Recensire questa collection era uno degli obbiettivi che mi ero preposto all'apertura del blog.
Si sentono dire un sacco di cose su Bubsy, perlopiù negative, ma bisogna ammettere che la vitalità e la capacità di riproporsi nel tempo di questa mascotte anni 90 sono invidiabili.
Prima di giocare a questa collection, ero familiare con Bubsy solo tramite il pilot del cartone animato mai prodotto e con il gioco del 2019 Bubsy: Paws of fire!
Scopriamo insieme dunque se l'infame nomea del longevo Bobcat è meritata o esagerata.
NOTA: Data l'estrema difficoltà di questi platform old-school ho impunemente abusato della funzione “rewind” del Carbon Engine per poter terminare i vari giochi ritentando le sezioni più ostiche.
Per Bubsy e Bubsy II ho completato le versioni SNES.
Bubsy In Claws Encounters of the Furred Kind (SNES – Genesis)
Il primo gioco di Bubsy targato 1993 e ad opera di Accolade, siamo nel pieno del boom dei Mascotte Platformer, tutti quanti vogliono creare il nuovo Sonic.
In questa miriade di animali antropomorfi semi vestiti, androidi, ninja, agenti segreti e bizzarri supereroi spicca il nostro Bobcat dalla battuta pronta.
I cattivi del gioco sono i Woolies, una razza aliena proveniente dal pianeta Rayon e avidi di gomitoli.
Le regine dei Woolies, Poly ed Esther hanno messo gli occhi sulla più grande collezione di gomitoli del pianeta Terra che appartiene proprio a... Bubsy.
L'astronave aliena raggiunge la Terra e risucchia il prezioso bottino del nostro eroe che inizis così la sua avventura sulle tracce dei ladri per recuperare il maltolto.
Questa storia è raccontata in un breve fumetto, disegnato molto bene con lo stile tipo dei comics basati sui saturday morning cartoons, contenuto nella sezione Meowseum del menù principale.
Passiamo al gameplay, il gioco è composto da stage consecutivi, dopo un certo numero di livelli si affronta un boss e si procede con un cambio di ambientazione.
Bubsy ha un moveset molto limitato, può saltare e successivamente planare, prendendo velocità è anche in grado di trasformare il proprio movimento un una corsa.
Lungo il livello sono presenti gomitoli da raccogliere e le preziosissime vite extra sottoforma di tshirt numerate.
Esistono anche le tshirt nere e quelle invisibili, le prime rendono Bubsy invincibile per un certo periodo di tempo sconfiggendo i nemici a contatto (la stella della serie Mario), le seconde gli permettono di passare attraverso nemici e ostacoli ma senza eliminarli.
Sono presenti anche diversi enormi punti esclamativi che fungono da checkpoint, la fine del livello è invece contrassegnata da un enorme gomitolo.
I livelli sono strutturati in maniera alquanto labirintica, sebbene a prima vista sembrino svilupparsi sono in larghezza sono in realtà organizzati anche su più livelli di altezza e nella maggior parte di essi è possibile terminarli affrontando il percorso liberamente.
Sono presenti anche diverse porte in cui Bubsy può entrare, alcune nascondono l'ingresso per i Bonus, altre invece conducono in zone distanti dello stage.
Passiamo ora al lato dolente del gameplay, l'incredibile facilità con cui Bubsy muore.
Il caro Bobcat dispone di un unico punto ferita, ogni contatto con un nemico, proiettile o ostacolo ne provoca la morte immediata.
Oltre a questo Bubsy può morire anche sbattendo contro un muro durante una corsa o cadendo da una certa altezza senza planare, scelte decisamente eccessive per un platform che vuole imitare Sonic.
Oltre a questo c'è anche il tempo, ogni livello ci da ha disposizione circa una decina di minuti per essere completato, allo scadere dei quali perderemo una vita.
