti (non manca qualche licenza poetica) con esoterismo e trame diaboliche.
I personaggi sono tutti molto accattivanti e alla fine è impossibile non sentirsi coinvolti nell'odissea di Septem.
LONGEVITÀ 85/100
Per terminare il gioco ho impiegato circa 25 ore, una durata di tutto rispetto, specialmente considerando che non ci sono momenti morti o ripetitivi e le quest secondarie e i numerosi segreti sono impostati come i giochi di una volta senza risultare in frustranti fetch quest.
VOTO FINALE 85
La remaster del terzo Xuan-Yuan Sword è un titolo imperdibile per tutti gli amanti dei jrpg old school. Questo gioco un tempo inedito nel nostro continente, mostra una corrente alternativa del suo genere di riferimento piena di spunti e intuizioni azzeccate. Fa molto piacere per una volta cambiare il solito canovaccio fantasy con una versione romanzata dell'alto medioevo infarcita con diversi riferimenti storici di tante culture diverse.



















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