Dopo 16 anni, la serie di Castlevania decide di tornare sui suoi passi e riproporre le meccaniche Metroidvania, genere di cui in passato ha gettato le fondamenta.
Dopo Castlevania: Order of Ecclesia, la saga ha provato ad esplorare altri generi (Picchiaduro, Hack'n'Slash, Coop Multiplayer), senza però riuscire mai a brillare come in passato.
Oggi lo studio francese Motion Twin (Dead Cells), in collaborazione con Evil Empire (The Rogue of Prince of Persia, Dead Cells DLCs) ci propone il nuovo gioco della serie, “Castlevania: Belmont's Curse”, titolo che ha l'onere di chiudere uno dei primi archi narrativi della serie.
Infatti questo titolo è ambientato nel 1499 (data curiosa, visto che esattamente 500 anni dopo accadrà un evento molto importante, citato poi nella serie) e condivide nel titolo la parola Curse, come i due giochi che si piazzano esattamente prima nella timeline, ovvero Castlevania 3: Dracula's Curse e successivamente Castlevania: Curse of Darkness, chiudendo così una specie di trilogia.
In questa recensione parlerò della versione per Nintendo Switch e come fan di lunga data della serie sarò molto onesto e attento a giudicare gli elementi di questo nuovo gioco.
Dunque diamo un'occhiata a cosa ci propone lo studio francese con questo nuovo tassello della serie.
1499, Parigi è in fiamme, il Vescovo di Notre-Dame ha chiesto l'intervento di vari esorcisti ma è stato tutto vano.
Ora senza più altra scelta, si ritrova costretto a rivolgersi a Trevor Belmont, il famoso cacciatore di vampiri che uccise Dracula.
Il vescovo ci ricorda anche che la Chiesa è sempre più debole, senza più il supporto dei cittadini e delle loro tasse.
Trevor arriva a Parigi, ma non da solo, in questo momento scopriamo che Rose Belmont la figlia di Trevor e della maga Sypha, si è aggiunta alla spedizione.
Prima che i due si dividano, Trevor lascia a Rose un mazzo di tarocchi, eredità di Sypha.
Approfittando del fatto che il padre si è allontanato in cerca del Vescovo, per dimostrare il proprio valore, Rose decide di indagare da sola le strade di Parigi oramai in preda al caos.
Nonostante la ragazza sia afflitta da una maledizione che consuma lentamente il proprio braccio, è pronta a fare valere il nome dei Belmont e ad onorare lo spirito di sua madre.
Passando al gameplay, Belmont's Curse chiarisce subito che ci troviamo in un metroidvania dall'impronta moderna, allontanandosi dallo stile classico di Koji Igarashi che diresse quasi tutti i Castlevania del genere Metroidvania, ad eccezione di Circle of the Moon.
Inizialmente Rose ha a disposizione una spada, delle pozioni e alcune azioni di movimento di base come scivolata e schivata.
Oltre a questo, tramite il mazzo di tarocchi che porta con se, dispone di un set di magie equipaggiabili singolarmente, legate al tarocco scelto.
Successivamente al suo arsenale si aggiungeranno nuove armi/accessori, un sistema di parata e una Frusta arcana che può essere usata come gancio.
Le 3 fiaschette curative (esattamente come in Blasphemous, Afterimage ecc) sono ad utilizzo singolo e ci rendono vulnerabile durante il loro consumo.
Il limite massimo di fiaschette è sempre di 3 (salvo per un'eccezione che vedremo dopo) inoltre possono essere rigenerate nei punti di salvataggio, o incrementate con dei drop dei nemici (se raccogliamo una fiaschetta ma ne abbiamo anche delle vuote, si riempirà una di queste invece di aggiungersene una nuova), tuttavia le fiaschette extra verranno perse ad ogni sosta di salvataggio.
Viene meno il classico danno da contatto nemico, il gameplay gioca su un sistema di schivate, di stun temporaneo e parate.
È comprensibile questo cambiamento, visto che il gioco si allontana dalle meccaniche RPG dei precedenti Castlevania di stampo Metroidvania, che si basavano sul posizionamento e non sulla reazione.
Nel corso della sua avventura Rose si imbatterà in sette tipologie di armi, queste si differenziano in leggere, meccaniche o attributi, oltre a questo accumulerà anche nuovi incantesimi e abillità di movimento sconfiggendo i vari boss del gioco.