Nel primo Bubsy solo l'ultimo livello è particolarmente labirintico, mentre nei giochi successivi è facile trovarsi con i secondi contati.
Le boss battle non sono particolarmente ispirate, sono sempre scontri con astronavi woolies generiche ma con diversi pattern o ostacoli.
Il gioco originale disponeva di un sistema di password per poter riprendere una partita interrotta (con un numero di vite standard), grazie all'emulazione del Carbon Engine invece possiamo anche usufruire di un unico slot di salvataggio.
Graficamente il primo Bubsy è un ottimo platform, grande varietà di nemici e soprattutto di animazioni, fluide e colorate.
Il caro Bobcat anticipa infatti il più celebre Crash Bandicoot con il suo arsenale di situazionali animazioni di morte.
Anche musicalmente il primo gioco della serie è probabilmente il più memorabile della collection, i brani che accompagnano i vari stage e il tema di Bubsy sono molto competenti e catchy.
Tirando le somme l'esordio di Bubsy nel mondo videoludico avviene con un platform mediocre, la presentazione è molto buona, sia graficamente che musicalmente, il personaggio è simpatico e riconoscibile, ma il gameplay è inutilmente punitivo e certe scelte di design cozzano tra loro a discapito dell'intrattenimento.
VOTO 2.5/5
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Bubsy II (SNES – GENESIS)
L'anno successivo sempre ad opera di Accolade esce il successore di Bubsy, un sequel in cui il team di sviluppo impara dagli errori del passato e applica dei miglioramenti che adesso andremo a vedere.
Ma prima partiamo dalla storia, sottolineando che tra i due giochi uscì anche un pilot per la serie a cartoni animati di Bubsy (si può visionare su youtube ma è anche presente nel Meowseum all'interno della collection), in Bubsy II sono presenti anche personaggi che debuttano nel pilot e non vengono menzionati nel primo gioco.
Bubsy, in compagnia dell'armadillo Arnold, sta accompagnando i suoi nipoti Terri e Terry al nuovo parco dei divertimenti chiamato Amazatorium, un parco basato sulla realtà virtuale dove è possibile rivivere in prima persona le epoche del passato.
Quello che il nostro eroe non sa è che il proprietario dell'Amazatorium, l'avido Oinker P. Hamm ha intenzione di utilizzare la macchina che alimenta il parco per rubare tesori e informazioni dalla storia.
Saranno proprio i due piccoli Bobcat, fuggiti dalla custodia dello zio a scoprire il piano del perfido uomo d'affari e a finire catturati, così Bubsy si addentrerà nell'Amazatorium, in compagnia del pavido Arnold, per salvare i propri nipoti.
Anche questa volta la trama è raccontata tramite un ottimo fumetto che si può trovare nel Meowseum dove tra l'altro viene rivelato che l'Amazatorium è stato creato da Virgil, personaggio presente solo nel pilota e successivamente giocabile in Bubsy: Paws of fire!.
Una particolarità non da poco è che all'inizio del gioco ci verrà chiesto se vogliamo entrare nell'ala Est o Ovest dell'Amazatorium, questa scelta determinerà i livelli che affronteremo, in quanto ogni ala è composta da tre piani contenenti cinque differenti livelli, durante il gioco non sarà possibile cambiare ala.
Ogni piano funge da piccolo hubworld in cui sono presenti i portali per accedere ai livelli e quello del boss, accessibile solo dopo che ogni livello sarà stato completato almeno una volta.
E' infatti possibile riaffrontare i livelli già completati per raccogliere vite e risorse o semplicemente aumentare il punteggio.
Da notare però che non è possibile viaggiare liberamente tra un piano e l'altro e una volta sconfitto il boss non potremo tornare indietro.
Ogni piano contiene un livello dei cinque temi ricorrenti: antico Egitto, medioevo, prima guerra mondiale (livelli aereei a scorrimento), musica (?) e pirati spaziali.
