Tempo di metroidvania con This is Fine: Maximum Cope, gioco finanziato a fine 2024 tramite Kickstarter e basato sulla striscia a fumetti del 2013 di KC Green.
Ebbene sì, da quella semplice pagina a fumetti divenuta inaspettatamente un meme nonché il lavoro più conosciuto del talentuoso autore, è stato ideato un intero gioco.
Ma cosa si può creare attorno a sei semplici vignette che mostrano solo un cane, del caffè e una stanza in fiamme? Scopriamolo.
In This is Fine: Maximum Cope vestiamo i panni (il cappello) del Question Hound, il cane protagonista del fumetto originale.
Accompagnato dalle due manifestazioni della propria coscienza, i classici diavoletto e angioletto, Question Hound dovrà attraversare e superare le varie rappresentazioni della propria ansia.
Vediamo subito di cosa è capace il nostro laconico protagonista.
Di base Question Hound può solo saltare e attaccare utilizzando il cappello, altre manovre tipiche del genere metroidvania verranno sbloccate pian piano completando i livelli.
Oltre ai propri punti ferita, il protagonista dispone anche di alcuni slot per le tazze del caffè, queste fungono da pozioni curative e possono essere riempite nelle macchinette sparse per i livelli pagando cinquanta chicchi di caffè.
I chicchi di caffè, ottenibili sconfiggendo i nemici e svuotando i sacchi, servono anche per comprare nuovi potenziamenti dai venditori, ce ne è uno per livello e sono rappresentati da personaggi di altre storie dell'autore (contentissimo della presenza dell'Anime Club).
Altri potenziamenti (i più potenti) sono nascosti in zone segrete celate da muri distruttibili, anche di questi ve ne è uno per livello.
Ritroviamo le caratteristiche dei Metroidvania nella struttura dei livelli, composti da grandi stanze articolate unite tra loro e dalle aree inizialmente inaccessibili che richiedono un futuro backtracking.
Per muoversi all'interno di queste grandi aree, Question Hound oltre ad avere a disposizione una mappa, può utilizzare le aree checkpoint (la stanza in fiamme del fumetto) per curarsi e teletrasportarsi da una zona all'altra.
Vi sono dei collezionabili, anche questi richiamano spesso altre opere di KC Green (killallnerds.exe).
Alcuni di questi si possono ottenere rompendo i Totem, ogni livello nasconde una sfida “gauntlet” finalizzata a questo scopo.
I cinque livelli di gioco, rappresentano le diverse cause dell'ansia di Question Hound, partendo dall'esperienza scolastica fino ad arrivare al pentimento per le proprie debolezze.
Ognuno di essi oltre ad avere caratteristiche visive uniche nasconde anche un puzzle per poter accedere alla stanza del boss di turno.
Graficamente il gioco è un po “hit and miss”, nel complesso animazioni e fondali sono passabaili, tuttavia non si sente minimamente l'influenza dell'autore originale, i livelli spesso propongono nemici poco ispirati.
Le “cutscene” sono dialoghi minimali tra Question Hound e la sua coscienza e oltre a non essere particolarmente divertenti risultano molto “cheap”.
Il gioco ha pochissime tracce, un paio più azzeccate di altre, ma nel complesso la colonna sonora e decisamente dimenticabile.
Il level design è molto basilare, funzionale ma senza proporre nuove idee.
I puzzle per accedere alla stanza del boss di turno e la sfida con quest'ultimo sono forse le parti più godibili dell'intero gameplay.
Passando ai punti negativi parliamo dell'adattamento italiano che è probabilmente il peggiore che abbia mai visto su Nintendo Switch.
Per fare alcuni esempi abbiamo, “Back” che diviene “Esentare”, “Spring” inteso come molla che diventa “Primavera”, “Prom” che diventa “Celibato”, “Stanza del Boss” diventa “Stanza del Capo” e così via....
Giusto per avvalorare l'idea che questo lavoraccio sia stato fatto in maniera automatica, nei titoli di coda tutte le lingue hanno una persona di riferimento come traduttore tranne proprio l'italiano.
Altro grosso punto a sfavore è invece un problema legato al framerate,
Dopo circa una mezz'ora di gioco, il probabile accumulo di informazioni/cache/file temporanei distrugge completamente la fluidità portando il framerate ai minimi storici e rendendo il titolo ingiocabile.
Unica soluzione chiudere il gioco e riaprirlo.
Considerando che ho aspettato due mesi dall'uscita per giocarlo, il fatto che la versione Switch non abbia ancora ricevuto una patch non è molto bello.
This is Fine: Maximum Cope è un metroidvania all'acqua di rose, semplice e molto corto.
Non troverete nulla di particolare in questo gioco nemmeno se siete fan di KC Green.
La mancanza di idee originali e di uno stile grafico accattivante unite alla poca pulizia del porting su Switch lo rendono un titolo adatto solo a chi vuole completare tutti i metroidvania della console.
WarioPunk
GRAFICA 65/100
Le locazioni e le animazioni hanno dei disegni puliti e curati ma mancano di personalità e varietà, si poteva attingere di più dai lavori del fumettista di riferimento.
Le cutscene sono praticamente inesistenti.
SONORO 60/100
La colonna sonora è breve e dimenticabile, la traccia migliore è nel menù di gioco.
GAMEPLAY 60/100
Ci sono le caratteristiche basilari di ogni Metroidvania indie moderno, non viene proposto nulla di nuovo o significativo.
La versione Switch risente di cali di framerate imperdonabili e la traduzione italiana è una buffonata.
STORIA 55/100
Voto non tanto rivolto alla storia, dalla quale non ci si può aspettare molto visto che il pretesto del gioco nasce da sei vignette, ma all'umorismo che è veramente fallimentare e poteva essere l'unica nota positiva.
LONGEVITÀ 65/100
This is Fine: Maximum Cope si può completare al 100% in solo cinque ore, considerando le longevità dei metroidvania moderni è veramente troppo poco.
VOTO FINALE 60
This is Fine: Maximum Cope è il Metroidvania più basilare ed inoffensivo che abbia mai giocato.
Semplice, breve e non ispirato, si lascia terminare per poi essere dimenticato.















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