L'apprendimento di abilità dei boss è una meccanica che torna in parte dai Castlevania della serie Sorrow e Order of Ecclesia, con l'eccezione che qui si apprendono solo una decina di abilità, quasi tutte da boss e nessuna dai nemici comuni.
La frusta arcana gioca un ruolo quasi fondamentale per la durata di tutto il gioco, poiché le varie zone sono piene di sezioni platforming dedicate spesso all'utilizzo di questa meccanica di aggancio aereo, seguite da altri elementi punitivi che al minimo errore ci portano il più delle volte a dover ripetere l'intera stanza.
Inoltre può essere usata anche per agganciarci ai nemici, tuttavia per esperienza personale devo dire che la mira di Rose è molto poco precisa, è molto frequente colpire i ganci anzichè il nemico o viceversa.
Parlando sempre delle stanze dedicate al Platforming, una volta raggiunto il castello di Dracula, noteremo una forte somiglianza con il Palazzo Bianco di Hollow Knight più che ai castelli dei precedenti titoli della serie (il 40% del castello è composto da stanze trappola con seghe circolari), un altro elemento che omaggia più i giochi moderni piuttosto che la saga di riferimento.
Il combattimento si presenta molto frenetico e confuso, tra effetti di luce che accompagnano gli attacchi e nemici aggressivi che si presentano in gran numero.
Altro elemento che possiamo trovare anche in giochi come Blasphemous, The last Faith ecc, sono le stanze gauntlet.
Zone delimitate in cui bisogna confrontarsi con tre orde di nemici specifici.
Belmont's Curse abusa molto di questo tipo di stanze, in combinazione con altre basate sul platforming.
Uno stile di gioco che interrompe l'esperienza esplorativa per obbligare il giocatore a combattere con lo stesso nemico o a mettere alla prova nervi e riflessi in sfide di precisione.
Questa è un altra grande differenza con i giochi di Igarashi, questi si basavano su una struttura libera, dove il giocatore poteva destreggiarsi a piacimento tra i mostri ed anche evitarli del tutto, mentre ora siamo obbligati ad affrontarli.
Per quanto riguarda i Tarocchi di Rose, questi hanno delle missioni di utilizzo, o di progressione legati ad essi.
Ad ogni missione svolta, si può ottenere un potenziamento perenne per quella magia.
(esempio: sconfiggi un totale di 20 nemici con questo incantesimo).
Durante l'esplorazione, si possono trovare nuove armi, o accessori.
Rose può equipaggiare un arma alla volta, ogni arma possiede cinque stadi per tipologia (esempio cinque fruste di potenza crescente), mentre gli accessori sono più numerosi e di questi possiamo equipaggiarne fino a tre alla volta.
Gli accessori danno quasi sempre incrementi percentuali a vita, mana o movimento e in rari casi possono alterare altre meccaniche di gioco.
Un esempio particolare è L'anello fantasma, che se equipaggiato, permette la rigenerazione dei nemici con il cambio di mappa, come nei vecchi Castlevania.
Mentre in Belmont's Curse, come quasi ogni Metroidvania moderno, i nemici si rigenerano ad ogni nostro salvataggio.
Parlando del sistema di salvataggio e di viaggio rapido, le stanze di salvataggio agiscono esattamente come nei Metroidvania moderni, rigenerando pozioni, mana e vita.
Il sistema di viaggio rapido è stato diviso in due versioni, una che il gioco ci mostra tramite il Traghettatore di anime, che ci permette di spostarci da una grande zona ad un'altra, poi vi è un secondo sistema opzionale e più intricato...
Il secondo sistema di teletrasposto, senza scendere in spoiler, dopo un caricamento ci porta in un Hubworld, dove possiamo cercare a piedi la nostra destinazione e raggiungerla dopo un ulteriore caricamento.
Inoltre questo Hubworld è in parte bloccato dalla progressione di gioco e solo verso la fine diviene completamente utilizzabile.
Insomma il secondo sistema di viaggio rapido è pessimo, penso di non aver mai trovato un sistema così lento in nessun Metroidvania che abbia giocato, tanto vale andare a piedi nella mappa di gioco.