La più grande miglioria di questo nuovo Bubsy è l'aggiunta di tre punti ferita al nostro protagonista, esattamente, salvo rari casi (esistono ancora ostacoli che causano morte istantanea) Bubsy ora è in grado di subire fino a tre colpi prima di andare KO.
Nei livelli infatti ora compaiono anche degli enormi cerotti in grado di ristabilire la salute di Bubsy, salute di cui possiamo tenere traccia tramite un'icona che rappresenta il volto del Bobcat (in stile DOOM).
Spariscono anche le tshirt invisibili e le tshirt nere che vengono sostituite dai più utili equipaggiamenti che possono essere raccolti e accumulati.
Questi sono: il nerf bazooka, la tuta da sommozzatore, il buco portatile e la bomba “Intelligente”.
Oltre alle tshirt che aumentano le vite di Bubsy ora c'è anche il Continue rappresentato da una freccia rossa.
I gomitoli sono invece sostituiti dalle biglie, pura scelta estetica dettata dall'assenza dei woolies.
Infine nei livelli compaiono anche le trading cards, una valuta che al termine di ogni stage possiamo spendere per comprare equipaggiamenti o ancor meglio vite extra.
Molto gradita anche la presenza di frecce che indicano la direzione da seguire per raggiungere la fine del livello corrente, assolutamente necessario data la struttura più labirintica di questo secondo gioco.
Insomma in questo secondo titolo non solo Bubsy è finalmente più resistente ma è anche in grado di accumulare vite extra in maniera più controllata.
La struttura dei livelli rimane la stessa del gioco precedente, unica differenza sono i bonus che vengono sostituiti dal “lancio della rana” di Bubsy, i livelli acquatici e il labirinto in caduta dentro il motore di un automobile con Arnold.
I boss rimangono un punto dolente, ancora una volta non vengono proposti personaggi originali o sfide interessanti, ma semplicemente monotone arene contenenti nemici riciclati e potenziati.
Graficamente il gioco è simile al suo predecessore, buone le sprite e le animazioni.
Musicalmente invece Bubsy 2 è decisamente tremendo, le tracce dei livelli sembrano uscite da un incubo febbrile, solo il tema dell'antico Egitto ha qualche passaggio interessante prima di sprofondare nell'oblio (la versione Genesis è leggermente meglio di quella SNES).
Molto spassosi i giochi di parole sui nomi dei livelli, in questo gioco sono realmente azzeccati.
Infine Bubsy II propone anche una modalità coop, dove il secondo giocatore controllerà Terri o Terry
Il ruolo del secondo giocatore è passivo, il nipote prescelto fluttuerà intorno allo zio con lo scopo di raccogliere oggetti e sconfiggere i nemici comuni.
Il secondo Bubsy migliora di gran lunga il gameplay ma il gioco sarebbe stato molto più iconico con più ambientazioni (solo cinque ripetute sei volte è un po troppo poco) boss battle più strutturate e una colonna sonora non dico all'altezza del primo ma almeno ascoltabile.
VOTO 3/5
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Bubsy II (Game Boy)
La versione portatile del secondo Bubsy è come accadeva all'epoca una riproposizione striminzita del gioco originale, questo ovviamente a causa dell'hardware di riferimento.
La trama è la stessa della versione SNES e Genesis ma questa volta è raccontata nel menù principale tramite una serie di sottotitoli a scorrimento.
Nella versione Game Boy l'Amazatorium è composto da 9 livelli distribuiti a gruppi di tre su altrettanti piani.
Vista la mancanza di un sistema di password è possibile decidere da quale piano iniziare.
Le cinque ambientazioni si riducono a tre, non abbiamo più il medioevo e i pirati spaziali.
Le boss battle invece sono la riproposizione dello stesso nemico in versione più coriacea.
Anche il gameplay riceve delle riduzioni, Bubsy perde gli equipaggiamenti e scompaiono i bonus e la possibilità di acquistare vite con i ticket.
I livelli sono molto più intricati ed è facile ritrovarsi senza più tempo e le hitbox dei nemici non perdonano (tipico dei giochi GameBoy e delle loro sprite minimali).
Graficamente nel suo minimalismo il gioco è ok, negli standard della console portatile Nintendo. Musicalmente invece è molto meglio della sua controparte a 16bit, il chip audio minimale del GameBoy salva enormemente quelle tracce deliranti.
Per essere un gioco del primo GameBoy è ok, manca sicuramente di intuizione o inventiva, invece di adattare Bubsy II in maniera creativa lo hanno semplicemente ridotto all'osso.
VOTO 2/5
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Bubsy in Fractured Furry Tales (Jaguar)
Questo titolo ha avuto una produzione particolare, la Atari vedendo del potenziale in Bubsy decise che era un ottimo candidato per diventare la mascotte ufficiale della loro prossima console.
Tuttavia non volendo proporre un semplice porting di un gioco disponibile anche nelle console rivali, mentre Accolade sviluppava internamente Bubsy II, Atari commissionò ad Imagitec il proprio Bubsy originale, programmato sulla base di Bubsy I.
Da questo ultimo dettaglio nascono i problemi principali di questo titolo, in primis, essendo basato su Bubsy: In Claws Encounters of the Furred Kind, nonostante Fractured Furry Tales sia uscito dopo Bubsy II, non presenta nessuno dei miglioramenti di gameplay apportati al secondo titolo.
Oltre a questo, dato che le fondamenta erano quelle di un gioco già vecchio di qualche anno, il risultato finale è un platform che non sfrutta le prestazione della Jaguar e sembra uscito dalla generazione precedente.
Anche la produzione di Fracture Furry Tales è stata frettolosa e lo vediamo subito con la trama:
In Fractured Furry Tales, Hansel e Gretel hanno rapito Mamma Oca portando scompiglio nel mondo delle fiabe dove i cattivi delle rispettive storie hanno preso il sopravvento.
Bubsy è chiamato a risolvere la situazione e ristabilire l'ordine nel mondo della fiabe.
Questa volta non solo non c'è nessun fumetto riassuntivo ma nemmeno una cutscene, è possibile trovare quest'abbozzo di trama solo sul libretto e dietro la scatola del gioco.
Come dicevo c'è stata molta confusione durante la creazione del gioco, difatti Mamma Oca è rappresentata con una maga/fata e Hansel e Gretel nello script iniziale erano uno dei primi boss, probabilmente la "trama" è stata sconvolta nella fase finale di produzione.
Come già anticipato il gameplay si rifà al primo Bubsy di cui ne condivide il sourcecode, il caro Bobcat: può correre, saltare e planare.
Bubsy torna ad avere un solo e unico punto ferita, perde gli equipaggiamenti e la possibilità di comprare vite o scegliere e ripetere i livelli.
Tornano invece le tshirt speciali, invisibilità e immortalità.
Le uniche due novità che ho riscontrato rispetto al primo gioco sono, che è stata rimossa la morte da schianto contro il muro (e meno male) e se Bubsy rimane fermo per qualche secondo compare una freccia che indica la direzione dell'uscita del livello.
Tuttavia il level design di questo gioco è il più ostico e intricato tra i Bubsy 2D, gli sviluppatori hanno abusato del sistema di leve già presente in Bubsy I e i livelli dei mondi finali sono incredibilmente labirintici, richiedendo anche più di dieci minuti per essere completati senza guide o esperienza pregressa.
Anche i pattern e le posizioni di nemici e ostacoli sono inutilmente aggressive, creando situazioni veramente frustranti (le gocce di cioccolato nel mondo di Hansel e Gretel sono criminali).
Finalmente per la prima volta abbiamo dei veri e propri boss, ogni mondo ha il suo cattivo da battere, evitando i suoi arti o proiettili e colpendolo in testa numerso volte, niente di spettacolare ma meglio di ciò proposto dai titoli precedenti
Anche in questo titolo torna il sistema di password.