I collezionabili che possiamo trovare durante la nostra esplorazione, sono divisi in: potenziamenti alla vita, al mana, all'attacco, alla magia e statue di esperienza.
I potenziamenti alla vita e al mana, sono divisi in quattro frammenti, una volta messi insieme, incrementeranno la barra corrispondente (un altro sistema che ricorda i frammenti di Ricettacolo e di Maschera di Hollow Knight).
I potenziamenti di attacco e magia invece forniscono un punto extra in quella statistica, esattamente come ogni level up che ottiene Rose, sconfiggendo nemici e rompendo statue nascoste e colme di esperienza.
Un'ulteriore mancanza rispetto alla saga classica è l'assenza di NPC e delle loro side-quest, nonchè la mancanza di mercanti.
I nemici sono un altro elemento molto deludente, nonostante siano tutti ritorni famosi presi dai vari capitoli della serie, alla fin fine il roster completo è composto da solo una trentina di mostri differenti...
Voglio ricordare che i Castlevania delle console portatili superavano i 100 mostri, certo utilizzavano reskin o cambi di palette, cosa che però fa anche questo gioco ma con un roster molto più scarno.
Inoltre mancano all'appello i classici sgherri di Dracula tra cui: mummie, la creatura di Frankenstein, i draghi bianchi, I ciclopi, gaibon e poi il povero slogra che qui è ridotto ad essere una mera reference nello sfondo...
Sempre parlando di mostri è assente anche il bestiario, accessorio prezioso che un tempo ci regalava dettagli e debolezze sulle creature dell'universo di Castlevania.
I Boss non sono molto interessanti, a mio avviso il gioco ha uno scaling calibrato al contrario, con un primo boss che risulta il più forte del gioco, probabilmente per le limitazioni di Rose priva di potenziamenti.
Infatti solo i primi boss mi hanno sconfitto qualche volta, ma ottenuta confidenza con i comandi e nuove abilità, i successivi sono stati tutti molto semplici e poco impegnativi, inclusi anche quelli opzionali e il boss finale.
In effetti devo dire che, certi incantesimi ed armi possono demolire facilmente molti boss del gioco.
Aggiungo anche che Belmont's Curse ha delle evidenti Boss Fight tagliate, che si risolvono in magre consolazioni, oltre a riciclareun boss già affrontato in precedenza. La cosa mi fa pensare che il gioco non abbia avuto il tempo o i fondi per essere ultimato al meglio, in quanto oltre a queste mancanze, la versione per Switch ha molti bug a cui ho dedicato un video.
In ogni caso, venire sconfitti da un Boss, richiederà poi una runback (Stile Silksong o Dark Souls) per ritentare la sfida. Tuttavia questa opzione può essere modificata nel menù di gioco, come il numero di pozioni a nostra disposizione e la forza sia dei nemici che di Rose.
Infatti il Belmont's Curse utilizza un sistema personalizzabile della difficoltà, che però non viene mai accennato al giocatore e che può risultare anche come un modo pigro per non testare e bilanciare l'esperienza.
Passando alla musica, questa si allontana completamente dai temi gotici ed epici della saga, proponendo una soundtrack non in linea con l'atmosfera e molto dimenticabile.
L'unico pezzo che si salva è la nuova versione di “Bloody Tears” che rimane tematica fino a metà brano, prima di diventare dubstep....
Il doppiaggio inglese è un po forzato, mentre quello giapponese ha una recitazione piú incline ai personaggi e alle situazioni.
Mancano anche le modalità extra, che donavano rigiocabilità e nuove sfide ai giochi in stile Metroidvania (Mage Mode, Julius Mode, Albus Mode ecc). Purtroppo non abbiamo dunque una modalità dove giochiamo nei panni di Trevor e nemmeno una classica Boss Rush Mode...
Parlando della grafica, Belmont's Curse utilizza uno stile che unisce l'atmosfera dell'anime di Castlevania (colori accesi e design di Rose), con personaggi che graficamente ricordano giochi come Hades.
Questo è un altro aspetto che rende il titolo in esame bizzarro, abbiamo infatti boss fight, come quella contro Talos che per stile e grafica ricordano giochi come Mio:Memories in Orbit o una Carmilla che richiama più il design e lo stile di lotta di una Blodless boss iconico della serie di Bloodstained.