Graficamente Fractured Furry Tales non si discosta dai suoi due predecessori, le sprite e le animazioni sono varie e colorate.
La musica invece fa un salto di qualità, nonostante le tracce siano pochissime sono al livello di quelle del primo Bubsy e aiutano a dimenticare quelle di Bubsy II.
Il terzo Bubsy è un platform incredibilmente difficile, parliamo però di una difficoltà artificiosa nata da un level design spietato e a detta degli sviluppatori causato dallo scarso testing dovuto agli stretti tempi di produzione.
Nonostante ciò dal punto di vista del design è il gioco più completo e divertente della collection.
VOTO 3/5
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Bubsy 3D (PS1)
Passiamo infine al più moderno dei giochi contenuti nella collection, il famoso Bubsy 3D, qui presente sia nella sua forma originale che nella versione “Refurbished Edition”.
Quest'ultima è una versione rivisitata dal team LRG che apporta diversi miglioramenti per modernizzare il gioco come: la rimozione dei tank control, il controllo libero della telecamera e l'autosalvataggio.
Ma partiamo dalla trama, in Bubsy 3D tornano i Woolies i primi e più iconici nemici del nostro caro bobcat.
Il Generale Woolie per ordine delle regine Poly e Esther decide di tentare un'altra invasione del pianeta Terra, ma prima è necessario sbarazzarsi dell'unico ostacolo che in passato ha intralciato i loro piani, Bubsy.
Perciò i woolies catturano il nostro eroe e lo portano sul loro pianeta, Rayon, sfruttando un malfunzionamento della navicella in qui era tenuto prigioniero, Bubsy riesce a liberarsi e inizia a scorrazzare per il pianeta in cerca dei frammenti del razzo di cui ha bisogno per tornare a casa.
Tutti gli abitanti di Rayon hanno l'ordine di catturare il bobcat.
La trama ci viene illustrata da una cutscene iniziale che setta già gli standard audio del gioco, in tutto Bubsy 3D non c'è alcuna traccia di sottotitoli e le voci dei vari personaggi sono stridule e spesso incomprensibili, passi per la trama ma questa cosa va a incidere poi anche sui tutorial.
Parliamo del gameplay, in Bubsy 3D potremo selezionare una serie di livelli che vengono sbloccati in maniera consequenziale completandoli in ordine.
In ogni livello sono nascosti due frammenti di razzo, non è obbligatorio collezionarli ma terminare il gioco senza aver finito il razzo porterà al finale negativo.
Ogni livello si apre con una title card esclusiva (una delle cose migliori del gioco) che ricorda proprio gli episodi dei cartoni animati anni 90.
Gli stage si presentano come enormi ammassi di poligoni e texture geometriche minimali in cui Bubsy può saltare e planare spostandosi tra piattaforme e altri poliedri fluttuanti.
I nemici, oltre a provocare danni da contatto sono in gran parte anche in grado di sparare proiettili, per difendersi Bubsy può saltargli in testa (con precisione millimetrica) oppure utilizzare gli atomi come proiettili.
Gli atomi sono il collezionabile più comune all'interno dei livelli, raccogliendone cinquanta Bubsy recupera un punto salute, con centro una vita extra, con centocinquanta ottiene l'accesso al bonus di fine livello e con duecento tempo extra per il suddetto bonus.
Tenendo premuto il pulsante assegnato al momento della raccolta dell'atomo, avremo a disposizione qualche secondo per poter prendere la mira e utilizzarlo come proiettile, questo verrà conteggiato comunque come raccolto ma se non colpiremo nessun ostacolo il proiettile tornerà indietro rischiando di colpirci.
Spesso gli atomi sono necessari per distruggere pareti segrete che celano la locazione di un razzo.
Oltre agli atomi tornano non più sottoforma di magliette: invincibilità (tuono), invisibilità (contorno della testa di Bubsy) e le vite extra (testa di Bubsy) che in questo titolo sono molto abbondanti.
I checkpoint invece non hanno più l'aspetto di punti esclamativi ma sono delle frecce circolari.
Ultimo oggetto che possiamo trovare sono i proiettili, raccogliendolo otteniamo dieci colpi da sparare senza bisogno di atomi, se nel livello sono presenti i proiettili c'è sicuramente un puzzle o un muro segreto nelle vicinanze che lo richiede.
Finalmente Bubsy torna ad avere più di un punto ferita come già successo in "Bubsy II", il contatto con i nemici o i proiettili ne fa perdere uno, mentre alcuni tipi di terreno o atterrare malamente sulle piattaforme (con i piedi nel vuoto) provoca la morte istantanea e la conseguente animazione dedicata.
Nei livelli sono presenti alcuni puzzle principalmente basati sull'attivazione di interruttori, comunque dal design simpatico e ai tempi anche carini.
Uscendo da un livello Bubsy ottiene un ammontare di punti, la password per recuperare i progressi e una piccola cutscene che mostra le sue disavventure sul pianeta Rayon.
Sono presenti anche alcuni livelli subacquei e devo ammettere che sono rimasto stupito da come è stata gestita la fisica dell'acqua, non male per il periodo.
In questi livelli Bubsy deve tenere in considerazione anche la sua scorta di ossigeno, che può essere incrementata raccogliendo le bombole sparse per il livello e utilizzata anche per effettuare uno sprint in grado anche di eliminare i nemici.
Finalmente abbiamo per la prima volta delle boss battle con dei personaggi unici che hanno senso nella serie, probabilmente le migliori del franchise fino ad ora (aspettando Bubsy 4D).
La grafica di Bubsy 3D è.... particolare, il setting del pianeta alieno (che comunque era stato mostrato molto diverso nel fumetto del primo Bubsy) può giustificare il bizzarro minimalismo delle locazioni, tuttavia questi scenari d'avanguardia non sono poi così male e hanno un loro fascino bizzarro.
L'audio è completamente da dimenticare, dall'insopportabile e indecifrabile voce di Bubsy (meglio il doppiatore più adulto dei giochi precedenti) agli effetti sonori dei nemici che producono delle interminabili nenie, anche la colonna sonora è sufficiente ma per niente memorabile.
I difetti del gioco stanno tutti nei suoi controlli e nella gestione di collisioni e hitbox, se i primi sono stati messi a posto nella versione Refurbished, tutta la fisica è invece molto pastrocchiata, con nemici che ci colpiscono se non gli saltiamo in testa con precisione chirurgica o morti da caduta causate dal un atterraggio (a volte anche una camminata) su una piattaforma in cui i piedi di Bubsy fuoriescono di un micron.
L'unico problema che ho avuto con "Bubsy 3D: Refurbished Edition" è stato causato dall'autosalvataggio, purtroppo questa funzione inserita dalla LRG non è controllabile e una volta sconfitto il boss finale salverà automaticamente impedendoci di poter tornare alla selezione de livelli, con quel salvataggio è possibile solo rivedere il finale o tornare al menù e iniziare una nuova partita.
Nel mio caso, in cui mi mancava un solo razzo per poter ottenere il finale Good ho perso tutti i miei progressi.
Esiste anche una modalità a due giocatori, molto singolare.
Ci sono cinque stage disponibili in cui un giocatore interpreta Bubsy mentre l'altro un mirino, il giocatore che controlla il Bobcat deve fare più punti possibile raccogliendo collezionabili mentre l'altro deve far esaurire i punti salute di Bubsy il più in fretta possibile.
Personalmente mi aspettavo un totale disastro considerando la nomea che questo gioco si porta dietro, ma devo dire che non solo (grazie agli aggiustamenti fatti dalla versione Refurbished) mi sono divertito ma anche che Bubsy 3D ha delle qualità.