Belmont's Curse ha chiaramente una crisi di identità, e prende ispirazione da troppe fonti, a parer mio riesce a essere fedele alla serie solo nella storia e nel suo fanservice occasionale.
La trama infatti è molto valida, con collegamenti intelligenti e rari cambiamenti o retcon da far storcere il naso, per lo più gioca bene con gli elementi dei titoli vicini alla sua timeline, rimanendo in linea con la narrazione dei videogiochi e non con quella dell'anime.
Tramite oggetti, personaggi e boss, un fan della serie troverà molti riferimenti azzeccati e qualche reference interessante a personaggi iconici della serie.
Claudio La Volpe
GRAFICA 70/100
Graficamente il gioco ha dei buoni design per i personaggi, come Rose che è rappresentata come mi immaginerei la figlia di Trevor e Sypha, una donna atletica che indossa vesti che omaggiano entrambi i genitori.
Le cutscene animate invece sono molti passi indietro rispetto a vecchi giochi come Rondo of Blood, oltre al fatto che il design dei nemici ha molta meno personalità in confronto alle loro vecchie versioni.
Altro punto a sfavore è il contrasto di stili visto in alcuni boss che sembrano essere usciti da universi differenti per via dei loro design.
Le ambientazioni invece sono abbastanza piacevoli da fruire, anche se non riescono ad essere particolarmente cupe.
SONORO 50/100
La soundtrack è stata il mio primo campanello di allarme già nelle ore di gioco iniziali. Castlevania è una saga che garantisce il 95% delle volte di avere un'ottima colonna sonora, anche se il gameplay può essere scadente (come in Haunted Castle), la musica è quasi sempre una garanzia.
E questo è uno di quei rari casi dove la musica non ti lascia nulla, è un accompagnamento ripetitivo e monotono, che si rialza un attimo solo quando va a riprendere Bloody Tears.
La colonna sonora è composta da 32 pezzi e di questi ne ricordo uno solo, non dico altro...
GAMEPLAY 65/100
Purtroppo essendo molto derivativo, ho trovato Belmont's Curse un gioco mediocre nel suo gameplay.
I titoli a cui si ispira, riescono meglio nelle meccaniche che ripropone, risultando un Jack of all Trades and Master of None.
Il gioco è buono, ma abusa troppo di platforming punitivo, che rende il backtracking abbastanza frustrante, considerando anche i pessimi viaggi rapidi, il giocatore si trova costretto a scegliere tra due fuochi.
Inolte la versione Switch è colma di bug, che, anche se non troppo fastidiosi, smorzano l'esperienza di gioco.
Nel complesso è un titolo molto derivativo che offre un gampelay che non omaggia la sua serie di origine.
STORIA 80/100
La parti migliori del gioco sono la trama e i suoi personaggi.
Rose è una Belmont forte e molto legata alla sua famiglia, nel suo viaggio avrà anche degli alleati che arricchiscono la narrazione.
Gli elementi di contorno e la trama principale funzionano bene, anche se ho detestato un cambiamento narrativo legato a Talos, insieme a tutto il suo personaggio.
In questo titolo fanno ritorno molti personaggi iconici, e devo dire che nelle loro nuove vesti riescono a rimanere in tema con la caratterizzazione datagli dagli altri giochi della serie..
Se siete fan di Castlevania, la storia e le sue reference vi piaceranno, non sarà un capolavoro, ma è comunque una narrazione solida e ben costruita.
LONGEVITA' 75/100
Per completare il gioco al 100% ho impiegato diciotto ore totali, diverse spese in backtracking tra stanze trappola e imprecazioni, tuttavia rimane una buona durata.
Ma rimango dell'opinione che questo titolo ha diversi contenuti tagliati, tra cui la mancanza di una modalità extra post game, un classico immancabile dei Castlevania per console portatili.
La durata è buona, ma la scarsità dei contenuti è deludente.
VOTO FINALE 70
Belmont's Curse è un gioco che ha una crisi di identità, nelle sue meccaniche prende da tutto ciò che non è Castlevania, ma nei suoi personaggi e nella sua storia recupera elementi della serie principale.
È un titolo che ha la volontà ma non lo spirito di un Castlevania.
È un Metroidvania nella media e allo stesso tempo un Castlevania alquanto fiacco.


















Nessun commento:
Posta un commento