Oltre a non essere affatto male dal punto di vista del design per essere un pioniere del 1996 ci sono anche delle idee che seppur possono non aver ispirato direttamente chi è venuto dopo lo hanno comunque anticipato. Paragonare Bubsy 3D a produzioni come Mario 64 o Crash Bandicoot non ha molto senso e se invece parliamo puramente di fisica e comandi non c'è molta differenza con un gioco più rinomato come Croc.
VOTO 3/5
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Bubsy in: The Purrfect Collection è un ottima retro compilation emulata bene e con un sacco di materiale extra (al contrario di Tombi! 2), forse la migliore proposta dalla LRG.
Un peccato che per motivi legati ai vari diritti non siano stati inclusi anche "The Woolies Strike Back!" e "Paws of Fire" che avrebbero reso la collezione veramente completa.
Grazie a tutti gli aiuti ed escamotage del Carbon Engine ho potuto divertirmi a rigiocare tutti i Bubsy senza che fosse un'esperienza frustrante e devo dire che non capisco perchè il caro bobcat sia così odiato.
Sono sicuro che il tanto atteso Bubsy 4D degli autori di Demon Turf riuscirà a dar lustro e nuova vita al brand e Bubsy tornerà ad essere una presenza fissa nel panorama videoludico.
WarioPunk
GRAFICA 75/100
In ogni gioco di Bubsy la grafica è sempre ad un livello che possiamo considerare mediocre/buono nel proprio periodo storico, forse solo le bizzarre geometrie di Bubsy 3D sono sottotono.
Per quanto riguarda il 2D le animazioni abbondano e i livelli hanno un buon numero di asset diversi.
SONORO 65/100
Solo “Claws Encounters” e “Fractured Furry Tales” hanno una buona musica, “Bubsy II” e “Bubsy 3D” sono da dimenticare.
GAMEPLAY 65/100
Da questo punto di vista la saga di Bubsy è un continuo “hit e miss”, ci sono buone idee, ci sono le capacità ma alla fine vince sempre un gameplay inutilmente punitivo e ottuso.
I progressi sono stati fatti con “Bubsy II” e qualche intuizione degna di nota in “Bubsy 3D” (l'esatto contrario del sonoro).
STORIA 60/100
Lo sviluppo della saga è molto confusionario, è passata di mano e c'è stato un pilota che non ha portato ad una serie.
Di conseguenza ci sono personaggi che compaiono e scompaiono e manca una vera continuity, solo “Claws Encounters” e “Bubsy 3D” hanno dei punti in comune, mentre poi saranno “Paws of fire” e “Bubsy 4D” a mescolare tutto (tranne "Fractured Furry Tales" che è una sorta di Mario 2) e cercare di dare un senso a questo potpourri di amici e nemici.
Nemmeno Bubsy stesso riesce a stabilire un carattere continuativo, rimangono le sue battutine e il suo umorismo slapstick ma la serie fatica a creare degli elementi riconducibili.
LONGEVITA' 80/100
Tutti i titoli, tranne la versione GB di “Bubsy II” sono abbastanza lunghi se inquadrati nel loro genere e periodo di uscita, per completare tutti i giochi della collection ho impiegato circa sedici ore, una buona durata.
VOTO FINALE 70
Probabilmente la retro collection più curata mai prodotta dalla LRG.
Finalmente la saga di Bubsy è giocabile in maniera meno frustrante ed è possibile scoprire il buono che si cela in una serie di giochi che è stata esageratamente demonizzata.
Gli speedrunner e i giocatori hardcore troveranno pane per i loro denti, chi invece cerca un gameplay più clemente può utilizzare i trucchi o il rewind dell'emulatore.













































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